METAL PANIC è la prima grande mostra personale di Marcello Maloberti e la si può visitare ancora fino al 9 febbraio al PAC di Milano. Curata da Diego Sileo, questa mostra celebra il legame profondo tra l’artista e la città di Milano, una musa silenziosa che lo ha accompagnato fin dagli esordi. Con METAL PANIC, Marcello Maloberti offre una dichiarazione d’amore alla città, raccontando storie intime e collettive, mentre lo spazio del PAC si fa interprete di emozioni e riflessioni, rendendo ogni visita un’esperienza unica.

Nel corso degli anni, Marcello Maloberti ha esplorato il rapporto tra arte e vita, utilizzando una varietà di linguaggi visivi e sonori – tra cui fotografia, video, performance, installazioni, oggetti e collage – tutti caratterizzati da una forte componente performativa e dalla particolarità di voler interagire attivamente con il pubblico. La sua ricerca, come si legge nel testo curatoriale che accompagna la mostra, «va oltre l’immediatezza della dimensione quotidiana, con uno sguardo neorealista straniante e onirico, combinato a un approccio archeologico alla storia dell’arte».
Allestimento e progettazione di Metal Panic
L’allestimento, progettato da Scandurra Studio, trasforma il PAC in uno spazio vivo e mutevole, ispirato all’atmosfera di un cantiere contemporaneo in costante evoluzione. Gli ambienti, volutamente spogli ed essenziali, isolano ogni opera nella sua sacralità, creando un vuoto intorno che invita il visitatore a un’interazione davvero libera, a metà tra contemplazione e movimento.


«Al PAC lo spazio diventa un dispositivo di scoperta dell’opera esposta, che invita all’interazione e diventa terreno di nostalgia attiva: contemplazione e reazione espressa dal movimento, lasciato libero nello spazio» mette in chiaro Alessandro Scandurra parlando di questo progetto.


Questa visione architettonica non si limita a valorizzare le opere, ma trasforma lo spazio stesso in un dispositivo narrativo, un terreno da esplorare. Il progetto, sviluppato in collaborazione con in-visible lab, ha visto il contributo di 3F Filippi per il design illuminotecnico e di Deerns Italia per la progettazione tecnica, unendo estetica e funzionalità in un dialogo perfetto.




ph. courtesi Andrea Rossetti
