Design Il Dune Sofa ha trasformato il backstage di Justin Bieber al Coachella
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Il Dune Sofa ha trasformato il backstage di Justin Bieber al Coachella

Per il suo compound privato al Coachella 2026, Justin Bieber aveva scelto il leggendario divano modulare di Pierre Paulin reinterpretato dallo studio Paulin, Paulin, Paulin
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Anna Frattini

Quando si pensa al backstage del Coachella si immagina spesso un susseguirsi di tende private e hospitality di lusso. Per il suo ritorno da headliner nel 2026, uno dei più attesi e più virali, Justin Bieber ha trasformato quell’idea in qualcosa di molto più vicino a un’installazione di design, mettendo al centro del proprio compound il Dune, il celebre divano modulare progettato da Pierre Paulin nel 1970. Per lo spazio firmato SKYLRK nel deserto californiano, lo studio francese Paulin, Paulin, Paulin ha infatti realizzato una scenografia custom costruita attorno a questo iconico pezzo di design radicale.

Più che un semplice arredo, il Dune si mostra come un paesaggio modulare pensato per superare l’idea tradizionale di salotto. Le sue forme morbide permettono di sdraiarsi, sedersi o muoversi liberamente nello spazio, trasformando il divano in un ambiente collettivo e fluido. Una visione perfettamente coerente con la filosofia “utopica” di Pierre Paulin, che negli anni Settanta immaginava interni lontani dalla rigidità del design domestico dell’epoca.

Proprio questa radicalità rese il progetto troppo estremo per la produzione industriale del tempo. Il Dune non venne infatti mai commercializzato durante la vita del designer, rimanendo per anni un concept custodito negli archivi di famiglia. Oggi è il family studio Paulin, Paulin, Paulin a riportarlo in vita attraverso first editions prodotte in quantità limitatissime.

Per il backstage di Bieber, i moduli sono stati reinterpretati in colorazioni custom pensate per dialogare con l’atmosfera desertica di Coachella. Il risultato era una lounge immersiva frequentata da moltissime celebrities e progettata come una zona di decompressione nel mezzo del festival.

L’installazione racconta anche il ritorno del design storico all’interno della cultura pop contemporanea. Negli ultimi anni celebrity come Bieber hanno iniziato a trattare il furniture design con la stessa attenzione riservata alla moda o all’arte contemporanea, trasformando pezzi d’archivio in veri simboli culturali. Con questa collaborazione, il backstage del Coachella 2026 è così diventato un punto d’incontro tra musica, celebrity culture e design radicale francese, dimostrando ancora una volta quanto alcune intuizioni di Pierre Paulin fossero avanti rispetto al loro tempo.

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Scritto da Anna Frattini

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