Art I trompe-l’œil urbani di JanIsDeMan
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I trompe-l’œil urbani di JanIsDeMan

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Collater.al Contributors

Originario di Utrecht, nei Paesi Bassi, JanIsDeMan è uno di quegli artisti capaci di trasformare la città in un grande libro illustrato. I suoi murales nascono sempre da un dialogo con l’ambiente che li ospita — sempre con un tocco di illusione.

Ogni superficie, che sia la facciata anonima di una casa o un muro spigoloso, diventa lo spunto per composizioni pensate per quel luogo, mai casuali. Il suo stile è immediatamente riconoscibile: grandi occhi disegnati su edifici che sembrano prendere vita, scaffali pieni di libri scelti dagli abitanti del quartiere, trompe-l’œil che aprono finestre immaginarie nelle città in cui JanIsDeMan si impegna a lavorare.

Nei suoi murales c’è sempre un tocco di ironia e una leggerezza che non risulta mai superficiale. JanIsDeMan usa il linguaggio dell’arte pubblica per creare connessioni, innescare immaginazione e, ogni tanto, lanciare messaggi più profondi — ma mai in modo diretto o didascalico. Alcuni dei suoi progetti più recenti dimostrano quanto questa connessione con le persone e con i luoghi sia centrale nel suo lavoro. A Utrecht, ad esempio, ha realizzato un murale interattivo presso un rifugio per animali, chiedendo ai residenti del quartiere di scegliere il loro libro preferito, poi inserito fisicamente nella composizione. Il risultato è uno scaffale gigantesco che riflette l’identità della comunità.

La stessa logica si ritrova anche in “Stairway to Knowledge”, un murale realizzato nel 2025 presso l’Utrecht Science Park: un’illusione ottica che trasforma una semplice parete in una scala che sale verso un mondo fatto di libri e conoscenza. Un’opera che non si limita a decorare, ma che stimola riflessioni e invita a salire — metaforicamente — verso qualcosa di più alto.

Quello che era iniziato come un atto ribelle con una bomboletta in mano, oggi è diventato un vero e proprio progetto sociale, con l’obiettivo di far sorridere, sorprendere e — soprattutto — coinvolgere le persone. Perché l’arte, secondo lui (e anche secondo noi), non è qualcosa da guardare a distanza, ma da respirare nella vita di tutti i giorni.

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Scritto da Collater.al Contributors

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