Lazza e la repack di Re Mida, tra inediti e pianoforte: “lo so fare, quindi perché no?!”

Abbiamo fatto due chiacchiere con Lazza che ci ha raccontato di “Re Mida”, ma anche di moda e musica a tutto tondo. Non perderti l’intervista!

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4 Ottobre 2019

Sono in pochi gli artisti in grado di unire l’anima del rapper e quella del pianista, uno di questi è Lazza, che proprio oggi torna alla ribalta con un doppio repack che è in realtà composto da due album nuovi a tutti gli effetti. “Re Mida (Aurum)” e “Re Mida (Piano Solo)” rappresentano infatti un ulteriore step evolutivo per il rapper milanese, protagonista di un’ascesa inarrestabile negli ultimi anni, sin dalla firma con 333 Mob nel 2016. Dopo aver macinato numeri impressionanti con lo stesso “Re Mida” – disco d’oro in soli 3 mesi, con il tour pronto a partire il 24 ottobre dall’Alcatraz di Milano -, l’artista classe ’94 è tornato in studio per arricchire ulteriormente la sua opera. Il risultato è un album di 5 inediti – Aurum – con featuring di Sfera Ebbasta. Capo Plaza e Emis Killa – e un altro album che vede 8 tracce del disco originale rivisitate con pianoforte e voce – con “Catrame” che vede l’aggiunta di Elodie come interprete del ritornello.

LAZZA RE MIDA AURUM | Collater.al

Incontro Lazza negli studi Machete e non posso fare a meno di chiedergli come mai abbia deciso di optare per una repack, invece di un disco nuovo. “Perché se no avevo fatto due dischi dell’anno, invece uno quest’anno e uno l’anno prossimo” mi dice sorridendo. Difficile dargli torto però, tanto dal punto di vista qualitativo quanto quantitativo, numeri alla mano. Lazza ha infatti tutte le ragioni per essere sicuro di sé, ma lo fa sempre con quella leggerezza apprezzabile. È giustamente sicuro di sé anche perché sa che in Aurum c’è musica davvero per tutti i gusti: i 5 inediti spaziano su sonorità diversissime tra loro. “È una roba che poi mi fotte personalmente, perché poi quando mi chiedono qual è il mio pezzo preferito non so rispondere. Sono 5 robe completamente diverse, anche perché se un pezzo già te ne ricorda un altro in un disco, non va bene”. Basta già un rapido ascolto per rendersi conto che, in effetti, non c’è alcun rischio di ripetizione. 

LAZZA RE MIDA AURUM | Collater.al

Da questo punto di vista gli danno una mano anche i featuring, partendo dalla coppia d’assi Sfera Ebbasta – Capo Plaza, presente in “Gigolò”: “io e Plaza non abbiamo mai fatto nulla, con Sfera avevamo già collaborato in passato, ma per un motivo o per un altro non è uscita la roba. È un pezzo su cui punto tanto, ma non per l’operazione che è – so di aver messo insieme due teste di serie enormi -, quanto proprio a livello umano”. Ci tiene parecchio a quest’ultimo punto: “per me tutte le persone con cui lavoro sono come una famiglia. A volte è un rischio, perché se ci sono problemi rischi di rovinare un’amicizia, però siamo tutte persone con la testa e se ci sono delle situazioni difficili ne usciamo sempre con il sorriso”.

Il legame con i due rapper va ben oltre la semplice condivisione di una carriera. “Plaza veniva da piccolo a farmi ascoltare i provini, sono anni che ci sentiamo; con Sfe idem, ho questo brutto e al contempo bel ricordo di un Natale che abbiamo festeggiato io lui insieme chiusi in macchina, senza un euro. Ci conosciamo da tanto tempo e sono contento che dopo dieci anni siamo riusciti ad avere questa hit enorme in mano” mi racconta, piuttosto emozionato. Uno dei più grandi punti di forza di questa (ormai non più) nuova scena è sempre stato il senso di unione che i ragazzi lasciano trasparire, figlio di tantissimi momenti condivisi insieme. “Io non so neanche se lui (Sfera, ndr) si ricordi di sta roba, io però me la ricordo, perché guardo oggi le cose come sono, faccio un attimo un passo indietro e mi dico «cazzo oh», è proprio cambiato tutto”. Il rap come vero e proprio mezzo di riscatto sociale: più hip hop di così, cosa si può volere?

Tra una risposta e l’altra Lazza scherza con tutti i ragazzi del bar in cui siamo, irriverente come sempre, per poi passare a raccontarmi di quanto significhi per lui tornare a collaborare con Emis Killa, presente in “Million Rollar”: “aspettavo anche io da tanto questo pezzo. Quando sono salito a sorpresa sul palco sul suo live c’è stata una baraonda, la gente sapeva ancora a memoria la mi strofa è stato davvero bello”.

Chiudiamo la panoramica sui featuring parlando di Elodie, che presta la sua voce al ritornello di “Catrame”, in cui troviamo anche Tedua. “ È bella, brava, intelligente, ha una voce della madonna; ce l’avrà un difetto? (ride) Devi essere uno di larghe vedute per approcciarti a quel pezzo, quando l’ho fatto sentire per la prima volta ai miei amici mi hanno detto tutti «minchia!»”. La presenza della cantante, che lo stesso Lazza considera diversamente dal resto delle colleghe del pop – “per me ha una credibilità diversa, lei è apprezzata e rispettata dai rapper” -, dona infatti un look completamente diverso al pezzo, che al primo ascolto spiazza di netto. “Capisce il blues, il jazz, il soul, sa quello che fa. È venuta a registrare in studio con me, è corsa in studio a provare appena glie l’ho chiesto, ci ha messo del suo, non ha fatto il compitino”.

“lo so fare, quindi perché no?!”

Non sono però i featuring il centro focale di questo nuovo progetto, tutt’altro: il protagonista principale è proprio lui, il pianoforte. Gli chiedo come gli sia venuta l’idea di realizzare un progetto simile, e la risposta è lapidaria: “lo so fare, quindi perché no?! Scusami la risposta così schietta, ma soprattutto oggi che vince chi fa qualcosa di diverso; non basta essere bravo, anzi, ci sono tanti non bravi che stanno sopra ai bravi perché fanno roba più catchy, che alla massa piace. A me non piace essere apprezzato soltanto dalla massa, mi piacerebbe arrivarci ma non voglio assolutamente snaturarmi per farlo”. Impossibile dargli torto, anche volendo. “Re Mida è un disco che ha diversi pezzi forti a livello proprio musicale, ho scelto i pezzi che ritenevo fossero i più giusti da risuonare. Se pigliavo “Gucci Skimask” non usciva così, è un banger. Ho scelto i pezzi con l’atmosfera giusta, come “Desperado” o “24 ore”, che è uno dei miei pezzi preferiti”. Parliamo un po’ della tracklist, per poi trovarci d’accordo su “Morto mai” come prezzo preferito di entrambi, mentre è sinceramente colpito quando paragono la title track ad un pezzo dei Dogo – “grazie per questa cosa, mi fa piacere che mi paragoni ai Dogo, onorato”.

O suono o rappo, entrambe non è fattibile.

Ma parlando di live, come si fa a portare sul palco uno show pianoforte + rappato? “O suono o rappo, entrambe non è fattibile. Io suono in una metrica difficile e rappare è altrettanto complicato”; aggiunge poi che il piano probabilmente ci sarà in qualche data, ma a sorpresa, commentando “non ho il look da pianista, lo so. Qualche giorno fa Emis Killa mi ha scritto riguardo ad una storia che avevo postato in cui suonavo il piano, dicendomi «io ancora dopo anni che ti conosco faccio fatica ad abbinare le tue mani alla tua faccia da scappato di casa» – gli ho risposto che anche per mia mamma vale lo stesso (ride)!”. Quando gli chiedo però se, tornando indietro, preferirebbe sfondare come pianista o con il rap, ha pochissimi dubbi: “preferisco aver sfondato col rap, così poi mi sono portato dietro anche il piano, diventando quello che rappa e che sa fare anche altro”.

LAZZA RE MIDA AURUM | Collater.al

Visto che abbiamo tirato in ballo il look e l’immagine, finiamo proprio a parlare di questi aspetti e del modo in cui questi hanno influito sul progetto, partendo dalla cover. “La cover è stata un “magheggio” che abbiamo fatto giù in Sardegna. Eravamo sulla pista di decollo di una base militare, siamo entrati come in una scena di Fast & Furious. Quel giorno pioveva, abbiamo beccato quel cielo incredibile, c’è pochissima post-produzione; cioè matcha tutto con il cielo, dalle scarpe alla camicia di Dior che ho addosso!”. Lazza ci tiene a precisare che gran parte del merito è frutto del lavoro di Mada, stylist e amico: “È da anni che mi diceva che dovevamo lavorare insieme, è visionario in quello che fa. Ha un po’ la fissa per il baggy che io non apprezzo sempre, ma lui ha insistito; se vedi, la camicia che indosso nell’altra cover – che in realtà è un pigiama di Luis Vuitton – è molto larga, ma lui mi ha detto di fidarmi del fatto che in foto non sarebbe affatto venuta con un effetto baggy. E aveva ragione!”. Un lavoro di squadra che ha pagato.

A Milano nel frattempo si respirano ancora gli strascichi di Fashion Week, e Lazza mi confessa che cono stati diversi i brand che ultimamente lo hanno impressionato. “Ad esempio Prada con la collezione su Frankenstein mi ha fatto volare. O ancora Human Made, Yves Saint Laurent, l’ultima collezione a tema biomeccanico e con i dinosauri di Dior. Poi di recente mi è tornata una grossa scimmia per Vlone. Ho preso la felpa con Fragment, la tee con Palm Angels, sto cercando di recuperare la tee in collabo con Off-White”. Quando gli chiedo però se gli piacerebbe collaborare con un brand, ammette che se potesse sceglierne uno, forse sarebbe Vuitton, oppure Off-White.

Mentre mi confessa di non amare particolarmente le long sleeve, finiamo per parlare di Travi Scott, e mi confessa di aver apprezzato molto il documentario su Netflix. “Bisognerebbe lavorare così. È rispettabile di brutto perché quando ai live gli cacciano i fan li fa risalire dal palco; che è una roba un po’ strana però, perché dopo questo documentario vedrai gli stupidi andare ai live di Travis solo per fare i pazzi.” L’argomento è piuttosto complicato, ma la sua tesi è tutt’altro che sbagliata.

Prima di salutarlo, cerco per un’ultima volta di metterlo un po’ in difficoltà: gli chiedo se rinuncerebbe a tutto il suo guardaroba per avere in cambio un nuovo disco del Club Dogo, una reunion. “Ma che me ne fotte, tanto un po’ di soldi li ho fatti, i vestiti li vado a ricomprare. Facciamo uscire ‘sto disco dei Dogo!”. L’unica risposta che avrei accettato da Lazza perché l’artista milanese è rimasto quel ragazzo che viene dalla piazza e che ama il rap, più di ogni altra cosa. Ed è proprio per questo che “Re Mida (Aurum)” e “Re Mida (Piano Solo)” funzionano, e funzionano alla grande. 

LAZZA RE MIDA AURUM | Collater.al

Testo di Riccardo Primavera

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