La lettera di Giorgio Armani al mondo della moda

La lettera di Giorgio Armani al mondo della moda

Andrea Tuzio · 1 anno fa · Style

Una riflessione, una ridefinizione delle priorità, un abbattimento di quei dogmi che sembravano granitici e indistruttibili e che, invece, la pandemia che il mondo sta affrontando ha implacabilmente sovvertito. 
Queste, in sostanza, le idee che Giorgio Armani ha espresso in una lettera inviata la settimana scorsa al Women’s Wear Daily, meglio conosciuta come WWD (la bibbia del fashion).
Re Giorgio traccia le linee guida che dovranno, per forza di cose, guidare l’industria del fashion verso una nuova realtà fatta di priorità, rallentando i ritmi forsennati che la moda ha da anni. Uno sfogo pieno di consapevolezza ma che, allo stesso tempo, guarda al futuro per progettare un nuovo inizio.

Il bello delle parole di Giorgio Armani sta nel fatto che possono essere declinate per tanti aspetti della vita che ci troveremo ad affrontare una volta passata questa emergenza, una vita di riconsiderazioni e rivalutazioni, perché, molto probabilmente, non torneremo mai a quella che tutti definiscono normalità ma che forse, di normale, aveva soltanto l’abitudine. 

Ecco il testo della lettera: 

“Il declino del sistema moda, per come lo conosciamo, è iniziato quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion con il ciclo di consegna continua, nella speranza di vendere di più…Io non voglio più lavorare così, è immorale. Non ha senso che una mia giacca, o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane, diventino immediatamente obsoleti, e vengano sostituiti da merce nuova, che non è poi troppo diversa da quella che l’ha preceduta. Io non lavoro così, trovo sia immorale farlo. Ho sempre creduto in una idea di eleganza senza tempo, nella realizzazione di capi d’abbigliamento che suggeriscano un unico modo di acquistarli: che durino nel tempo. Per lo stesso motivo trovo assurdo che durante il pieno inverno, in boutique, ci siano i vestiti di lino e durante l’estate i cappotti di alpaca, questo per il semplice motivo che il desiderio d’acquisto debba essere soddisfatto nell’immediato. Chi acquista i vestiti per metterli dentro un armadio aspettando la stagione giusta per indossarli? Nessuno, o pochi, io credo. Ma questo sistema, spinto dai department store, è diventata la mentalità dominante. Sbagliato, bisogna cambiare, questa storia deve finire. Questa crisi è una meravigliosa opportunità per rallentare tutto, per riallineare tutto, per disegnare un orizzonte più autentico e vero. Basta spettacolarizzazione, basta sprechi. Da tre settimane lavoro con i miei team affinché, usciti dal lockdown, le collezioni estive rimangano in boutique almeno fino ai primi di settembre, com’è naturale che sia. E così faremo da ora in poi. Questa crisi è anche una meravigliosa opportunità per ridare valore all’autenticità: basta con la moda come gioco di comunicazione, basta con le sfilate in giro per il mondo, al solo scopo di presentare idee blande. Basta intrattenere con spettacoli grandiosi che oggi si rivelano per quel che sono: inappropriati, e voglio dire anche volgari. Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite i viaggi che inquinano. Basta con gli sprechi di denaro per gli show, sono solo pennellate di smalto apposte sopra il nulla. Il momento che stiamo attraversando è turbolento, ma ci offre la possibilità, unica davvero, di aggiustare quello che non va, di togliere il superfluo, di ritrovare una dimensione più umana…Questa è forse la più importante lezione di questa crisi.”

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 3 mesi fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @_eleonoram_, @desi.orsini, @martinabarbon, @s.e.n.s.ep.u.r.e, @ivananoto_, @veber.photos, @feebelli, @palacheva_photo, @9pm6am.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Sam Johnson fotografa la bellezza delle cose comuni

Sam Johnson fotografa la bellezza delle cose comuni

Federica Cimorelli · 3 mesi fa · Photography

Sam Johnson è un giovane fotografo australiano capace di trovare la bellezza nelle cose comuni. Il suo portfolio è un assemblaggio di memorie visive, un ricco archivio di atmosfere quotidiane vive e silenziose. 

Per molto tempo sono stato un convinto sostenitore del fare fotografie nella familiarità del proprio mondo, cercando la bellezza nell’ambiente comune e non desiderando qualcosa di più: un’idea che è creativamente liberatoria, ma che in genere la maggior parte delle persone non riesce a cogliere. Ai miei occhi, la capacità di creare qualcosa da un nulla percepito è un’abilità impiegata dai fotografi più illustri e che io cerco continuamente di raggiungere.

Ispirato dal lavoro colorato e surreale di Kanghee Kim, Sam Johnson fotografa la familiarità del suo mondo, prova a interpretare il circostante e dà vita ad una narrazione aperta vista sotto una luce nuova.
Le sue fotografie affrontano temi come la fuga, la fantasia e il sogno. Sono immagini magiche e misteriose.

Guarda qui una selezione dei suoi scatti, seguilo su Instagram e visita il suo sito personale

Sam Johnson fotografa la bellezza delle cose comuni
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Paula Zuccotti e l’essenziale per sopravvivere al lockdown

Paula Zuccotti e l’essenziale per sopravvivere al lockdown

Emanuele D'Angelo · 3 mesi fa · Photography

Da marzo 2020 il mondo si trova come dentro un vortice che ha di fatto stravolto le nostre abitudini e cambiato la nostra vita. Così Paula Zuccotti ha deciso di lanciare il suo personale progetto “Future archaeology of a global lockdown”.

Quali sono le quindici cose che ti stanno aiutando a superare questo momento?

È da questa domanda che, poco dopo l’inizio della pandemia, è partito il progetto dell’artista italo-argentina che consiste nel creare un’originale instantanea degli oggetti che più di tutti ancora oggi risultano essenziali per noi. Oggi, esattamente un anno dopo, Paula ha collezionato oltre 1.000 immagini che le solo state inviate da 50 paesi diversi.

Dall’Argentina all’Italia, passando per la Spagna, Paula Zuccotti ha catalogato ogni immagine, trovando sia sorprendenti somiglianze che differenze. Un lavoro eseguito senza distinzioni, la designer ha raccolto ogni scatto dimostrando come semplici oggetti quotidiani possano raccontare storie straordinarie sulle nostre vite.

Gli oggetti sono grandi narratori e l’obiettivo è quello di riflettere sulle nostre abitudini, i bisogni, le speranze, le paure, i desideri e i meccanismi di reazione durante questo periodo della nostra vita in modo da poter imparare su noi stessi sia come individui che come una comunità globale ora unificata.

“Future archaeology of a global lockdown” è una sorta di capsula del tempo che ci servirà a non dimenticare le abitudini di questo periodo. Il progetto è ancora aperto e sta ottenendo una buona partecipazione, raggiungendo anche i luoghi più remoti del pianeta. Per non perdervi tutte le istantanee collezionate da Paula Zuccotti vi basterà visitare il sito dedicato, mentre qui sotto trovate una nostra selezioni degli scatti che più ci hanno colpito.

Paula Zuccotti
Paula Zuccotti
Paula Zuccotti
Paula Zuccotti



Paula Zuccotti e l’essenziale per sopravvivere al lockdown
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Paula Zuccotti e l’essenziale per sopravvivere al lockdown
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Costanza Musto fotografa le vite degli altri

Costanza Musto fotografa le vite degli altri

Giulia Guido · 3 mesi fa · Photography

L’aspetto che più ci ha colpito degli scatti di Costanza Musto è la banalità della quotidianità. A chiunque sarà capitato almeno una volta nella vita di trovarsi in una situazione, o davanti a una scena, volerla a tutti i costi fotografare ma non trovare il momento giusto o, più semplicemente, non essere pronti. Possiamo dire che Costanza Musto, invece, è sempre pronta a imprimere su pellicola quei dettagli che catturano la nostra attenzione. 

Classe 1990, Costanza è nata a Roma e, dopo aver frequentato la facoltà di Lingue, nel 2017 si iscrive al master biennale di Officine Fotografiche. Oggi come fotografa di backstage in Rai, come fotografa di scena per compagnie teatrali e fotografa per short film e video musicali. 

Costanza Musto

Noi siamo rimasti particolarmente affascinati dai lavori che condivide sul suo profilo Instagram: con la sua macchina fotografica analogica, Costanza Musto si intrufola nelle vite degli altri e ce ne mostra attimi rubati. 

È come se grazie a lei e al suo sguardo seguissimo i soggetti delle fotografie nei loro momenti intimi, o semplicemente quelli in cui pensano di non essere visti da nessuno. Inoltre, l’uso dell’analogico dona quel non so che di documentaristico alle immagini che riesce a incuriosire ulteriormente lo spettatore. 

Leggi anche: Luisa Mazzanti, tra ritratti e nudo artistico

Noi abbiamo selezionato solo alcuni scatti di Costanza Musto, ma per scoprirne di più seguitela su Instagram

Costanza Musto
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Costanza Musto fotografa le vite degli altri
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Costanza Musto fotografa le vite degli altri
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