Style Katsuhiro Ōtomo e Comme des Garçons
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Katsuhiro Ōtomo e Comme des Garçons

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Andrea Tuzio

È difficilmente quantificabile l’impatto che gli anime giapponesi hanno avuto sulla cultura popolare, e non solo, di tutto il mondo occidentale negli ultimi 40 anni. Le influenze sono riscontrabili in ogni aspetto della creatività contemporanea, dalla musica alla moda, dall’architettura all’arte, in un crescendo di citazioni, omaggi e collaborazioni.

Per capirci, Kanye West ha più volte esplicitato direttamente e indirettamente che Akira di Katsuhiro Ōtomo è uno dei suoi riferimenti culturali più importanti – basti guardare il video di Stronger dove Ye impersona Tetsuo Shima, uno dei due protagonisti del capolavoro cyberpunk del mangaka giapponese, oppure uno dei suoi outfit total red durante il primo listening party di DONDA, che richiama quello iconico dell’altro protagonista di Akira, Shotaro Kaneda.

È In questo quadro di contaminazioni, rimandi e riferimenti culturali che va inquadrata l’esaltante collaborazione tra il brand giapponese Comme des Garçons di Rei Kawakubo e Katsuhiro Ōtomo che risale al 2013. Il progetto è stimolante anche per il rilievo reciproco che Comme des Garçons e Katsuhiro Otomo hanno avuto nei loro rispettivi campi d’interesse e quanto i loro lavori abbiano ispirato milioni di persone in tutto il mondo.

Se negli anni ’80/‘90 Ōtomo ha esportato gli anime fuori dal giappone a livello mainstream – ricordo ancora la prima visione TV di Akira sul quello che all’epoca era TELE+ a metà degli anni ’90 – Rei Kawakubo e Comme des Garçons, nello stesso periodo, con gli show di Parigi hanno segnato l’inizio di una nuova era per la moda giapponese.

Il progetto che ha coinvolto Comme des Garçons e Katsuhiro Ōtomo ha visto il fumettista e regista giapponese essere il protagonista con i suoi disegni e personaggi, di una serie di booklet rilasciati durante tutto l’arco del 2013. Tra gli altri troviamo Shōtarō Kaneda di Akira, Ray Steam, il protagonista di Steamboy – anime steampunk del 2004 ambientato in un’Inghilterra vittoriana alternativa del 1866 alla vigilia della prima Esposizione Universale – per citare i più famosi, ma troviamo anche riferimenti ad altre opere del mangaka come Memories del 1995.

Il risultato è una serie di piccoli capolavori fatti di disegni, schizzi e immagini dei film di Otomo a cui potete dare un’occhiata qui di seguito.

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Scritto da Andrea Tuzio
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