L’artista e designer Harry Nuriev, è stato nominato Designer of the Year durante il Maison&Object presentando Transformism: un’installazione che funziona come manifesto, spazio immersivo e presa di posizione culturale. Più che un progetto da attraversare, è un’idea da abitare. Nuriev non introduce nuovi oggetti nel mondo, ma rilegge quelli che già esistono, spostandoli di contesto, significato e funzione.

L’installazione si muove lungo al confine tra memoria e futuro, perfettamente allineata al tema della fiera, Past Reveals Future. Oggetti comuni, materiali riconoscibili e atmosfere quasi domestiche vengono ricomposti in una scenografia che rallenta lo sguardo e obbliga a riconsiderare ciò che diamo per scontato. Nulla è completamente nuovo, ma tutto appare diverso. È un design che non cancella il passato, lo espone.


Il lavoro di Nuriev da anni ruota attorno a questa tensione. Con Crosby Studios, il designer ha costruito un linguaggio che attraversa interior, arte e installazione, trattando lo spazio come una superficie per raccontare. In Transformism questa visione si condensa in modo quasi didattico: il progetto diventa una dichiarazione contro l’ossessione per la novità e a favore della trasformazione come atto creativo e politico.

All’interno dell’installazione, il confine tra oggetto funzionale e pezzo da collezione si dissolve. Tutto sembra sospeso in uno stato intermedio, come se fosse in attesa di una nuova identità. È un invito a guardare meglio, ma anche a consumare meno, a riconoscere valore in ciò che è già presente, in un’epoca in cui la sovrapproduzione ha svuotato il significato stesso del design.

Transformism è un sistema aperto, una lente attraverso cui leggere il presente. E da Maison & Objet 2026, Harry Nuriev usa lo spazio per dichiarare che il futuro del design potrebbe non risiedere nell’invenzione continua, ma nella capacità di trasformare ciò che abbiamo già, restituendogli senso, memoria e intenzione.
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