Design I nuovi mattoncini intelligenti di LEGO
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I nuovi mattoncini intelligenti di LEGO

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LEGO è pronta alla rivoluzione. E per raccontare SMART Play, il nuovo SMART Brick, anche il colosso danese sembra aver deciso di uscire dagli schemi. Dal 2026, il sistema LEGO SMART Play promette di cambiare il modo in cui interagiamo con i mattoncini, introducendo una tecnologia invisibile capace di reagire al gioco in tempo reale, senza schermi o app a fare da intermediari.

 
 
 
 
 
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Al centro di tutto c’è lo SMART Brick: un mattoncino dall’aspetto standard che nasconde al suo interno un chip personalizzato più piccolo di uno stud LEGO. Sensori, micro-speaker e sistemi di riconoscimento permettono ai mattoncini, ai tag e ad alcune minifigure di comunicare tra loro, accendersi, emettere suoni e rispondere fisicamente alle azioni dei bambini. Non si tratta di un’estensione digitale del gioco, ma di una sua evoluzione materiale.

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L’idea nasce da lontano. Circa dieci anni fa, i team di ricerca di LEGO hanno iniziato a interrogarsi su come aggiungere una nuova dimensione all’esperienza LEGO senza snaturarne l’essenza. Le ricerche avviate nel 2017 hanno individuato tre desideri chiave: giocare insieme, vedere un impatto diretto delle proprie azioni e vivere un’esperienza capace di evolversi in base allo stile di gioco. SMART Play è la risposta a queste esigenze, costruita attorno al gesto, non allo schermo.

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Quello che colpisce di questa rivoluzione è soprattutto l’approccio “invisibile” alla tecnologia. Tutto è integrato in elementi fisici familiari e compatibili con il sistema LEGO tradizionale. Le costruzioni diventano reattive non perché connesse a un device esterno, ma perché in grado di percepire ciò che accade intorno a loro. Un cambio di paradigma che riporta al centro il tatto e l’immaginazione.

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Presentato come il progetto più ambizioso dai tempi della minifigure del 1978, SMART Play non compete con il gaming digitale, ma ridefinisce il gioco fisico nell’era post-screen. Un sistema che non chiede ai bambini di imparare un’interfaccia, ma che continua a imparare da loro.

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Scritto da Collater.al Contributors

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