Ti prego, non guardarmi così! è la prima frase che affiora nella mente quando ci si trova di fronte ad un disegno di Guim Tió Zarraluki.

Quegli occhi senza occhi, quella bocca semi aperta, tutti quei denti, quello sguardo attonito, sembrano significare in modo semplice e terrorizzante che oltre quei volti vuoti lesistenza è cessata. Perché se la tradizione vuole che gli occhi siano lo specchio dellanima, quando gli occhi diventano dei cerchi vuoti, dei punti senza luce, lanima forse cè ancora, ma non si vede più.
Guim Tió toglie l’anima a volti che già hanno perso gran parte della loro umanità, quelli delle pubblicità presenti sulle riviste che, ricoperti coi pastelli a cera, acquisiscono questa nuova terrifica sembianza.
Solo qualche dettaglio rimane delle immagini originali, dei denti, un naso, un orecchio, ma nemmeno questi pezzi di carne, queste fette di reale, riescono a rendere più umani i suoi ritratti.
Lartista copre quindi, ma per scoprire il senso più autentico di tutte quelle immagini sempre uguali che si affollano nelle pubblicità. Dietro a quei visi resi perfetti e irreali dai vari programmi di correzione, cè una figura antropomorfa con gli occhi vuoti che ci guarda in modo straziante.
Ti prego, davvero, smettila di guardarmi così!


















