Israeli Girls di Dafy Hagai non è quello che pensiamo noi

Israeli Girls di Dafy Hagai non è quello che pensiamo noi

Collater.al Contributors · 3 anni fa · Photography

Suona di sicuro come una provocazione il titolo “Israeli Girls”.
O almeno, questa è l’idea che viene fuori cercando il testo in giro per il web, uscito ormai due anni fa. Ma è esattamente quello che voleva fare la fotografa. E ce lo ripete varie volte.

Dafy Hagai fotografa israeliana di cui vi abbiamo già parlato, che vive tra NY e Londra e che ha all’attivo numerose collaborazioni con il mondo della moda, voleva provocare l’osservatore in maniera velata. E quello che oggi è un testo bell’e fatto, all’inizio nasce come una zine, in cui la fotografa israeliana ripercorre i suoi luoghi dell’infanzia e ritorna da adolescente.

Negli scatti è del tutto assente quella voluttà che ci aspettiamo di trovare e che vedremmo volentieri come indice di provocazione, perché i soggetti in questione sono ragazze che al tempo delle fotografie stanno appena cominciando ad avere coscienza del loro corpo. E non hanno affatto bisogno di essere rivoluzionare, perché godono della stessa identica libertà di una ragazza del New Jersey – probabilmente anche di più, verrebbe da dire.

Tel Aviv sullo sfondo è del tutto impercettibile e la scelta un po’ ricalca una cifra stilistica del modus operandi dell’autrice, interessata a paesaggi e quadri “dreamy”, onirici che si riflette anche nella palette scelta e nelle inquadrature, che risentono esattamente del modello del XX secolo.

Quello che Dafy Hagai vuole mostrare in questa raccolta non è una cultura repressa che stenta a trovare un canale espressivo. Al contrario, ogni ragazza della Hagai è libera ed emancipata.
Non manca quell’accenno lolitiano alle pose scelte dall’artista, ma nulla ha a che vedere con la drammaticità e la pervicacia delle iraniane che Lolita provano davvero a leggerlo a Teheran.

Israeli Girls testimonia in maniera inconsapevole e con un pizzico di ironia, come la repressione e un possibile sovvertimento di un ordine imposto sia solo nelle nostre teste. E come, ancora oggi, i dibattiti culturali si fondino su quello che ci aspettiamo di leggere e non su quello che realmente è.

Un po’ come hanno fatto i giornalisti con le elezioni americane.

Israeli Girls di Dafy Hagai non è quello che pensiamo noi | Collater.al
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Testi: Giuliana Pizzi – @jouppiter

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The Metro Project – Le stazioni metropolitane di Chris Forsyth

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Giulia Ficicchia · 3 anni fa · Photography

Si potrebbe fare un decalogo delle persone che si incontrano durante i viaggi in metropolitana – dal lettore concentratissimo al disturbatore al telefono, ma in pochi pongono l’attenzione sullo spazio che li circonda.

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Alternative Perspective – Le prospettive distorte di Cristina Coral

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Giulia Pacciardi · 3 anni fa · Photography

Un progetto fotografico nato per caso, così come la passione per la fotografia. Cristina Coral, artista italiana, ha fatto della libertà il suo mezzo espressivo.

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Tokyo Suburbia – La periferia di Tokyo vista dagli occhi di un insider

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Giulia Pacciardi · 3 anni fa · Photography

Pubblicato nel 1998, ‘Tokyo Suburbia’ del fotografo giapponese Takashi Homma, è presto diventato, nella sua versione originale, un pezzo introvabile.

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La nascita della street culture nelle foto di Jamel Shabbazz

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Ibbanez · 3 anni fa · Photography

Se siete un appassionato di street photography o un fanatico di street culture dovete segnarvi questa data 25/04/2017, per l’uscita del nuovo libro di Jamel Shabbazz ‘Sights in the city: New York Street Photographs’ con la casa editrice Damiani.

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