È in corso una rivoluzione architettonica a Manhattan, che punta a rendere più sostenibili e autosufficienti i grattacieli simbolo del distretto di New York. Dagli inizi con i pannelli solari ormai dieci anni fa, ora l’attenzione si è spostata su modelli e case capaci di generare in modo organico energia, garantendo una totale efficienza. Una rivoluzione “silenziosa” come l’ha definita Selim Vural di Studio Vural, che di recente ha presentato Lilly, il progetto di un grattacielo a basso consumo energetico a Bryant Park, vicino all’American Radiator Building, edificio gotico degli anni ’20 a Midtown.


L’influenza per il concept dell’edificio arriva dal Centre Pompidou di Parigi, ma anche dalle ripide risaie tipiche di alcune aree dell’Asia. La natura è al centro del progetto di Studio Vural, lo scivolo di piante colorate scelte per caratterizzare l’edificio è realizzato con Gigli asiatici, una specie molto colorata che fiorisce in primavera e rimane verde per tutto l’anno, così da mantenere vivo l’edificio anche nell’inverno freddo tipico di New York.
L’edificio sarà in grado di produrre energia in modo autonomo, un ruolo importante lo ricoprirà la luce, pensata per illuminare completamente Lilly grazie alle facciate vetrate. Per il momento si tratta solo di un concept, ma immaginare una primavera perenne nella “concrete jungle” ha comunque il suo fascino.

