Art Gli spot che puntano all’Emmy
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Gli spot che puntano all’Emmy

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Giulia Guido
Emmy

C’è chi non la sopporta e quando arriva cambia subito canale o rinuncia a guardare un video su YouTube. Sto parlando della pubblicità.
Ma tra tanta, ma davvero tanta roba scadente che ci viene proposta ogni giorno, in qualsiasi formato, c’è chi spicca e per questo merita un premio e non un premio qualunque, ma un Emmy

È dal 1997 che quelli che sono considerati da tutti i premi più importanti del mondo della televisione – gli Emmy – hanno, all’interno della sezione Creative Arts, una categoria dedicata esclusivamente agli Outstanding Commercial, ovvero i migliori spot pubblicitari. 

Basta guardare uno degli spot nominati quest’anno per capire che esiste della buona pubblicità e della brutta pubblicità e che alla fine la vera differenza la fanno le storie. Ebbene sì, perché questi commercial raccontano ognuno una storia differente, dall’ironica frustrazione di Timothée Chalamet per non aver un proprio show su Apple TV+ al non sentirsi all’altezza in una società con canoni di bellezza irraggiungibili. 

Scopriremo il vincitore solo il 9 settembre, fino ad allora possiamo riguardarli all’infinito, proprio come i film. 

“The Greatest” (Apple) – Somesuch & Apple Inc.

“Call Me with Timothée Chalamet” (Apple TV+) – MJZ & TBWA/Media Arts Lab

“Cost of Beauty” (Dove) – Smuggler & Ogilvy 

“Forever” (The Farmer’s Dog) – Sanctuary

“Quiet the Noise” (AirPods) – Iconoclast TV & TBWA/Media Arts Lab 

“R.I.P. Leon” (Apple) – Biscuit Filmworks & Apple Inc.

“The Singularity” (Squarespace) – Smuggler & Squarespace 

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Scritto da Giulia Guido
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