Ieri, lunedì 13 ottobre, è scomparso Marco Crippa, dopo una lunga malattia. Per tutti era “Il pittore di Milano”, un artista che ha saputo fondere la propria identità con quella della città, fino a diventarne parte del paesaggio. La sua è una storia che si intreccia non solo con Milano ma anche con il fare arte per strada.

Nato nel 1936 e cresciuto nel quartiere Isola, Crippa aveva studiato all’Accademia di Brera, ma la sua vera scuola è diventata la strada. Con il cavalletto tra i passanti e la spatola sempre in mano, ha raccontato Milano per oltre cinquant’anni: i Navigli, le case di ringhiera, le piazze e i cortili. Ogni angolo diventava un frammento di colore, una testimonianza viva della città che cambiava sotto i suoi occhi.
Nel 2023 la Permanente di Milano gli ha dedicato una mostra antologica, Milano nelle opere di Marco Crippa. 50 anni di pittura per strada, che ha ripercorso la sua carriera e il legame indissolubile con il tessuto urbano. «Milano è stata la mia unica modella», diceva spesso Crippa.
Negli ultimi anni, costretto a dipingere lontano dalle strade, aveva trovato nei fiori un nuovo modo per esprimere la stessa sensibilità. Le sue tele, oggi, restano come una mappa emotiva di Milano — una città vista e vissuta con uno sguardo autentico, umano e pieno di luce.


