Il designer Jean Pierre Consuegra sta ridefinendo l’immaginario dei poster per eventi con un linguaggio visivo che fonde collage digitali, tonalità al neon e riferimenti Y2K. Il suo approccio è istintivo, libero da vincoli stilistici e basato sulla sperimentazione con immagini trovate e tecniche miste.


Ultimamente, però, la sua estetica sembra aver trovato un punto di convergenza nella grafica dei sistemi di sorveglianza come dichiara anche a It’s Nice That. Schermate di controllo, finestre pop-up e interfacce da CCTV diventano la base per i suoi lavori, trasformando il concetto di monitoraggio in un elemento di design. Un manifesto si costruisce attorno alla scansione a raggi X di un bagaglio in aeroporto, un altro ricrea il feed di una telecamera di sicurezza in una gastronomia. Il tutto senza perdere il focus sulla comunicazione: le informazioni sugli eventi si integrano perfettamente nel caos iper-editato delle composizioni, mantenendo una leggibilità che sfida le convenzioni del graphic design.

Questa fascinazione per l’estetica della sorveglianza si inserisce in una tendenza più ampia che sta conquistando la cultura visiva contemporanea. L’interesse per le grafiche di sistemi operativi obsoleti, i glitch digitali e le interfacce di controllo rispecchia una sensibilità che rimescola nostalgia e tecnologia, trasformando strumenti nati per il controllo in elementi di espressione creativa. In questo scenario, Jean Pierre Consuegra non è solo un designer, ma un interprete di un’estetica che parla di iper-connessione e realtà monitorata, senza rinunciare al gioco e alla sperimentazione.


