James Mollison – The Disciples

James Mollison – The Disciples

Collater.al Contributors · 10 anni fa · Art, Photography

Ho un padre strano. Spesso abbiamo passato notti insonni a parlare dei più svariati argomenti. Una notte di diversi anni fa, cominciò a raccontarmi di un libro che stava leggendo, “Il tempo delle tribù. Il declino dell’individualismo nelle società postmoderne” del sociologo francese Michel Maffesoli.

James Mollison - The Disciples

Il concetto che il mio saggio genitore sostanzialmente mi spiegava era esattamente quello che il progetto fotografico di James Mollison tenta di riprodurre: le cosiddette tribù non sono altro che gruppi di persone si relazionano tra loro non per legami di tipo affettivo, familiare et similia ma per affinità che durano il tempo di una sera, il tempo di un concerto del cantante prediletto o di una partita di calcio. I fan delle band e i fedeli a una squadra sportiva.

Mollison, classe ’73, nato in Kenya, cresciuto in Inghilterra e trasferitosi recentemente in Italia per lavorare con la Benetton, ha creato questa interessantissima serie di 62 panoramiche (500 ritratti individuali) realizzate all’uscita di concerti in Europa e negli USA con uno studio fotografico mobile.

THE DISCIPLES – i discepoli – è il nome che James ha scelto per questo lavoro che ci mostra una serie di culture e sottoculture pop che nascono e si sviluppano unendo musica e moda.

Famiglie surrogato, come egli stesso le definisce, la compresenza di diverse generazioni nella stessa panoramica, “un’occasione per rivivere la loro giovinezza o cercare di essere parte di una scena nata prima che loro nascessero”. Un particolare –lampante – salta all’occhio: l’emulazione del proprio big, in un dettaglio o nell’intero outfit, per alcuni addirittura nei tratti somatici. Sentirsi parte di una comunità, anche per una sera, perdendo la propria identità. O formandola?

Ps: guardate il video, realizzato con musica e immagini. Vi scapperà qualche risata.

James Mollison - The Disciples
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James Mollison

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Liberty Ewan illustra i piaceri e dispiaceri della vita

Liberty Ewan illustra i piaceri e dispiaceri della vita

Federica Cimorelli · 4 giorni fa · Art

Alcune delle nostre sensazioni quotidiane sono difficili da spiegare a parole. Quando ci sentiamo tranquilli, rassegnati, tristi o disperati infatti, non utilizziamo per forza una definizione per descrivere il nostro stato d’animo, ma semplicemente lo viviamo. 
I disegni di Liberty Ewan, in arte orangejuicefordinner, sembrano nascere proprio da queste considerazioni e sono, a tutti gli effetti, la rappresentazione illustrata dei pensieri di tutti. 

Liberty Ewan è originaria di Southampton – una città del sudest del Regno Unito – è una ragazza giovanissima, un’illustratrice emergente e un’artista capace di dare un volto universale alle emozioni. Le sue illustrazioni sono squarci di realtà, raccontano incontri quotidiani, gioie, dolori, piaceri e dispiaceri della vita in cui tutti si possono immedesimare. 

I protagonisti delle sue vignette sono figure simpatiche, colorate, divertenti e positive. Liberty non pone limiti all’identificazione dello spettatore e dà un volto sempre diverso al personaggio che disegna, permettendo a tutti di riconoscersi nella scena.

– Leggi anche: Natura e colori pastello, i quadri di Margaret Jeane

Per orangejuicefordinner non è importante se non sai cosa stai facendo, se non vuoi fare niente o se vuoi semplicemente rimanere seduto su un tappeto ad ascoltare la musica e bere un drink, troverai sempre qualcuno che la pensa esattamente come te. 

Guarda qui una selezione delle sue illustrazioni e seguila su Instagram per non perderti altri lavori.

Liberty Ewan illustra i piaceri e dispiaceri della vita
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Liberty Ewan illustra i piaceri e dispiaceri della vita
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A Miami si parla anche di colonialismo

A Miami si parla anche di colonialismo

Giorgia Massari · 7 giorni fa · Art

L’arte ha la capacità di collegare narrazioni storiche con realtà contemporanee, gettando luce sui lasciti che plasmano il nostro mondo. Nel contesto della tanto attesa Miami Art Week, al NADA Miami 2023, l’artista e docente Rachelle Dang, svela la sua esposizione individuale, offrendo una profonda esplorazione dei lasciti ambientali legati al colonialismo. Il lavoro di Dang affonda nelle storie interconnesse e nelle complesse relazioni ambientali, intrecciando storie fattuali, studi botanici, memoria generazionale e sfumature poetiche. Le sue sculture e i progetti multidisciplinari agiscono come lenti pregnanti, scrutando l’impatto coloniale sia sulle vite umane che sul mondo naturale, specialmente nel Pacific Southwest. Scopriamo di più su questo booth, che ci ha colpiti sia in termini di contenuto sia in termini estetici.

All’interno del NADA Miami, che torna quest’anno con la sua ventunesima edizione all’Ice Palace Studios, si trova l’esposizione personale di Rachelle Dang dal titolo Botany is Ancestry. Il booth, presentato dalla Someday Gallery, presenta un’ampia installazione a pavimento meticolosamente composta di cemento, rame, legno, ceramica e pittura. Quest’opera espansiva funge da testimonianza dell’indagine continua di Dang sulle ripercussioni coloniali sull’habitat e sulle comunità. La disposizione formale dell’installazione è ispirata alla disposizione della casa familiare di Dang a Honolulu, offrendo una dimensione profondamente personale ed evocativa all’opera. L’uso del rame patinato e dei blocchi di cemento verniciati a spruzzo, si fanno portatori visivi e materici delle tipiche costruzioni del luogo, dalle case alle scuole fino a strutture industriali e progetti residenziali. La scelta deliberata dei materiali e del loro trattamento trascende il tempo, tracciando parallelismi tra antichi contenitori di lusso e materiali da costruzione contemporanei, sottolineando le durature conseguenze degli eventi passati sulle nostre esperienze odierne. Botany is Ancestry di Rachelle Dang promette di essere uno dei booth più affascinanti e carichi di contenuto al NADA Miami 2023, invitando il pubblico a contemplare i fili intrecciati di storia, memoria e ambiente, abilmente intrecciati nella sua installazione.

Courtesy Someday Gallery & Rachelle Dang
NADA Miami 2023

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Un Natale in controtendenza in Valle d’Itria con MusicaLucis

Un Natale in controtendenza in Valle d’Itria con MusicaLucis

Giorgia Massari · 7 giorni fa · Art

Con la sua terza edizione, MusicaLucis torna in Valle d’Itria. Un festival che unisce arte, musica e intrattenimento coinvolgendo le città di Fasano, Ostuni e Locorotondo. Oltre a un palinsesto musicale ricco e internazionale, con una line up selezionata dalla direttrice artistica Veronica Palmisano (Nikaleo), anche l’arte trova il suo spazio con progetti outdoor e indoor a cura di Laura Tota. Il festival animerà le città del Tacco d’Italia dal 7 dicembre al 6 gennaio, coinvolgendo l’intero periodo natalizio. In questo senso è interessante la selezione della curatrice Laura Tota, che sceglie con attenzione artisti che vivono il Natale in controtendenza rispetto al clima romantico a cui siamo abituati. Stiamo parlando dei lavori di Luci di Merda (di cui abbiamo già parlato qui), dell’illustratrice PAMCOC, della fotografa Laura Baiardini e delle pagine Instagram PandinineiPaesini e Salento Death Valley. Scopriamo qualcosa di più sui loro progetti.

Luci di Merda

Luci di Merda @Giulia Ferrara

Luci di Merda, una pagina che spopola su Instagram, ragiona sul concetto di balcone inteso come confine tra privato e pubblico, dove la privacy si mescola alla voglia di mostrarsi. Durante il Natale, i balconi diventano spettacolari con decorazioni luminose che vanno dall’eclettico al kitsch. Questo fenomeno sociale è raccolto su Instagram da Luci di Merda, che celebra l’eccesso e l’ironia delle decorazioni natalizie. Le foto, spesso di bassa qualità, catturano balconi decorati in modo maldestro o eccessivo, diventando un modo per condividere la gioia natalizia senza pretese artistiche. Palazzo Tanzarella ospiterà un evento per esaltare queste decorazioni eccentriche in compagnia di Luci di Merda.

PAMCOC

Ogni anno, durante il periodo natalizio, le famiglie si riuniscono in nome di una riconciliazione che sembra riservata solo a quel momento. I rituali convenzionali e le frasi di circostanza diventano un modo per sospendere tensioni e conflitti che altrimenti permeano il resto dell’anno. L’artista visiva PAMCOC, in questa edizione di Musica Lucis, esprime ironicamente e senza filtri queste convenzioni natalizie attraverso frasi dissacranti, offrendo una visione autentica e schietta di un periodo spesso idealizzato. I suoi pensieri sinceri e contrastanti sottolineano come queste situazioni, pur tra alti e bassi emotivi, siano una costante nelle nostre vite, simili alle decorazioni di un albero di Natale che finalmente riflette la realtà delle festività più lunghe dell’anno.

Pandini nei Paesini

Il progetto Instagram @pandinineipaesini, presenta per la prima volta una selezione di foto degli utenti ambientate in Puglia. Con oltre 64 K follower, il progetto esprime un amore per la vita nei borghi che altrimenti potrebbero diventare solo destinazioni turistiche. Questo progetto si concentra sulla Fiat Panda degli anni ’80, un’icona che conserva un’identità forte e sfida i moderni standard tecnologici e di design. La Panda diventa così un simbolo di un romanticismo legato alla classe operaia. Durante l’evento Musica Lucis, a Locorotondo sono esposte otto fotografie raccolte nel tempo da Vittorio, il fondatore del progetto, accompagnate da storie dei luoghi e delle auto ritratte, offrendo al pubblico un viaggio attraverso la regione pugliese. Queste foto amatoriali catturano una quotidianità che scorre seguendo i ritmi autentici della vita, lontane dai cliché iconici associati alla Puglia.

Salento Death Valley

Il progetto Salento Death Valley del fotografo Gabriele Albergo svela una Puglia poco conosciuta e nascosta, lontana dalle immagini stereotipate e dai racconti patinati che spesso la caratterizzano. Questa serie fotografica evidenzia un lato oscuro e inedito della regione, esplorando il sottile confine tra sacro e profano, pubblico e privato. Albergo si concentra sulle peculiarità quotidiane, ironizzando e smontando l’ordinario per renderlo perturbante. Lontano dal glamour turistico, questo progetto mostra una Puglia autentica, una realtà che vive indipendentemente dagli sguardi esterni. Attraverso un approccio dissacrante, Albergo svela la devozione e il folklore che si mescolano, sfiorando il confine tra venerazione e banalità, tra superstizione e quotidiano. Le sue foto, pubblicate su varie testate, offrono uno sguardo insolito e provocatorio sulla vita nella provincia di Lecce, sfidando i cliché e mettendo in luce aspetti inaspettati della cultura e della quotidianità pugliese.

Laura Baiardini

Laura Baiardini, fotografa esperta in still life e fashion photography, mostra un lato insolito delle festività natalizie attraverso immagini cariche di psicodrammi e contraddizioni. Per alcuni, il Natale diventa un impegno da spuntare dalla lista delle cose da fare, piuttosto che un momento di gioia. Baiardini crea scene surreali e pop, con tavole imbandite, regali eccentrici e una tavolozza di colori vivaci. I suoi set fotografici sembrano incarnare il Natale come se fosse un set cinematografico, con ogni oggetto accuratamente posizionato per raccontare storie precise e trasmettere precise sensazioni. In questo contesto, resistere diventa fondamentale, e l’unico modo per sopravvivere a questa rappresentazione del periodo festivo sembra essere abbandonare i cliché e i buonismi associati al Natale.

Rimani aggiornato sul festival seguendo la pagina Instagram @musicalucis_festival

Un Natale in controtendenza in Valle d’Itria con MusicaLucis
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Lote Vilma, un’illustratrice e poetessa sintetica

Lote Vilma, un’illustratrice e poetessa sintetica

Federica Cimorelli · 1 settimana fa · Art

Lote Vilma è un’illustratrice e poetessa di Riga che, con linee semplici, leggere e istintive mostra la sua visione del mondo e la sua attitude emotiva. I suoi disegni sono sintetici, liberi da eccessivi dettagli, spontanei e colorati.

Mi piace come il disegno sia astratto. Mi piace il fatto che attraverso il disegno posso scoprire il mio mondo interiore. Mi piace che non c’è bisogno di molto per disegnare: una matita e un foglio. O la sabbia e un dito. O una finestra nebbiosa. Mi interessa la qualità delle linee. Mi piace che con una linea si possa esprimere così tanto. Penso che disegnare sia un’occupazione piuttosto intima. Ed è qualcosa di reale. È un linguaggio.

Lote Vilma ha studiato pittura all’Accademia d’Arte della Lettonia e oggi disegna e scrive. Le sue creazioni mescolano parole e immagini ed è proprio questa particolare interazione che crea una strana tensione nelle sue opere. Le sue illustrazioni raccontano semplici momenti quotidiani di isolamento, riflessione, contatto con la natura e con l’arte. Tra i suoi soggetti non mancano mai gli animali, le piante, i fiori, le foglie, le nuvole e le case.

– Leggi anche: Le malinconiche e surreali illustrazioni di Her Afternoon

Guarda qui una selezione delle sue illustrazioni, seguila su Instagram e visita il suo sito personale.

Lote Vilma, un’illustratrice e poetessa sintetica
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