Art Le installazioni elastiche di Daniel Arsham
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Le installazioni elastiche di Daniel Arsham

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Giulia Ficicchia
Le installazioni elastiche di Daniel Arsham | Collater.al 2

C’è una prima volta per tutto: il primo bacio, il primo ginocchio sbucciato, il primo cuore infranto, il primo stipendio, la prima casa e la prima parete elastica.

Questa è più o meno la lista delle prime volte di Daniel Arsham, famoso scultore americano, che ha tenuto, nemmeno a farlo a posta, il suo primo “solo show” durante la Biennale di Mosca, presso il padiglione a lui dedicato, Karelia.

Come vi avevo fatto intendere poco sopra, le opere di Arsham sono elasticizzate e nascono dai muri del padiglione stesso: la dote rinomata dell’autore di rendere plastici ed elastici gli spazi si trasforma in fiocchi costruiti tramite l’unione di due pareti, improvvisi incontri dal soffitto, orologi contenuti in tasche improbabilmente stabili, mani e mantelli dagli sconosciuti proprietari.

Il tutto è costruito con grande maestria e con lo scopo di interagire con i fortunati spettatori della mostra.

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Scritto da Giulia Ficicchia
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