Il maglione con le pecorelle di Lady Diana

Il maglione con le pecorelle di Lady Diana

Anna Frattini · 9 mesi fa · Style

Quando Joanna Osborne ha trovato il famoso maglione di Lady Diana nella sua soffitta non ha perso tempo e ha subito chiamato Sally Muir che – insieme a lei – è co-founder di Warm & Wonderful. La responsabilità di conservare uno dei pezzi più iconici appartenuti a Diana Spencer ha messo in difficoltà la Osborne, tanto da spingerla a consegnare il maglione a Cynthia Houlton, Head of Fashion di Sotheby’s. La conservazione di un pezzo simile presenta moltissime difficoltà, fra cui il pericolo di esporre la lana alle tarme. Ora, il maglione è pronto per essere battuto all’asta a New York il prossimo 7 settembre con una stima che parte da £50,000 fino ad arrivare a £80,000. Ma concentriamoci sulla storia di questo maglione.

lady diana

Prima nel 1980 poi nel 1982, una Lady Diana giovanissima viene avvistata dai paparazzi mentre indossa un maglione rosso decorato con pecorelle bianche, di cui solo una tutta nera. Scatti destinati a entrare nell’immaginario comune che – grazie alle scelte di stile dell’allora futura Principessa – comunicano la capacità innata di Lady D di dialogare con il suo pubblico.

lady diana

La diffusione di queste immagini coincide con il momento di maggiore successo di Warm & Wonderful, il brand che anche oggi continua a produrre il maglione – corredato da una collezione dedicata al motivo della pecora nera. Borse, calzini, valige e tantissimi altri elementi parte di questa linea sono in vendita sul loro sito.

Quando Buckingham Palace mandò il maglione danneggiato a Osborne e Muir, una lettera in cui si chiedeva alle due co-founder di riparare il danno. Le due donne, però, decisero di sostituire il maglione. Nessuno si accorse dello scambio e il pezzo danneggiato rimase negli archivi per molti decenni fino al ritrovamento. È stato possibile riconoscere il maglione originale proprio grazie alla lettera che – esplicitando un danno sul polsino – ha permesso ha Cynthia Houlton di autenticare il pezzo. Una storia sicuramente affascinante che ribadisce l’impatto della figura di Lady D nella pop culture. Una figura che nel corso degli anni torna a dominare il modo in cui percepiamo la sua immagine, a partire da ciò che indossava.

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Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Collater.al Contributors · 2 giorni fa · Photography

Osserviamo i progetti di Lello Muzio già un pò. Prima in occasione dell’edizione di Liquida Photo Fest dell’anno scorso ma anche in occasione di S O S P E S A, un percorso composto da otto immagini di fotografia concettuale. Questa volta parliamo di lui in relazione a ‘Tintilia‘, un altro progetto fotografico che si ispira alla preghiera al vino, «con il quale eliminare gli affanni e cantare in una lingua che va al di là dell’umano». La protagonista è la ballerina Francesca Sara Spallone e questa serie di immagini e un vero e proprio omaggio alla sua terra, il Molise, e «alla sua remissiva e tribale saggezza» come ci dice Lello Muzio attraverso le parole di Antonio Mastrogiorgio.

Tintilia di Lello Muzio sarà in mostra anche nell’edizione di Liquida Photo Fest di quest’anno, dal 3 al 5 maggio a Torino.

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
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La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Nata a San Pietroburgo, è da anni che Kira Gyngazova trascorre il suo tempo tra l’Asia e l’Europa, da Bangkok a Parigi. Questi continui trasferimenti hanno inciso non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua fotografia. Infatti, è proprio quando si è trasferita la prima volta che Kira Gyngazova ha sentito la necessità di comprare una macchina fotografica e iniziare a catturare ciò che la circondava, nuovi volti, nuove strade, nuovi luoghi. 

Con il tempo, Kira ha spostato la sua attenzione sulle persone che vivono le città, cercando di mostrare come a volte la vita in grandi metropoli iper-popolate possa essere solitaria. La stessa Kira Gyngazova, ad ogni nuovo trasferimento, notava come fosse facile vivere in mezzo a milioni di persone e sentirsi comunque soli e come le città si trasformavano in deserti. 

Proprio per questo motivo i suoi scatti raccontano di locali semi vuoti dove ognuno vive in solitaria la propria esistenza, di persone sedute su un autobus o un traghetto con gli sguardi persi nel vuoto, circondati da altrettanti sguardi vuoti e indifferenti. 

Inoltre, la solitudine delle persone sembra avvolgere i luoghi, le stanze spoglie e monocolore, le fermate della metropolitana deserte.

Qui sotto puoi trovare alcuni scatti di Kira Gyngazova, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e il suo profilo Instagram

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
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Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Federica Cimorelli · 1 giorno fa · Photography

Handra Rocha, in arte fotolucida, è una fotografa autodidatta messicana, di Tampico in Tamaulipas. La sua arte si concentra sull’autoritratto come mezzo di analisi, catarsi ed esplorazione interiore.

Disconnect to create from source.

Le sue fotografie, a colori o in bianco e nero, la vedono immersa in paesaggi naturali desolati dove è possibile entrare in profonda connessione con il circostante. Handra Rocha mescola fotografia, make-up, styling e set design e dà vita a immagini creative, equilibrate e sospese nel tempo.

– Leggi anche: I progetti fotografici di nudo artistico di Dawid Imach

Guarda qui una selezione delle sue opere, seguila su Instagram e visita il suo sito personale

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha
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Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Anna Frattini · 22 ore fa · Photography

Di intersezioni fra il mondo dell’Intelligenza Artificiale e quello della fotografia ne abbiamo parlato tantissimo nel corso degli ultimi mesi, sopratutto in occasione di Photo Vogue e del contributo di Andrea Baioni nei visual di questo articolo di Laura Tota. Torniamo a riparlarne oggi con l’uscita del libro di Phillip Toledano, Another America – pubblicato da L’Artiere. L’artista parla di surrealismo storico commentando l’uscita di questo progetto, tutto da scoprire in questo progetto, in vendita dal 25 aprile.

Another America di Phillip Toledano è una storia inventata ambientata a New York. Un viaggio negli anni ’40 e re-immaginati attraverso l’AI e i brevissimi racconti di John Kenney – penna che avrete letto sul New Yorker. Questo libro nasce da una riflessione sulla verità e sulla situazione politica americana, il tutto in un paese consumato dalle teorie del complotto. Segue a ruota l’arrivo dell’AI che corrobora questo sentimento ed ecco Toledano, pronto a mettere in discussione anche la fotografia grazie all’aiuto del primo mezzo in grande di rendere tutto vero e niente vero.

«Per me, la cosa affascinante dell’IA è la possibilità di ciò che chiamo surrealismo storico. L’arrivo dell’intelligenza artificiale significa che ogni bugia può ora avere una prova visiva convincente. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto, può esserci una prova visiva» racconta Phillip Toledano.

Credit Phillip Toledano – Another America courtesy of L’Artiere

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