I ritratti femminili di Marat Safin

I ritratti femminili di Marat Safin

Giulia Guido · 3 mesi fa · Photography

Sono le donne le protagoniste degli scatti di Marat Safin, fotografa autodidatta russa. Donne sole, donne in casa, in cucina o sdraiate sul letto, donne immerse nella natura, libere tra l’erba alta, donne che guardano in macchina o immortalate in pose spontanee. 

I ritratti femminili di Marat trasmettono un senso di calma, di intimità. 

La luce calda che ritroviamo in tutti i suoi scatti rende immediatamente l’atmosfera familiare, restituendoci un’aria di casa, di familiarità. 

Nella nostra gallery trovi una selezione dei suoi scatti, per scoprirne di più vai sul profilo Instagram di Marat Safin. 

maratneva Marat Safin | Collater.al
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I ritratti femminili di Marat Safin
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Stranger Than Fiction, la realtà attraverso l’obiettivo di Kate Peters

Stranger Than Fiction, la realtà attraverso l’obiettivo di Kate Peters

Giulia Guido · 3 mesi fa · Photography

Ogni fotografia racconta una storia e ne nasconde un’altra. Quelle di Kate Peters ne raccontano di bellissime.  

Nata nelle Midlands, Kate si appassiona alla fotografia da giovane, seguendo studi specializzati nell’ambito. Oggi vive e lavora a Londra e i suoi lavori spaziano dai ritratti di persone, come le 32 promesse olimpioniche fotografate per il Guardian Weekend Magazine o Julian Assange per il TIME, alla documentazione di paesaggi. 

Tra i lavori che fanno parte di quest’ultima categoria rientra la serie fotografica Stranger Than Fiction, in cui è il paesaggio americano il protagonista assoluto. Come si può percepire dal titolo, Kate Peters insegue quei paesaggi e quei luoghi che fanno parte del nostro immaginario quando pensiamo all’America: strade sterrare, motel, auto della polizia e tavole calde. 

Scopri gli scatti di Stranger Than Fiction nella nostra gallery.

Stranger Than Fiction della fotografa Kate Peters | Collater.al
Stranger Than Fiction della fotografa Kate Peters | Collater.al
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Stranger Than Fiction, la realtà attraverso l’obiettivo di Kate Peters
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Sinking Ship, la città deserta di Kyle Thompson

Sinking Ship, la città deserta di Kyle Thompson

Claudia Fuggetti · 2 mesi fa · Photography

Si chiama Sinking Ship il nuovo progetto fotografico dell’artista di Chicago Kyle Thompson, del quale avevamo avuto modo di parlare precedentemente qui e, questa volta, ci mostra tutto il fascino di una città deserta degli Stati Uniti.

Interni ed esterni si alternano nella sequenza delle immagini, per raccontare quel senso di solitudine che pervade ogni cosa: il silenzio che suggerito dalle fotografie si trasforma in una narrazione cinematografica sottintesa. Ogni cosa è stata lasciata così com’è, abbandonata al nulla; nella città vive una sola persona che medita, si nasconde ed esplora alla ricerca di qualcosa.

Kyle spinge lo spettatore a confrontarsi con il nulla, con il silenzio e con il proprio Io interiore, per spingerlo a porsi delle domande, alle quali non sempre c’è una risposta.

Sinking Ship, la città deserta di Kyle Thompson
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The All-America, il libro fotografico sulla complessa identità maschile asiatico-americana

The All-America, il libro fotografico sulla complessa identità maschile asiatico-americana

Collater.al Contributors · 2 mesi fa · Photography

Andrew Kung è un giovane artista americano di base a Brooklyn che, dopo un paio di anni trascorsi in Linkedin come strategist e analist, ha deciso di abbandonare la silicon valley e dedicarsi totalmente alla fotografia.

Il suo lavoro è stato ben presto riconosciuto e apprezzato e vanta adesso collaborazioni con Vogue Italia, l’uomo vogue, i-d, dazed, paper magazine, New York Times e molti ancora.

Il titolo del suo ultimo progetto è The All-America, un libro fotografico che racconta e illustra la complessa identità maschile asiatico-americana. Andrew in verità prima di allora non aveva mai pensato troppo alla sua identità, o per lo meno ha ritrovato in essa un’interessante rilevanza solo dopo aver viaggiato verso sud per documentare la piccola popolazione cinese del Mississippi. Lì ha realizzato quanta complessità c’è dietro l’essere un asiatico che vive in America. Così ha deciso di rompere gli stereotipi convenzionali fornendo una piattaforma per coloro che si sono sentiti non rappresentati nella cultura mainstream. 

Il libro è diviso in due parti: la prima è una selezione di immagini che indagano gli spazi fisici “dove gli uomini asiatico-americani si sono sentiti invisibili”, la seconda celebra la “bellezza, l’intimità e la tenerezza degli uomini asiatico-americani”, dice lui stesso. 

L’obiettivo di Kung non è solo quello di fornire un’altra via di rappresentazione nell’industria della moda e della fotografia, ma anche di interrogare i preconcetti del suo pubblico, educando coloro “dentro e fuori la comunità sulle esperienze sfumate che tutti gli asiatico-americani vivono”. Le immagini si affiancano, portando alla luce la confluenza di genere e sessualità; il paradosso di un uomo che può essere desessualizzato e sovrasessualizzato allo stesso tempo.

Testo di Giordana Bonanno.

The All-America, il libro fotografico sulla complessa identità maschile asiatico-americana
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Dead Ringer, la fotografia universale di Clayton Cotterell

Dead Ringer, la fotografia universale di Clayton Cotterell

Giulia Guido · 2 mesi fa · Photography

In inglese per Dead Ringer si intende una persona o una cosa che somiglia molto a un’altra, un duplicato perfetto. Il fotografo di Portland Clayton Cotterell ha scelto questo termine come titolo di uno dei suoi progetti personali. 

Cotterell ci presenta lo Stato in cui vive, ovvero l’Oregon, i suoi paesaggi, ma anche le strade, le luci, le forme che caratterizzano questo luogo. Senari desolati, al tramonto, all’alba, d’inverno o in estate; testimonianze della presenza dell’uomo, un muro, un cd tra l’erba alta, una mano che accarezza l’acqua.

Ma una volta finito di scattare, il fotografo si è accorto che, senza didascalie e titoli, quelle immagini avrebbero potuto rappresentare qualsiasi altro luogo. Dead Ringer riesce a porre diversi quesiti: cosa dà veramente valore a un’immagine? La sua estetica, la ricerca artistica che si nasconde dietro ad essa o il legame tra il soggetto e chi la guarda? Riesce a che a sanare dei dubbi, come quello che ci pervade quando vediamo una foto di luoghi che pensiamo di avere già visto. Ecco, forse somigliano solo a qualcosa che abbiamo già visto. 

Dead Ringer la fotografia universale di Clayton Cotterell | Collater.al
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