Art Le opere proposte per la High Line di New York
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Le opere proposte per la High Line di New York

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Collater.al Contributors

La High Line, il parco sopraelevato che corre per un miglio e mezzo lungo la ex ferrovia merci del West Side di Manhattan, è già pronta a ospitare nuove opere d’arte. Infatti, dal 2019 ospita il Plinth, uno spazio dedicato esclusivamente a grandi commissioni di arte pubblica, dove si sono succedute opere come Brick House di Simone Leigh e, più di recente, il Dinosaur di Iván Argote. Le proposte per le commissioni numero sette e otto, in programma per il 2029 e il 2030, sono già 62 e in consultazione pubblica fino all’8 settembre. Il Plinth è riuscito a costruire in pochi anni una tradizione di opere capaci di far discutere. Ecco le dieci proposte di questo nuovo round che ci hanno colpito di più.

Cinthia Marcelle – Economia de Base
Un salvadanaio capovolto poggiato su una cassaforte, dove chiunque può depositare monete. Marcelle trasforma un gesto privato in un atto collettivo, ispirandosi ai programmi di mutuo soccorso delle Black Panthers.

Wendy Red Star – One Blue Bead
Quattro giganteschi grani da commercio impilati in verticale, dalle perline veneziane a quelle legate alla colonizzazione del West. Un monumento agli scambi che hanno definito valore, terra e identità nella storia di Manhattan.

Kathleen Ryan – Red Delicious
Un torsolo di mela monumentale, lucido e rosso fuori, scintillante di abalone e cristalli dentro. Simbolo di New York, del desiderio e del consumo, dove bellezza e decadenza convivono senza contraddirsi.

Theresa Traore Dahlberg – Hakili – The Hare
Una lepre di bronzo che affonda le radici nei racconti della nonna dell’artista, storyteller originaria di Bobo-Dioulasso, in Burkina Faso. Nelle fiabe africane la lepre è la trickster per eccellenza: piccola, astuta, capace di piegare i potenti a colpi di intelligenza.

Dawn Ng – The Sun
Un’installazione circolare proiettata su schermi contrapposti: da un lato una sfera di ghiaccio colorato che si scioglie in rivoli, dall’altro lo stesso processo mandato al contrario. Muovendosi intorno all’opera, il sole sembra sorgere e tramontare nello stesso istante.

Daniel Otero Torres – ABRAZOS
Una scultura in bronzo di figure umane intrecciate in una spirale verticale, ispirata agli abbracci di chi si ritrova dopo essere stato separato da un confine politico. Il progetto include un programma performativo pensato per coinvolgere le comunità migranti e trasformare il Plinth in un luogo di incontri reali.

Simón Vega – Central American Interstellar Bus Voyager
Una stele che è anche un’astronave, rivestita con gli stessi colori accesi, cromature e decori dei bus centroamericani. Monumenti antichi, trasporti quotidiani e immaginario futuristico si fondono in una riflessione sui cicli del tempo e del movimento.

Jenna Sutela – Head Loss
Una fontana costruita attorno a un tubo rotto, dove l’acqua sfugge da una breccia invece che da un’uscita controllata. Rendendo visibile una rete idrica normalmente nascosta, l’opera mette in scena la fuoriuscita come gesto centrale, la pressione che eccede il contenimento.

Enrico David – Sleepwalker: Honouring the Tired
Una figura alta e ripiegata su se stessa, dal volto in onice che si illumina, sostenuta da una seconda figura china alla sua base. Un monumento silenzioso alla stanchezza, fisica ed emotiva, che il ritmo incessante di New York impone a chi la abita.

Raphaela Vogel – The Second Opinion
Una rilettura del linguaggio allegorico dei monumenti pubblici attraverso i simboli della giustizia: bilancia e occhi. Al posto della tradizionale figura bendata, Vogel propone una giustizia che vede, sospesa tra il diritto e la storia di Santa Lucia.

Queste sono solo dieci delle 62 proposte in corsa per il Plinth. Le altre si possono scoprire e commentare sul sito della High Line, prima che la selezione definitiva porti alle prossime due opere del 2029 e del 2030.

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Scritto da Collater.al Contributors

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