Le lampade in vetro del designer tedesco Jochen Holz sembrano prendere vita. Non è difficile credere che la sua ispirazione principale provenga dal film fantasy La Bella e La Bestia del 1946 di Jean Cocteau. In particolare Holz guarda a Lumière, il candelabro dalle fattezze umane che aiuta Belle e la Bestia a diventare amici. Da questo immaginario il designer riprende l’aspetto antropomorfo degli oggetti, creando dei pezzi in vetro one-off dalle forme fluide e sinuose. Negli ultimi anni il lavoro di Jochen Holz è stato più volte premiato e il designer è stato riconosciuto come un maestro del vetro contemporaneo. La sua pratica non è molto diffusa, anzi si potrebbe considerare in “via di estinzione” da un punto di vista artigianale. Holz trasforma tubi di vetro borosilicato – un tipo di vetro molto resistente – in oggetti di design unici attraverso la lavorazione a lume.

Un aspetto interessante della produzione di Jochen Holz è l’utilizzo del neon. La questione della luce è centrale nelle sue opere, che tendono a essere delle vere e proprie sculture luminose. Il suo ragionamento si concentra sulla lampada, partendo dal suo interesse verso la lucentezza. I suoi pezzi al neon esplorano la possibilità di illuminazione scultorea, aprendo nuove discussioni estetiche intorno al neon, tema ampiamente diffuso in campo artistico. «I neon tradizionali utilizzano tubi di diametro sottile e di solito sono montati in piano su un tabellone», spiega Holz, «Io uso tubi di vetro borosilicato molto più grandi e spessi, che mi permettono di realizzare forme tridimensionali robuste e autoportanti. Con l’aumento della larghezza, la luce assume anche qualità più fisiche; la luce emette un volume, piuttosto che le linee e i contorni di un neon tradizionale».











Courtesy Jochen Holz
Leggi anche: Dietro il vetro di Ettore Sottsass
