‘Seat or Read?’ la poltrona di cristallo di Lorenzo Marini 

‘Seat or Read?’ la poltrona di cristallo di Lorenzo Marini 

Tommaso Berra · 10 mesi fa · Design

Lorenzo Marini è artista multidisciplinare di quelli che è difficile limitare in una singola categoria. Il suo passato artistico lo ha visto esprimersi attraverso la pittura, la regia, la scrittura e il design, come nell’ultima sua opera, intitolata “Seat or Read?.
Si tratta di una poltrona di cristallo che unisce rigidità e razionalità, bilanciate da leggerezze e un senso di assenza ricreato proprio grazie alla trasparenza del materiale. L’elemento caratterizzante dell’opera è la scelta di inserire come elemento decorativo un pattern di lettere, ricavate da forme e oggetti colorati, creando un contrasto con la superficie neutra della poltrona.

Siamo abituati a vedere l’arte come qualcosa di intoccabile. Qualcosa da appendere alla parete e guardare con rispetto.” – dichiara Lorenzo Marini – “Ho voluto capovolgere questo paradigma trasformando la mia opera ‘Snowtype’ (una nevicata di lettere liberate), in uno spazio-seduta e l’ho fatto con il materiale che più di ogni altro ha in sé tutta la luce del mondo: il cristallo.

Le lettere di Lorenzo Marini escono così dalla loro funzione comunicativa e diventano supporti per il corpo, punti di uno spazio che replica l’assenza e il vuoto. L’opera è stata realizzata per il ventennale del brand Santambrogio Milano e per la produzione è stata impiegata la tecnica del taglio del vetro a getto d’acqua, un procedimento che ha il vantaggio di essere sostenibile.

Lorenzo Marini | Collater.al

Courtesy Lorenzo Marini

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Il design di Polina Miliou fatto di carta pesta

Il design di Polina Miliou fatto di carta pesta

Anna Frattini · 10 mesi fa · Design

Colore e spontaneità sono due elementi chiave nel design di Polina Miliou, classe 1990 e designer greca di base a Los Angeles. I colori audaci e le forme divertentissime dei suoi complementi d’arredo trasmettono tutta la forza creativa della designer, unica nel suo genere. A metà fra arte e design, l’ispirazione per i lavori di Miliou si concentra sulle forme dell’architettura tipica dell’arcipelago delle Cicladi e al primitivismo del Mediterraneo.

polina miliou

Una particolarità di Miliou sta nel lavorare con materie upcycling come la carta, polistirene espanso e oggetti trovati in strada o in riva al mare trasformandoli in veri e propri pezzi di design. Riviste, packaging, fogli di carta sono le materie prime ideali per il riverstimento delle sue opere.

Un percorso iniziato per caso, nato dalla volontà di modificare un vecchio tavolino. Inizia in questo momento la fase di progettazione con la carta pesta, un elemento in grado di cambiare volto a qualsiasi oggetto. Una sempllice ricetta casalinga: carta, acqua e farina di granoturco. Il trucco per rendere resistenti le sue opere sta nel realizzare la struttura in legno o schiuma, qualche volta mischiandole al cemento.

Un ultima curiosità su Polina Miliou: nel 2020 l’artista ha lavorato alla scenografia per la performance Anti-Gone del performer Theo Triantafyllidis come production manager presentato al Sundance Film Festival.

Per altre novità su Polina Miliou qui il suo profilo Instagram.

Il design di Polina Miliou fatto di carta pesta
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Il design di Polina Miliou fatto di carta pesta
Il design di Polina Miliou fatto di carta pesta
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Le sculture mobili di Yuko Nishikawa

Le sculture mobili di Yuko Nishikawa

Anna Frattini · 9 mesi fa · Design

Gli ambienti di Yuko Nishikawa ricreano ambienti fantastici, coloratissimi, tanto da sembrare vivi. Ad oggi la designer vive a Williamsburg, a Brooklyn, in uno studio costruito anche grazie all’aiuto degli amici concentrandosi nel realizzare un’ambiente ricco di materiali di recupero. Il suo percorso creativo inizia in Giappone, dove è nata e cresciuta. Poi il trasferimento a New York dove si laurea in Interior Design all’FIT nel 2002.

 

 
 
 
 
 
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Il suo lavoro si concentra su architettura, restauro, interior e product design. Ma non solo, Nishikawa si occupa anche di una vasta gamma di tecniche come la lavorazione del vetro di Murano o specchi, complementi d’arrendo in metallo, legno, cornici e così via. Passando alla ceramica, sono due le collaborazioni degne di nota nel percorso artistico della designer: una collezione in collaborazione con Calvin Klein Home e una con Anthropologie. Il tutto realizzato mentre lavorava per Donghia, un brand di design che ha lasciato nel 2017 in favore della sua passione per installazioni più immersive. Sia time-specific che pensate per spazi specifici.

Uno dei suoi progetti più particolari lo ha realizzato durante il primo lockdown quando si è impegnata a dipingere un quadro al giorno per 100 giorni. Ha anche collaborato con il brand Sandro per realizzare dipinti destinati agli oltre 52 negozi in giro per il mondo. Nishikawa continua a esporre le sue opere in gallerie e in giro per il mondo mentre le sue sculture mobili continuano ad animare gli ambienti scelti dalla designer.

Per seguire altri progetti di Yuko Nishikawa qui il suo profilo Instagram.

Le sculture mobili di Yuko Nishikawa
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Le sculture mobili di Yuko Nishikawa
Le sculture mobili di Yuko Nishikawa
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Logomania in riva al mare

Logomania in riva al mare

Anna Frattini · 9 mesi fa · Design, Style

Logomania e pop-up stores in riva al mare e nei beach club più divertenti per questa estate. Sono tanti i brand che espandono la loro offerta in favore di oggetti home decor e – con l’arrivo dell’estate – alcuni di questi hanno conquistato anche alcune spiagge. Da Off-White fino a Fendi passiamo in rassegna quattro beach ideali per gli appassionati del mondo della moda in cerca di una destinazione per le vacanze estive di quest’anno.

beach club

#1 Off-White a Ibiza

A Casa Jondal, Off-White firma un beach club dall’aspetto inedito. Il logo in rosso, stampe color sabbia e il “CAN’T WAIT” motif ricamato. Una collaborazione esclusiva con Casa Jondal che si ispira alla vivacità dell’ isola più divertente di tutte le Baleari incontrando la visione rivoluzionaria del brand. Non solo complementi d’arredo ma anche espadrillas, borse in rafia e tessuto insieme a un pareo macramé dai toni neutri da accompagnare a una giornata perfetta immersi nell’atmosfera isolana di Ibiza.

 
 
 
 
 
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#2 Valentino in Costa Amalfitana

A Ravello, in Costiera Amalfitana, Valentino cattura subito l’attenzione con il rosso riconoscibilissimo, firma della maison, su ombrelloni e lettini (e non solo) sulla spiaggia di Palazzo Avino. Teli mare, tappettini da yoga e persino gli interni del motoscafo Riva. In vendita nel pop-up store, la capsule collection estiva Escape.

#3 Jacquemus a Saint Tropez

Spostandoci a Saint-Tropez troviamo un altro beach club interamente arredato secondo lo stile di un’altra maison: Jacquemus. In perfetto accordo con le suggestioni pittoresche della Costa Azzurra, ombrelloni gialli e un pop-store pensato ad-hoc per i clienti della spiaggia, Simone Porte mette in campo tutto gli elementi che hanno contribuito al successo di Jacquemus nel corso degli ultimi anni per un’estate coloratissima sulla spiaggia di Saint-Tropez.

 
 
 
 
 
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#4 Fendi a Marbella

Dal 13 giugno Fendi è approdato al Puente Romano Beach Resort a Marbella. Un progetto personalizzato e progettato mixando l’identità del brand toscano con la nuova collezione Astrology Summer Capsule Collection 2023. Uno dei punti forti di questa collezione è la chiara ispirazione agli archivi Fendi, in particolare le P/E 1990 e 1993. Un’estetica ben chiara che si riflette dagli arredi fino ai tessuti. Anche in questo caso, il pop-up store è parte integrante dell’esperienza.

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Il furbissimo ritorno del Furby

Il furbissimo ritorno del Furby

Anna Frattini · 9 mesi fa · Design

Il Furby compie 25 anni e il prossimo 15 luglio torna nei negozi in una nuova sfavillante versione. Lanciato da Hasbro nel 1998, l’animaletto peloso e un po’ inquietante è entrato nell’immaginario collettivo come uno dei giocattoli più iconici della generazione Millennial. Insieme alle Hot Weels e a tantissimi altri giochi, i Furby verranno ricordati come una delle sorprese più gettonate all’interno dell’Happy Meal di McDonald’s in una versione più stilizzata e senza pelucchi. Quali saranno le novità del nuovo Furby, ormai risorto già parecchie volte?

 
 
 
 
 
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Ai tempi, uno dei punti di forza del Furby – ma anche uno degli aspetti più creepy – era il fatto che il giocattolo non si riusciva a spegnere. Si riprendeva un po’ quell’idea di avere in casa qualcosa di vivo, simile al Tamagochi, un altro giocattolo desideratissimo che invece aveva sempre bisogno delle attenzioni del propietario. Il Furby, invece era addirittura in grado di disturbare, parlando in maniera del tutto casuale. Ma non solo, questi piccoli alieni pelosi avevano un microprocessore in grado di far ripetere al Furby oltre ottocento frasi diverse, canticchiando con la sua voce irritante ma anche divertentissima.

furby

Nell’ultimissima versione del giocattolo peloso dalle sembianze di un extra-terreste, l’animaletto avrà un repertorio di oltre 600 frasi, canzoni e barzellette con cinque modalità interattive fra cui Vai con la musica, Ricopione in Azione, Prevedi il Futuro, Rilassiamoci Insieme, Spettacolo di Luci. Si potrà anche personalizzare con perline e accessori e interagirci attraverso un’app. Il ritorno del Furby ha sicuramente un sapore nostalgico – avendo conservato le caratteristiche più divertenti (ma anche inquietanti) dell’animaletto – e ci chiediamo se riuscirà a rubare anche il cuore della Generazione Alpha.

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