Nonostante il 1967, anno in cui i Beatles registravano ‘Lucy In The Sky With Diamonds’, sia passato da un po’, il mondo psichedelico attrae ancora e dove non c’è, lo si inventa.
Immaginate infatti ampi spazi vuoti dalle pareti bianche che si trasformano tutto d’un tratto nel buco nero in cui Alice cade improvvisamente e precipitosamente, spinta dalla sua curiosità: si tratta delle illusioni ottiche di Peter Kogler, non, in questo caso, della creatività letteraria di Lewis Carroll.
Non ci sono stregatti, bruchi sotto effetto di droghe pesanti o molto altro ancora, piuttosto tante linee e grafiche dai tratti decisi, che sembrano apparentemente innocue ma che trasformano la prospettiva e gli stessi elementi architettonici che le ospitano, dando, nel tentativo di seguirle, una sensazione molto simile al post sbornia tipico da primo Gennaio.
Se siete amanti del brivido, provate pure a non cadere o a sbattere da qualche parte.








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