Utilizzo il telefono per fare qualsiasi cosa, per ottimizzare i tempi e organizzare meglio anche le piccole azioni quotidiane. Uno dei momenti in cui non mi torna utile è quello della spesa – che faccio poche volte, inutile fingere il contrario – durante il quale sono ancora legato a strumenti più analogici, come la lista della spesa, scritta a mano, su un foglio di carta improvvisato e da stropicciare.
Non ho mai provato le app dei supermercati né la consegna a casa della spesa. Nonostante ci siano molti modi per evitare code alla cassa e il resto in scomode monete, la lista della spesa conserva quel fascino della domenica al mercato e della frutta nei sacchetti di carta.
Giulio Castoro, admin del profilo Instagram @Insta_della_spesa (73.1 mila follower), pubblica da anni foto di liste della spesa trovate nei supermercati. Un archivio di un migliaio di liste, ora raccolte in parte nel libro “Prosecco, pannolini e pappa per il gatto“.
Edito da Il Saggiatore, il libro è una raccolta di 150 foglietti colorati, ritagli di carta improvvisati, nel quale sono state appuntate istruzioni precise e bizzarre per la spesa, divise per tema: bambini, coinquilini, single, coppie, famiglia, anziani e artisti. L’idea di Castoro è quella di scherzare sulle stranezze di alcune liste, in cui si appunta di ricordarsi di comprare “una vita”, “cose” o “Gigi Proietti”. Qualcuno sulle liste della spesa sceglie di fare le prove per la prossima mostra d’arte, altri disegnano la piantina del supermercato che conoscono a memoria.
Ogni lista dice qualcosa di chi l’ha scritta. Non parlo tanto di abitudini alimentari, ma di quanto amore ci si mette nel cucinare o dei piani per il weekend, se sarà una serata da “Birre, Birre, Birre, Birre”, da “prosecco e biscotti” o da “camomilla”. Si può capire la personalità delle persone guardando il colore dei fogli utilizzati, quello della biro o se gli articoli sono scritti in corsivo, stampatello, giustificati a destra o sinistra, ancora meglio se elenchi puntati.
“Prosecco, pannolini e pappa per il gatto” è uno sguardo ironico sulla semplicità della nostra quotidianità, un piccolo appunto, per non dimenticarsene.
