Art La linea skincare di Marina Abramović è la sua prossima long performance?
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La linea skincare di Marina Abramović è la sua prossima long performance?

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Giorgia Massari

Si chiama Longevity Method, l’ultima trovata della performer di fama internazionale Marina Abramović. Non solo cantanti, influencer o attori, adesso anche l’arte contemporanea può dialogare con il beauty? «Non so se ridere o piangere», afferma la giornalista Emma Beddington in un articolo sul The Guardian, riassumendo con poche parole la nostra stessa reazione alla notizia. Qualche giorno fa infatti, l’artista ormai settantasettenne ha lanciato la sua linea di skincare olistica, realizzata con l’aiuto della dottoressa Nonna Brenner, che in passato l’ha aiutata a guarire dalla malattia di Lyme. L’annuncio arriva tramite uno stravagante video. Stravagante che fa il giro e diventa straniante. La performer e la dottoressa ci mettono la faccia, promettendo la riscoperta di «rituali dimenticati e conoscenze del passato», tutto all’insegna dell’Abramović Longevity Concept. Inutile dire che l’opinione pubblica si è spaccata in due. Ma prima di ragionare su questa scelta controversa, vogliamo sottolineare il prezzo di questa crema e chiedervi se voi la comprereste mai. 199 sterline per l’idratante viso, a base di pane bianco, vitamina C e vino bianco, un po’ meno per i tre sieri – o meglio, “gocce di benessere” – sugli scaffali a 99 sterline l’uno.

Arte come strumento capitalista?

La domanda sorge spontanea. Davvero l’artista che ha permesso agli altri di agire sul suo stesso corpo ora si preoccupa dei segni che il tempo lascia sul suo volto? Emma Beddington – nel pezzo del The Guardian citato sopra – risponde a questa domanda con tre ipotesi, facendoci sperare in una motivazione altra, che va al di là della ragion d’essere capitalista. Si tratta forse di Arte? Dell’inizio di un vero e proprio impero del benessere, oppure ancora di un metodo davvero funzionante? La stessa Abramović dichiara a Vogue che «Nonna è determinata a farmi vivere 110 anni», sottolineando che «Le artiste vengono prese davvero sul serio solo dopo i 100, quindi se ce la faccio, forse finalmente mi prenderanno sul serio». Ciò che è certa è la reazione del mondo dell’arte, che storce il naso di fronte a questa trovata commerciale. La “Nonna della performance art” si sta abbassando al pari delle influencer e delle loro ennesime linee beauty?

L’ennesima provocazione e le ennesime critiche

In questa analisi è importante considerare un ulteriore punto di vista. Da sempre è noto a tutti l’approccio olistico e altresì provocatorio di Marina Abramović. Basti pensare alla long performance al MoMA di New York nel lontano 2010, quando l’artista rimase seduta su una sedia per tre lunghi mesi, guardando fisso negli occhi chiunque si fosse seduto davanti a lei. Le sue performance non l’hanno di certo tenuta lontana dalle critiche anzi, è stato proprio l’elemento disturbante a contraddistinguerla nella scena artistica internazionale. Dunque, se provocazione e olismo sono sempre state sue prerogative, questa linea beauty naturale non può che ritenersi coerente, pensano alcuni. Forse la risposta è proprio davanti ai nostri occhi. Stiamo parlando della comunicazione adottata per lanciare il prodotto. Un video sensazionalistico che, proprio per le sue caratteristiche ambigue, lascia spazio al dubbio. C’è qualcosa di più? Non resta che sperare che dietro a questa joint venture ci sia dell’altro. Una long performance da scoprire con il tempo e che forse ci stupirà fino a farci ricredere.

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Scritto da Giorgia Massari
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