“L’odio” e lo streetwear anni ’90

“L’odio” e lo streetwear anni ’90

Andrea Tuzio · 8 mesi fa · Style

Uscito 25 anni fa, L’odio di Mathieu Kassovitz è uno di quei film che non può invecchiare, girato in bianco e nero racconta la routine svogliata di tre amici lungo le 19 ore durante le quali la storia si sviluppa. 

I tre protagonisti sono Hubert, un pugile nero con un forte codice morale, Saïd, un ingenuo di origini algerine e Vinz, un ebreo della classe operaia con un carattere molto difficile. Tutti nati in Francia da genitori immigrati, vivono nella banlieue parigina, costantemente arrabbiati e in contrasto con la società per il modo in cui la società stessa li tratta da sempre.

Nonostante il tempo passato dall’uscita del film, L’odio sembra essere più attuale che mai, le lotte razziali e di classe, l’abuso di potere da parte della polizia e il contrasto con l’autorità costituita di cui il film è permeato, sono ancora oggi problematiche al centro del dibattito politico e sociale a tutte le latitudini e ci ricordano quanta strada ci sia ancora da fare per cambiare rotta.

Oltre al messaggio crudo e diretto che Kassovitz lanciò con il film, L’odio è stato anche un incredibile esempio dell’estetica streetwerar degli anni ’90 immortalandone gli schemi. 

Il modo in cui i tre protagonisti sono vestiti è intrinsecamente connesso alla loro caratterizzazione: Vinz, represso ed emotivamente arido, resta tutto il tempo “chiuso” nella sua tracksuit Nike. Hubert esprime il suo conflitto interiore fatto di rabbia e violenza indossando brand diversi come Carhartt, Fila, Everlast e una shearling jacket mentre Saïd personaggio turbato, confuso e smarrito, indossa capi semplici come un polo Lacoste sotto la tuta no brand.

Le tute messe sotto i cappotti, quasi una sorta di uniforme, sono una vera e propria anticipazione del concetto anti-luxury che domina un certo tipo di moda maschile contemporanea.

L’esperto di abbigliamento vintage Kevin Soar ha spiegato: “L’odio ha una risonanza enorme per il suo stile e il suo contesto politico. Il film rimane rilevante concentrandosi sul rapporto tra la polizia, il governo e i giovani dei sobborghi, poiché ci sarà sempre una lotta tra i giovani e la polizia nella maggior parte delle grandi città del mondo. L’abbigliamento tra gruppi di persone, e soprattutto tra i giovani, rappresenta un’affermazione importante, non si tratta solo di apparire belli, ma anche di dire ‘Siamo una cosa sola’.

Una delle immagini più iconiche del film è quella in cui Vinz, Saïd e Hubert vengono immortalati su un balcone con vista su Parigi: Vinz indossa un MA-1 su una giacca di una tuta Nike e un paio di jeans, Saïd un bomber in pelle su una tracksuit e Hubert la sua classica shearling jacket, un paio di pantaloni cargo camo e un beanie Carhartt.

L’odio di Mathieu Kassovitz con Vincent Cassel è un film controverso, unico, iconico e potente, uno sguardo crudo e reale sulle difficoltà sociali che purtroppo continuiamo a vivere, ma è anche un film premonitore, che è riuscito a catturare perfettamente l’estetica streetwear anni ’90 che rappresenta il riferimento principe della moda contemporanea.

“L’odio” e lo streetwear anni ’90
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La fotografia semplice e familiare di Lauren Bamford

La fotografia semplice e familiare di Lauren Bamford

Federica Cimorelli · 5 giorni fa · Photography

Lauren Bamford è una fotografa freelance con base a Melbourne, in Australia, specializzata in fotografia still life, di viaggio e documentaristica – in campo editoriale e commerciale. I suoi scatti combinano soggetti semplici e familiari a tavolozze colori accattivanti e sono il risultato di un lavoro attento alle atmosfere e alle composizioni. 

Il suo stile personale, discreto e umile, mescola istinto e ragione. Lauren Bamford infatti dà molto importanza alla luce naturale, ma quando non ha la possibilità di sfruttarla per l’immagine, la ricostruisce e imita artificialmente il più possibile.
Oggetti di design, cibo, persone, dettagli e particolari sono i protagonisti delle sue fotografie, sono collezioni di cose interessanti messe insieme con armonia ed equilibrio.

– Leggi anche: Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Guarda qui una selezione dei suoi scatti, seguila su Instagram e visita il suo sito personale.

La fotografia semplice e familiare di Lauren Bamford
Photography
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @missgherard, @palacheva_photo, @nihites, @saracamporesi.it, @noveprimavere__, @julietberdo, @alanys.salas, @andrea_paterno_images, @giorgioscapy, @sonoingenuo.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
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Le donne nelle fotografie di Kim Akrich

Le donne nelle fotografie di Kim Akrich

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Poche cose ci fanno sentire liberi come il mare che bagna la pelle e la sabbia che accarezza il corpo e Kim Akrich lo sa bene. 

Kim Akrich è una fotografa francese con base a Parigi, ma che ha vissuto per alcuni anni viaggiando in luoghi esotici e vivendo in luoghi come Tahiti e Bora Bora. È proprio da questi luoghi e dalla loro atmosfera che si lasciata ispirare per realizzare alcuni dei suoi scatti più iconici. 

Le spiagge bianche e il turchese del mare fanno da sfondo e da cornice a corpi di giovani ragazze libere di mostrarsi come sono, senza veli e senza filtri. Kim gioca con la semplicità tanto che a volte non le serve altro che la luce calda del sole per creare lo scatto perfetto. Altre volte, invece, inserisce elementi che sottolineano la bellezza delle forme, come fiori appoggiati sulla pelle o brillantini.

Sono quasi dieci anni che Kim affascina il suo pubblico con stupende foto di donne nella loro forma più naturale e facendone risaltare il lato più femminile. 

Ogni giorno Kim Akrich condivide i suoi scatti, che profumano di libertà ed estate, con oltre 129 mila follower su Instagram, ma per godere a pieno le sue foto vi consigliamo di vederle sul suo sito – dove potrete anche acquistarle – e dove sono libere da ogni tipo di censura. 

Le donne nelle fotografie di Kim Akrich
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Elisa Flicka fotografa differenti stati d’animo

Elisa Flicka fotografa differenti stati d’animo

Giulia Guido · 13 ore fa · Photography

Siamo in quel periodo dell’anno in cui le giornate iniziano ad allungarsi, il sole sulla pelle comincia a scaldare e a volte la mente è già in spiaggia. Giorni in cui ci piace sognare guardando, ad esempio, le fotografie di Lavinia Cernau o quelle di Arturo Bamboo realizzate in luoghi da sogno che si affacciano sul Mediterraneo. A volte però abbiamo bisogno di qualcosa di diverso, qualcosa come le fotografie di Elisa Flicka

Nata in Albania, Elisa Flicka è una giovane fotografa specializzata in ritratti e autoritratti. Spesso nei suoi scatti la vediamo circondata dalla natura, da un grande prato verde, da uno specchio d’acqua, da fiori o immersa nel mare. 

Ciò che accomuna tutte le sue fotografia è una prevalenza di tonalità fredde che rendono l’atmosfera malinconica, ma non solo. Probabilmente se i ricordi di estati passate avessero una color palette, probabilmente avrebbero quella dei suoi scatti. 

Dando un’occhiata più attenta al suo profilo Instagram, seguito da oltre 130 mila follower, si può notare anche un’altra caratteristica tipica del suo lavoro. Spesso Elisa Flicka aggiunge alle sue fotografie delle brevi didascalie che ricordano i sottotitoli dei film e che trasformano l’immagine in una storia in cui è impossibile non rispecchiarsi. 

Elisa Flicka fotografa differenti stati d’animo
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