Un agente dell’ICE che spara a un atleta di salto con gli sci, sullo sfondo il logo delle olimpiadi con il cerchio rosso che è diventato un mirino. È questa l’opera che è apparsa poche ore fa davanti alla sede del Coni in viale Tiziano a Roma.
L’autrice è Laika, street artist e attivista romana, che da anni ormai colpisce di notte lasciando opere di denuncia, senza fronzoli o possibilità di interpretazioni diverse.
Anche in questo caso, infatti, il messaggio è chiaro e lo ribadisce lei stessa su Instagram dove scrive: «Con la “Gestapo di Trump” ai giochi di Milano-Cortina si uccidono valori fondamentali della Carta Olimpica, come la solidarietà e la lotta alle discriminazioni, valori che affermano il principio secondo cui “lo sport è al servizio dello sviluppo armonico dell’uomo, per favorire l’avvento di una società pacifica impegnata a difendere la dignità umana”».
Nel post l’artista invita anche a scendere in piazza per manifestare, ricordando alcune vittime delle attuali politiche di Trump: Renee Good, per Alex Pretti e Liam Ramos, arrestato all’età di 5 anni.
Infine, il messaggio della street artist si chiude scrivendo «Nessuno è illegale in una terra rubata», frase detta pochi giorni fa da Billie Eilish durante la cerimonia dei Grammy.



