Photography Quando i villaggi del Bangladesh si tingono di rosso
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Quando i villaggi del Bangladesh si tingono di rosso

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Ogni anno, nell’ultimo giorno del calendario bengalese, la campagna di Munshiganj si trasforma in una scena che sembra uscita da un mito antico. Il Lal Kach Festival, celebrato in occasione del Chaitra Sankranti, affonda le radici in una tradizione popolare indù secolare: si crede che un esercito di guerrieri divini, guidato da Shiva, scenda sulla terra per scacciare il male e ristabilire l’armonia. A un’ora da Dhaka, la vigilia del nuovo anno bengalese diventa così un rito collettivo fatto di colore, musica e movimento.

Il rosso è il protagonista assoluto. Nella cultura indù rappresenta coraggio, protezione e rinnovamento, ed è considerato capace di allontanare la sfortuna. Gli abitanti dei villaggi si vestono quasi interamente di questo colore e si dipingono il volto, trasformandosi per un giorno in figure mitologiche, guardiani sospesi tra leggenda e realtà. Nel pomeriggio le processioni attraversano le strade tra canti ritmici e strumenti tradizionali tramandati di generazione in generazione, in un’atmosfera che è insieme teatrale e profondamente spirituale.

In un tempo segnato dalla modernizzazione rapida, il Lal Kach è anche un atto di resistenza culturale, la testimonianza di una comunità che continua a custodire le proprie radici. Per chi lo osserva attraverso un obiettivo fotografico, è un incontro raro tra mitologia, fede e identità collettiva.

A raccontarlo è Md. Arifuzzaman Zaman, fotografo bangladese che si è avvicinato alla fotografia relativamente tardi, a 35 anni, grazie a una piccola macchina fotografica ricevuta in regalo dalla cognata. Da lì è nato un percorso che dura ormai da oltre sedici anni, dedicato a documentare vita, tradizioni e resilienza delle comunità del suo paese. Zaman ha studiato con GMB Akash e ha poi approfondito la propria pratica documentaristica al Counter Foto, dove il mentoring del fotografo Magnum Saiful Huq Omi ha lasciato un segno profondo nel suo modo di costruire i progetti a lungo termine.

Tra documentario, street e fotografia di viaggio, il suo lavoro si muove attorno a identità, spiritualità, giustizia sociale e dignità umana, allontanandosi dagli stereotipi per restituire narrazioni intime capaci di mettere in discussione le disuguaglianze e preservare tradizioni che rischiano di scomparire.

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Scritto da Collater.al Contributors

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