Era il 1971 quando Gufram lanciò la sua ormai famosissima poltrona Pratone, disegnata dai designer Ceretti, Derossi e Rosso. Stiamo parlando di più di cinquant’anni fa e questo pezzo è ancora oggi attualissimo tanto da essere proposto in una nuovissima versione dal collettivo artistico MSCHF. Il gruppo super controverso, noto per le sue opere provocatorie, fa un gesto irriverente e taglia letteralmente il prato lasciando la poltrona con i suoi fili d’erba tagliati di netto. Si tratta di una collaborazione ufficiale tra MSCHF e Gufram, realizzata in occasione della mostra Industry Plants che aprirà nella sede newyorkese di Perrotin il prossimo 6 settembre. Se negli anni Settanta Gufram rivoluzionava l’idea di chaise longue borghese con una seduta del tutto non convenzionale, riflettendo al tempo stesso sul rapporto tra l’uomo e la natura, oggi MSCHF lo fa con un gesto drastico portando la riflessione su un gradino più in alto ponendosi semplici domande che qui sorgono spontanee: Cosa stiamo facendo alla natura? Dove finiremo?

A piedi nudi sul prato, com’è nata la poltrona Pratone
Una riflessione che invece sorge a noi spontanea è: come ha fatto Pratone a non tramontare mai? Partiamo dalla sua storia. Abbiamo detto che nasce nei primi anni Settanta dall’idea di tre designer, ma la sua più grande fortuna è stata senza dubbio quella di essere scelta come copertina del catalogo della mostra del MoMA di New York Italy: The New Domestic Landscape, che l’ha fatta diventare riconoscibilissima. Insomma, un oggetto pop ma allo stesso tempo simbolo dell’anti-design e manifesto della libertà creativa. L’ispirazione viene infatti da un momento di estrema libertà, camminare a piedi nudi sul prato. O meglio, i tre designer italiani guardano il film “A piedi nudi nel parco” del 1967 e creano così questa porzione di prato artificiale, fatta da 42 fili d’erba in poliuretano espanso – che la rende quindi comodissima – verniciati con il Guflac, una vernice lavabile brevettata da Gufram.


Tutte le versioni del Pratone
Non è la prima volta che vediamo la poltrona Pratone cambiare o ispirare artisti. Nel 2021 in occasione dei suoi cinquant’anni, durante la Milano Design Week compare una versione gonfiabile e gigantesca in piazza San Fedele. L’anno dopo, nel 2022, è l’artista Julien Lambert a usarla come oggetto protagonista nella sua performance diretta da Fabio Cherstich. L’anno scorso invece, sempre durante la Design Week milanese Gufram lancia in collaborazione con Juventus la versione black and white in edizione limitata, solo 500 pezzi disponibili. La nostra modifica preferita è però quella realizzata dal brand stesso nel 2021, quando lancia la poltrona in tre nuove colorazioni (sempre sfumature di verde) ma rimpicciolendola del 30% e cambiando il rivestimento, dal Guflac a un tessuto bouclé di lana. A riprova del fatto che un pezzo così iconico può ancora rivisitarsi per adattarsi meglio alle esigenze del pubblico, che ha sempre case più piccole. Voi comprereste mai Pratone? Ovviamente se aveste a disposizione 20 mila euro, più o meno il prezzo di vendita su cui si aggira oggi.




