Nella notte tra l’8 e il 9 giugno è comparsa a Roma una nuova opera dell’artista anonima Laika, definita da sé stessa “un’attacchina romana”. Dal 2019, con una parrucca rossa e una maschera bianca, la street artist è attiva sul territorio romano, battendosi contro ogni forma di ingiustizia.
In questo mese speciale, ecco che torna con una sua nuova opera “manifesto” in via Labicana, vicino al Colosseo. L’opera si intitola “Fight for (y)our rights” ed è dedicata alla comunità LGBTQAI+. Il titolo, così come l’immagine, creano un parallelismo con il poster del film di Clint Eastwood “Flags for our fathers”, che qui diventa “pride”.


“Ogni anno questo è un mese speciale: è la celebrazione di tutte le lotte fatte fino adesso contro discriminazione e violenza nei confronti della comunità LGBTQIA+ e di tutte quelle che verranno…Lottate TUTT* per i diritti civili, per cancellare le discriminazioni, per eliminare la violenza e l’omotransfobia. Ricordatevi che I NOSTRI DIRITTI SONO I VOSTRI e viceversa.” scrive Laika sulla sua pagina Facebook.

Di Laika sappiamo ben poco. Sul suo sito spiega il motivo del nome, un omaggio al primo essere vivente nello spazio, la piccola cagnolina imbarcata sullo Sputnik 2. La sua identità è celata dietro una maschera bianca e una parrucca a caschetto color rosso, dall’aspetto inquietante che ci ricorda a tratti il giustiziere di “V per Vendetta”. Nonostante Laika non sia così radicale ed estrema come “V”, con le sue opere – che comprendono poster e murales – mette in atto una denuncia al sistema. I politici sono spesso protagonisti delle sue rappresentazioni ironiche e satiriche, Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Boris Johnson e Fidel Castro sono solo alcuni dei tanti soggetti trattati. Un’attenzione particolare è rivolta alle inguistizie. Laika si batte per la difesa dei migranti, mette in luce i crimini contro le donne e tenta di proteggere i carcerati ingiustamente. Altri personaggi protagonisti delle sue opere sono Greta Thunberg, Sonia Hang Zhou, Patrick Zaki e Giulio Regeni.
Il suo modus operandi, così come il suo stile, l’hanno portata ad essere definita “la Banksy Italiana” e i suoi forti messaggi arrivano su giornali italiani e internazionali.






Courtesy Laika
