Graffiti removals è un progetto di alcuni giovani ragazzi di Berlino e Bilbao, tutti aspiranti designer e con una forte propensione per l’arte e le sue mille sfumature. Si sa infatti che ogni graffito e tag che vediamo sui muri delle nostre città non è destinato a rimanere lì per sempre. Alcuni vengono eliminati per mantenere un semplice decoro urbano altri perché offensivi, ma ognuno di essi anche se cancellato preserverà una storia e un romanticismo del tutto unico.
Ci sono regole complesse e definite da seguire nella street art. Di solito sono molti gli artisti che cancellano le tag dei loro colleghi, ma non solo, alcuni sfregiano le opere solo per dei regolamenti di conti, o altri creano dei crossover sopra delle opere già finite. È una storia che si ripete, a Banksy è successo addirittura la settimana scorsa, possiamo definirla appunto una pratica abituale, perché sui muri ogni forma estetica è solo di passaggio.



Oggi ci sono anche i social network che aiutano a diffondere la curiosità attorno questo fenomeno. Graffiti Removals, la pagina Instagram conta oggi 11 mila follower, foto dopo foto, mostra come la street art muti a seconda del tempo e cerca di portar alla luce ciò che c’era prima e che a malapena oggi si intravede.
Molte scritte o disegni sui muri vengono cancellati in malo modo, tanto che il risultato molte volte è buffo. Finestre e muri di colori differenti confinano, nuove scritte si sovrappongono l’una all’altra come se fosse un circolo vizioso.
Non sembrano bastare nemmeno i netturbini che a loro volta mentre cancellano scritte producono involontariamente altri segni o scarabocchi.
Graffiti Removals è il database di immagini da tutto il mondo dei graffiti in estinzione, un modo dolce per celebrarli e renderli “eterni” in qualche modo.










