Art Chi è Cornbread, il primo street artist
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Chi è Cornbread, il primo street artist

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Anna Frattini

Spesso associamo gli inizi della street art alla città di New York. Oggi, però, ripercorrendo la storia di Cornbread, scopriremo che iniziò tutto a Philadelphia. Al secolo Darryl McCray e classe 1953, fu lui a inventare la street art per come la conosciamo oggi. Ma partiamo dall’inizio.

Alla fine degli anni Sessanta, Cornbread cresce in una Philadelphia che non offre molte possibilità di essere visti o ascoltati. Scrivere il proprio nome sui muri della città diventa allora un atto di affermazione personale, quasi a dire «esisto anche io!». Cornbread inizia così a lasciare la sua firma ovunque: muri, autobus e anche edifici pubblici. Il suo non è vandalismo fine a sé stesso, ma il bisogno urgente di rendere il proprio nome impossibile da ignorare.

All’inizio degli anni Settanta, la sua tag è ormai ovunque, anche in luoghi più visibili e simbolici. La città inizia ad accorgersene, e i media locali iniziano a parlare di lui.

Ed è proprio questo il passaggio cruciale: per la prima volta, la scrittura sui muri diventa una notizia, un fenomeno culturale, qualcosa che merita attenzione pubblica. L’idea che il nome possa essere il soggetto stesso dell’opera prende forma e si diffonde.

Quello che Cornbread mette in atto anticiperà tutto ciò che verrà dopo. Il suo lavoro precede la stagione dei graffiti sui treni di New York e getta le basi di un linguaggio che verrà poi sviluppato da intere generazioni di writer. Quando il name tagging arriva nella Grande Mela, trovando terreno fertile tra musica, danza e street culture, il seme era già stato piantato.

Oggi Cornbread è riconosciuto come il primo street artist della storia contemporanea, una figura chiave che ha trasformato un gesto che oggi è normalizzato e parte del contesto urbano, un movimento globale. La sua eredità non è quindi solo quella lasciata sui muri di Philadelphia, ma nel suo modus operandis, nell’idea che lo spazio urbano possa diventare una superficie narrativa, un luogo in cui affermare la propria identità senza mezzi termini.

Questo ritorno alle origini trova oggi una nuova forma nella mostra LEGENDARY, la più grande personale mai realizzata da Cornbread a Philadelphia. Ospitata da Paradigm Gallery + Studio, l’esposizione segna il rientro dell’artista nella città dove tutto è iniziato, dopo un tour internazionale che lo ha portato da Amsterdam a Parigi fino a Bogotá. La mostra raccoglie lavori recenti e opere presentate in occasione della sua personale allo STRAAT Museum di Amsterdam, materiali legati al libro Cornbread the Legend pubblicato durante il tour parigino e persino un set piece cinematografico realizzato per il film Audrey’s Children, vincitore del Tribeca X Award for Best Feature 2024.

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Scritto da Anna Frattini

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