Cosa succede quando l’energia irriverente della street art incontra la sacralità di un monastero millenario? Dal 13 aprile all’11 maggio 2025, il Monastero di Polirone a San Benedetto Po, in provincia di Mantova, si trasforma in un inedito palcoscenico contemporaneo grazie a Timeless Icons, la più grande mostra mai realizzata in uno spazio pubblico da JISBAR, artista simbolo della pop-street art internazionale.

Più di 25 opere inedite si incastrano tra le mura rinascimentali del Refettorio monastico, tracciando un dialogo potente tra passato e presente. A curare il progetto è Sandie Zanini con l’organizzazione di Zanini Arte, realtà che da oltre un secolo unisce il collezionismo più classico con le sperimentazioni più audaci, come l’arte digitale certificata su blockchain.

Francese classe 1989, JISBAR (aka Jean-Baptiste Launay) è noto per i suoi mash-up visivi che rileggeranno per sempre la Gioconda, la Nascita di Venere o il David. Nei suoi lavori, ogni capolavoro diventa superficie per stratificare messaggi, lettering, loghi, dettagli punk e riferimenti alla cultura pop e sportiva. Il risultato? Icone classiche che parlano la lingua del nostro tempo.



La mostra è divisa in tre sezioni: si parte dalla Classicità con i grandi della storia dell’arte italiana – da Botticelli a Canova – e si arriva alle leggende dell’arte del ‘900, da Warhol a Basquiat. Il tutto si chiude con un’esplosione di cultura pop: da Michael Jordan a Kate Moss, passando per Tarantino, Ferrari e Rolex.

Un’opera in particolare racconta quanto JISBAR sia lontano dalla definizione di “semplice street artist”: nel 2019, in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo, una sua Monna Lisa è stata spedita a 33,4 km di altitudine, nella stratosfera. Un gesto poetico e provocatorio, che riassume perfettamente l’ambizione del suo lavoro.

Scegliere San Benedetto Po – un luogo dove hanno camminato figure come Martin Lutero e Torquato Tasso – non è una scelta casuale. È la conferma che il lavoro di JISBAR vive nel contrasto: tra l’affresco di Correggio e i graffiti digitali, tra le Tre Grazie e Freddie Mercury. Un cortocircuito perfettamente orchestrato che rende la mostra Timeless Icons una tappa obbligata per chi vuole vedere cosa succede quando il sacro incontra il pop.
