J.Kim – brand che affonda le sue radici nella cultura uzbeka – presenta la collezione Autunnno/inverno 2025 partendo da un tema tanto forte quanto importante: la maternità. Non un peso, ma un’avventura da vivere con ironia e leggerezza. La volontà è quella di trasformare il percorso della maternità in un gioco di equilibri tra scoperta di sé e dedizione, mescolando funzionalità, comfort e una dose di creatività contagiosa.



La collezione si sviluppa come una narrazione, partendo dalla purezza della nascita fino ai primi sei mesi di esperienza materna. Il bianco, simbolo di nuovi inizi, diventa il punto di partenza: un abito candido come una pagina bianca, una silhouette che richiama la forma di un tamburello giocattolo, espressione di resilienza e delicatezza al tempo stesso. Tessuti strutturati evocano la forza della maternità, mentre materiali vintage dai colori accesi aggiungono un tocco di vivacità e nostalgia.


Il gioco immaginato da J.Kim prende vita nei dettagli. Un gilet decorato con una piala, la tradizionale tazza da tè uzbeka, realizzata con rari tessuti vintage ornati da motivi di uccelli, si abbina a un limone removibile ricavato da un foulard uzbeko, omaggio al tè al limone, bevanda popolare nel Paese. Perline intrecciate richiamano i campanelli tintinnanti, mentre i profili in tessuti vintage addolciscono le forme nette dei capi. La femminilità, in questo caso, viene svelata in dettagli pensati per la quotidianità delle madri: l’abbottonatura allungata, studiata per facilitare l’allattamento senza sacrificare l’eleganza, e i ricami su capi in nylon, che danno un tocco di raffinatezza anche alle silhouette oversize.

L’artigianato uzbeko si intreccia con il linguaggio contemporaneo del brand attraverso il ricamo suzani, mentre suggestioni ispirate all’hanbok infantile e ai giocattoli sovietici prendono forma in figure di animali realizzate a mano e portachiavi, elementi che si possono agganciare ai capi della collezione, trasformandoli in oggetti interattivi.



J.Kim riscrive la narrazione della maternità: non più solo sacrificio e stanchezza, ma un’esperienza di trasformazione, scoperta e vitalità. La madre di J.Kim non si perde, si ritrova. E lo fa con ironia, con gioco, con una nuova consapevolezza della propria femminilità.

