Il mondo naturale nasconde segreti e misteri che da sempre affascinano e spaventano l’uomo. Le sue forme e i suoi colori solleticano l’immaginazione umana, scaturendo codici linguistici intricati. La scienza ha contribuito a svelarne il funzionamento, portando alla luce gli aspetti magici e romantici, oltre alla loro complicata e armoniosa struttura vitale. L’artista Mevlana Lipp subisce il fascino della natura fin da piccolo, cresciuto in un piccolo villaggio della Germania. “La natura è sempre stata un luogo reale ma anche immaginario di desiderio per me, ha qualcosa di paradisiaco. Non nel senso di un mondo perfetto, ma chiaro e vero in tutte le sfaccettature.”

Nelle opere di Mevlana Lipp la natura acquista un sapore etereo dettato dai colori fluorescenti e brillanti, che donano un aspetto alieno. Il viola e il verde dominano cromaticamente le composizioni, fatte di forme sinuose e mistiche che l’immaginario collettivo codifica come nature ultraterrene, provenienti da mondi paralleli, lontani e inesplorati. Allo stesso modo, le creature vegetali diventano divinità madri dal sapore primordiale, riportando lo spettatore all’origine del mondo, al Giardino dell’Eden di Adamo ed Eva e a quel momento dell’esistenza in cui governavano supreme.


Il biomorfismo, che tende in particolare verso il fitomorfismo (riferito al mondo naturale) è esplorato da Lipp in un linguaggio che oscilla tra la scultura e la pittura. Le opere acquistano una tridimensione, tentando di emergere dal supporto ligneo che l’artista ricopre con il velluto. Le forme organiche sono infatti prima disegnate e poi riportate su una tavola di legno, successivamente tagliata dall’artista, dipinta e applicata sul supporto. I bassorilievi di Mevlana Lipp celebrano la natura nel suo aspetto più selvaggio, provocando una certa malinconia e tristezza che ragiona sull’azione distruttiva dell’uomo, oggi estraneo alla sua stessa Madre. Accentuando la componente magica e aliena dei soggetti, Mevlana interpone una distanza emotiva tra la natura e l’uomo, sottolineando in questo modo la nostra estraneità ad essa.



Courtesy Mevlana Lipp
