Ivana Noto cattura un mondo intimo e femminile

Ivana Noto cattura un mondo intimo e femminile

Giulia Guido · 10 mesi fa · Photography

Fotografare, per Ivana Noto, è alchimia ed è lei stessa a dirlo. Nel momento in cui scatta tutto ciò che la circonda converge, tutte le sensazioni, le gioie, i dolori, i ricordi. 

La fotografia di Ivana Noto, classe 1981, è intima e introspettiva e ci dà la sensazione che avvenga in modo naturale. La sua ricerca artistica passa attraverso i corpi e i volti di giovani donne che diventano lo specchio e il mezzo attraverso cui Ivana si scopre e riscopre se stessa. 

Non c’è esasperazione, ogni elemento che vediamo è esattamente così com’è ed è proprio la loro semplicità e autenticità a renderli straordinari. 

Una selezione di scatti di Ivana Noto sarà in mostra per Ph.ocus – About Photography nella sezione “Please, Take Care”. Noi ne abbiamo approfittato per farle qualche domanda e farci raccontare più nel dettaglio alcuni aspetti del suo lavoro. 

Qual è il primo ricordo che hai legato alla fotografia? 

Il mio ricordo più antico legato alla fotografia sicuramente è riconducibile a mia madre e alla sua voglia/bisogno costante di immortalare ogni momento della nostra famiglia sin da quando sono piccola e alle ore passate insieme a sfogliare, catalogare e ricordare attraverso le nostre fotografie.

Come definiresti il tuo stile e in che modo lo hai raggiunto? 

Il mio è uno stile molto intimo, naturale ed introspettivo. Non è una fotografia costruita ma qualcosa che accade intorno a me e che non appena suscita il mio interesse, riconosco e provo ad immortalare. Sono sempre stata affascinata dalla fotografia e dal suo significato più classico, che per me è quello reportagistico; ho iniziato fotografando per strada, mi incuriosisce il mondo, il modo in cui le persone si muovono intorno a me.

La fotografia per me è questione di empatia, mi sono sempre guardata intorno e ho sempre premuto l’otturatore solo quando intorno a me era così… come ero io.
Poi alla fine ho capito che fotografavo emozioni e stati d’animo di qualcun altro ma che mi appartenevano quasi quanto probabilmente appartenessero all’altra persona.

Raccontaci il tuo progetto fotografico “Tell me about myself”. Come è nato? Cosa vuoi trasmettere con questi scatti? 

“Tell me about myself” nasce dalla consapevolezza che ad un certo punto bisogna imparare a convivere con se stessi, che è la cosa più difficile forse, e ad accettare ciò che si ha dentro e anche imparare a perdonarsi a volte; provare ad imprimere su carta ciò che più mi preme e ha un peso profondo nella mia vita è diventata una sorta di “cura”.

«Non appena sento l’assenza della macchina fotografica […], solo allora scatto.»

Ho bisogno di guardarmi in faccia e lo faccio attraverso le donne come me, donne che scelgo accuratamente e con le quali sento in qualche modo un legame, un’empatia. Per me la fase dello scatto è la più semplice, ciò che fa davvero la differenza è la conoscenza ed il grado di intimità che cerco di allacciare con ognuna di loro.

Le contatto attratta da un qualcosa che non so spiegare bene cosa sia, poi le conosco… un caffè, una cena bastano per farmi entrare nel loro mondo e per fare entrare loro nel mio. Non appena sento un’alchimia allora organizzo la fase di scatto, scelgo la location e l’ora in cui il sole può aiutarmi a imprimere meglio quello stato d’animo che è il mio e che sarà quello della persona che più me lo ha trasmesso. Nelle mie foto ci sono sempre elementi naturali, il mare, la campagna, il cielo, ciò mi dà un senso di libertà profondo e mi riporta alla mia infanzia.

C’è sempre mia madre, mia madre da giovane, i vestiti sono quelli che indossava quando io ero piccola. Scatto sempre in silenzio proprio per non disturbare e rendermi il più invisibile possibile, la musica fa da compagna nel mio lavoro e il movimento credo sia il comune denominatore dei miei scatti. 

Non appena sento l’assenza della macchina fotografica e rivedo davanti a me la mia famiglia, le mie emozioni, i miei dolori, le mie gioie, le mie inquietudini, la mia vita, solo allora scatto.

Nel tuo lavoro possiamo notare un’alternanza tra colori caldi e naturali e scatti in bianco e nero. Come e quando decidi che stile usare? 

Sono siciliana, la mia è una terra calda, è la terra delle mille sfumature e dalle mille contraddizioni, ombra e luce fanno da padrone, esiste il bene e il male, il bianco e il nero ed esistono i colori, quelli naturali del cielo, del mare, della campagna brulla; ed io ho mille Ivana diverse dentro, a cui decido di dare sempre libero sfogo senza etichette di alcun tipo, c’è un’Ivana aperta a ciò che la terra con i suoi colori naturali le regala e ce n’è una chiusa nel suo guscio a cui questo non importa.

C’è una fotografia alla quale sei più legata? Raccontacela.

“Abissi”, questo è il titolo della foto di cui voglio parlare, è stata scattata il 26 maggio di quest’anno, dopo quasi tre mesi di quarantena trascorsi in una camera d’albergo in totale solitudine. Sono state settimane di totale apatia e riflessioni più o meno lucide sulla mia vita. 

Ero esausta, mi sentivo sprofondare.

“Abissi”

Quando ho incontrato Beatrice non avevo molti stimoli e non avevo idea di cosa potessimo fare insieme ma sentivo la necessità di scattare. Alla fine ho fotografato quell’abisso nel quale ero scesa e dal quale forse chiedevo aiuto. 

Ed era così come l’avevo vissuto.

Ivana Noto cattura un mondo intimo e femminile
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La fotografia aerea e concettuale di Brad Walls

La fotografia aerea e concettuale di Brad Walls

Tommaso Berra · 1 giorno fa · Photography

Il noto fotografo Brad Walls ha presentato “Detached, in Harmony”, la sua ultima serie di fotografie elaborata negli ultimi due anni di pandemia.
Il punto di vista è aereo, che contraddistingue tutta la produzione artistica di Walls. In quest’ultimo progetto non abbiamo l’impressione di guardare la scena attraverso un occhio meccanico ma con uno sguardo impersonale che osserva con distacco un deserto nel quale si muovono donne in costumi colorati. Il cielo azzurro annulla la profondità del campo visivo, mentre lo spazio si definisce solo grazie alle coreografie dei soggetti e alle ombre che il sole proietta sulla sabbia. I corpi diventano pezzi di un modulo in cui tutte le distanze sono studiate e la simmetria annulla la spontaneità dei gesti.

Quella di Brad Walls in “Detached, in Harmony è uno dei pochi casi di fotografia aerea concettuale. Non utilizzare la fotocamera a mano per scatti concettuali è una scelta insolita, ma aiuta a rappresentare la distanza emotiva vissuta dall’artista durante la pandemia.
“Le figure sono volutamente statiche, per simboleggiare come siamo stati congelati nel tempo negli ultimi 18 mesi” ha commentato Walls.
In attesa di vedere esposta “Detached, in Harmony” in una personale in programma nel 2022, la serie di fotografie si è classificata seconda nella categoria ‘Conceptual’ dei Fine Art Photography Awards del 2021 e nei prestigiosi premi PX3 e Moscow Fine Art Awards 2021.

Scopri il lavoro dell’artista sul suo sito ufficiale.

Brad Walls | Collater.al
Brad Walls | Collater.al
Brad Walls | Collater.al
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La fotografia aerea e concettuale di Brad Walls
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Foto di manifesti erotici nella Napoli degli anni ’70

Foto di manifesti erotici nella Napoli degli anni ’70

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Photography

Conosco alla perfezione la città in cui sono nato e in cui vivo da sempre, potrei andare ovunque seguendo il percorso più veloce, potrebbero persino bendarmi, lasciarmi in qualsiasi angolo del reticolo di vie romane e riconoscerei immediatamente il posto in cui sono. C’è solo una via in cui non sono mai passato, vicino alla stazione, in cui un’insegna bianca e rossa anticipa la presenza di un cinema porno.
In tutti gli anni in cui sono transitato per l’incrocio dal quale è visibile l’insegna, ho sempre avuto una specie di timore nel voltare lo sguardo, non tanto per vergogna, più per paura di vedere qualcosa che non avrei dovuto vedere. Come se mi aspettassi di trovare un set cinematografico lungo il marciapiede, oppure una locandina che non lasciasse molto spazio all’immaginazione.

Rosalba Russo | Collater.al

Racconti di generazioni passate parlano di quel cinema come un rito di passaggio dei 18 anni (o prima se eri fortunato), in una stagione di conquista della libertà sessuale – generalmente maschile – e di apertura a un repertorio di immagini che, giudicate con il termometro del tempo, definiremmo oscene. In questo stesso clima, in un periodo breve che va dalla fine degli anni ’70 all’inizio degli anni ’80, inizia il lavoro fotografico a Napoli di Marialba Russo.
Le strade in quegli anni iniziavano a riempirsi di locandine e poster di film erotici, ed è proprio il fascino attrattivo di quelle opere che porta Marialba Russo a fotografarle di nascosto, da lontano, di sfuggita o sporgendosi dal tettuccio del suo Due Cavalli.

Rosalba Russo | Collater.al
Rosalba Russo | Collater.al

Le illustrazioni di quei flani, raccolte in un bellissimo libro edito da NERO Editions dal titolo Public Sex (2020), viste oggi sono pornografia pudica, ma ai tempi erano il segno della spaccatura in una morale cattolica e patriarcale. Russo documenta questo strappo attraverso la raccolta di illustrazioni di sogni adolescenziali e non, che pochi anni dopo verranno eliminate e poi sorpassate da una pornografia all you can eat.
La raccolta è un lavoro di difficile catalogazione, se non fosse perché il genere pornografico in quegli anni iniziò a insinuarsi – pur alleggerito – in altri generi come la commedia, grazie al divismo di attrici rimaste anch’esse nei racconti di quei diciottenni dei quali si parlava qualche riga più su. 

Guardo il lavoro di Marialba Russo e ripenso al tic che mi porta, a quasi 30 anni, a schivare ancora l’insegna del cinema Roma, come fosse quella scena soft-porno del film che passava in TV mentre ero sul divano insieme ai miei genitori. È l’importanza documentaristica di queste fotografie a determinarne il valore, il fatto di provenire da anni nei quali serviva molta fantasia per immaginare il piacere, oppure bastava solamente non voltare lo sguardo per strada.

Rosalba Russo | Collater.al
Foto di manifesti erotici nella Napoli degli anni ’70
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Foto di manifesti erotici nella Napoli degli anni ’70
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Le migliori foto al microscopio del 2021 secondo Nikon

Le migliori foto al microscopio del 2021 secondo Nikon

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Photography

La natura mi fa paura. Mi fa paura semplicemente perché ha ancora troppi misteri, piante, batteri, insetti che non so come siano fatti. Come sono fatte le ali di una farfalla? Come è fatto un pidocchio? Una muffa invece? Intendo dire, come sono davvero?
L’unico modo per chiarire alcuni dei misteri della natura è guardandola al microscopio ed è a quel punto che grazie a una lente, si apre un mondo di colori e forme, che in molti casi non fanno altro che aumentare la paura per ogni singolo minuscolo insetto.
Il fascino un po’ spaventoso di queste micro-fotografie è celebrato ogni anno dal Nikon Small World Photomicrography, il concorso fotografico giunto alla 47° edizione e organizzato da Nikon, che nei giorni scorsi ha svelato le migliori foto del 2021.
A vincere è stata l’immagine di una foglia di quercia, realizzata sovrapponendo duecento foto poi modificate in post produzione, per far emergere una superficie, che assomiglia al suolo di un pianeta sperduto a milioni di anni luce da noi, ma più probabilmente è sopra la vostra testa, nel giardino di casa.
“Nikon Small World è stato creato per mostrare al mondo come l’arte e la scienza si uniscono al microscopio. Il primo classificato di quest’anno non potrebbe essere un esempio migliore di questa fusione”, ha detto Eric Flem, Communications Manager, Nikon Instruments.


Ecco alcune delle più belle foto del 2021.

Fotografia microscopica | Collater.al
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Le migliori foto al microscopio del 2021 secondo Nikon
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Le migliori foto al microscopio del 2021 secondo Nikon
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

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Giulia Guido · 1 settimana fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @veber.photos, @alessandrascoppetta, @a.leszandra, @photoworldvlada, @foteinizaglara, @feebelli, @andreeacaas, @sonolucio, @francescaersilia1, @marcopiropirondini.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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