La fotografia di Bobby Mandrup – classe 1985 – utilizza la luce come strumento, disegnando delicatamente le figure e andando oltre i confini tradizionali della fotografia. A fronte di questo, Mandrup rimane fedele alle radici della fotografia analogica. Il suo lavoro è una rappresentazione autentica del momento fisico fugace, catturando emozioni genuine e una realtà non filtrata.


La scelta delle macchine fotografiche di Mandrup, principalmente Yashica e Mamiya. Strumenti che non sono solo questo ma anche parte integrante del suo processo artistico, che hanno caratteristiche e stranezze quasi personali, diventano il suo mezzo di espressione. Mandrup abbraccia queste imperfezioni e tutte le limitazioni della fotografia analogica, utilizzandole a suo vantaggio.


Il lavoro di Bobby Mandrup si concentra principalmente sulla ritrattistica di artisti, musica, teatro e fotografia editoriale. Quello che contraddistingue la sua fotografia è il modo in cui traspare la sua emozione genuina e presenza, indipendentemente dal loro genere o dalla fama. Non ci troviamo davanti a un documentarista, ma un artista che cerca di scoprire i momenti imprevedibili e autentici che si verificano al di fuori dei confini di un ambiente studio controllato. Ogni fotografia racconta una storia, non solo del soggetto ma del momento stesso, catturando l’essenza stessa dell’essere umano.

Leggi altro su Bobby Mandrup qui.
