Michal Pudelka

Michal Pudelka

Collater.al Contributors · 11 anni fa · Art, Photography, Style

Trasferirsi a Milano per una che pesa 60 chili è un’esperienza tramautica, soprattutto se la tua superficiale autostima barcolla come Bukowski ed esplode almeno una volta al mese in storie di ordinaria follia.

Il masochismo bipolare vero, quello hardcore/femminile, non si accontenta mai. Da una parte prova un insano piacere nell’osservare manichini di pelle umana ad ogni angolo della città, dall’altra invidia in maniera vergognosa ogni spigolo di questi: “che in termini di ipocrisia intellettuale è paragonabile a colui che guarda la pagliuzza nell’occhio del suo prossimo e poi fa l’ingoio a negri della stazione” Q

Faccio finta di non appartenere alla specie soprascritta e continuo a casa il mio studio passionale sulla gnocca spalmando con nonchalance creme anticellulite, una sorta di Lasonil per lividi “complessi”.

Michal Pudelka - L'artista che elogia la bellezza
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Purtroppo inciampo in Michal Pudelka, colpa del suo naturale elogio alla bellezza.
Nasce nel 1990 a Bratislava, cresce in un paese comunista e capisce presto che un ragazzino amante delle Barbie non troverà facilmente posto in quel mondo.

A scuola era lo strano tipo dei disegni, la sua compagna di banco: l’immaginazione. Diventa un workaholic di moda e scappa in Francia dopo il diploma.
La sua carta d’imbarco è diretta alla Parson Paris (istituto di design che ha sfornato, per intenderci, Tom Ford e Marc Jacobs) dove la sua vita con taglio e cucito prende un’altra piega.

Michal Pudelka - L'artista che elogia la bellezza
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Libero di scegliere capisce meglio cosa vuole. Michal vuole l’arte, nelle sue svariate forme. Sceglie la fotografia, il collage, la pittura.
La sua ispirazione arriva all’improvviso da esperienze comuni, da cose di casa, da gente beccata per strada e detesta farsi manipolare da photoshop.

Ritornato in Repubblica Ceca, Michal lavora per Anonym, pubblica per SYNGirl on film e ha in serbo una miriade di progetti, tra cui un video per gli amici Hugo&Zoe. “Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi”. Qui tocca a noi.

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Michal Pudelka

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Il mondo a collage del musicista-artista Cato

Il mondo a collage del musicista-artista Cato

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Art

Il mondo di dell’artista Cato è pieno di energia e vibrazioni, artistiche e musicali. Queste caratteristiche ritornano in modo evidente nelle opere che l’artista realizza con collage, acrilici e areografo. Il suo essere musicista non ritorna solo nella scelta dei soggetti, che spesso sono suonatori che rimandano a melodie jazz, ma anche nell’energia che sembra sempre accompagnare le azioni delle sue opere. Difficile immaginare momenti di stallo o calma, il racconto descritto è frutto di un’intenzione di raccontare una vita veloce e viva, che mette in contatto le persone e i paesaggi. Questo movimento è chiaro nei progetti video di Cato, ma ritorna anche nella sovrapposizione di ritratti e tagliati in modo netto senza rispettare necessariamente proporzioni e armonia dei corpi.

Non si fa fatica a capire le situazioni, e le storie che stanno vivendo i personaggi rappresentati, la capacità di Cato è proprio quella di saper creare con poco una narrazione affascinante che introduce l’osservatore dentro al mondo personale dell’autore.

Cato | Collater.al
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Il mondo a collage del musicista-artista Cato
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Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann

Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann

Collater.al Contributors · 2 giorni fa · Art

Ricominciare significa fare liste e liste di buoni propositi e nuove regole che poi, inevitabilmente, finiscono nel dimenticatoio dopo poche settimane.
Pensiamo ed ignoriamo piccole guide che, in realtà, potrebbero salvarci la vita, soprattutto quella emotiva.
Ma, se pur in maniera molto ironica, a ricordarci che questo ci porta ad avere cattivissime idee, amori mediocri, paure e grande difficoltà ad esprimere i nostri sentimenti, c’è Johan Deckmann.

Artista, psicologo praticante e autore con base a Copenhagen si ispira ai self-help book tipici degli anni ’70 per affrontare tematiche molto comuni.
Deckmann, infatti, parte dalla sua conoscenza teorica sulla mente dell’uomo e, tramite l’utilizzo della parole, ne analizza comportamenti e pensieri.

“I like the idea of distilling words to compress information, feelings or fantasies into an essence, a truth. The right words can be like good medicine.”

I suoi artwork, che dal 2015 hanno fatto il giro del mondo, sono stati esposti in più gallerie riscuotendo tantissimo successo.

Qui trovate alcuni dei suoi lavori ma vale la pena vederli tutti e li trovate qui e qui.

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La strana inquietudine nelle opere di Victor Castillo

La strana inquietudine nelle opere di Victor Castillo

Tommaso Berra · 2 giorni fa · Art

Non hanno l’aspetto di quel cartone animato che fareste vedere a un bambino, le opere dell’artista cileno Victor Castillo. Sarà per i personaggi che rappresentano, che sembrano vivere in un mondo creato apposta per stare al confine tra gioco innocente e umorismo oscuro, quasi spaventoso.
I personaggi realizzati da Castillo sono figure ispirate a mondo dei fumetti e ai graffiti, con citazioni anche a grandi autori della storia dell’arte come Francisco Goya.
Le scene spesso ritraggono, mascherandole, critiche feroci alla cultura americana e a prodotti della cultura pop, così come alla politica e alle sue decisioni che vanno contro ad alcune categorie di cittadini.

Questa sensazione di strano timore è data dal contrasto tra colori accesi tipici dei cartoni animati e dell’arte pop, e le inquietanti espressione di bambine con frangetta e codini innocenti. Gli occhi cavi, il naso da pagliaccio e lo strano sorriso rigido sono i campanelli di allarme di un discorso che Victor Castillo invita ad approfondire.
Nel corso della sua carriera Castillo ha esposto in un gran numero di gallerie internazionali, tutto il suo lavoro è disponibile sull’account IG dell’artista.

Victor Castillo | Collater.al
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La strana inquietudine nelle opere di Victor Castillo
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La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art

La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art

Tommaso Berra · 1 giorno fa · Art

Si discute molto sull’istituzionalizzazione della street art e sulle scelte etiche di galleristi e istituzioni quando scelgono di presentare opere che appartengono a un’espressione artistica nata nelle strade e che secondo i più nostalgici non dovrebbe spostarsi da quei contesti.
In alcuni casi questa conversazione pone davanti a falsi problemi, che riguardano la natura delle opere e le intenzioni degli stessi artisti, che hanno saputo adattare il proprio ruolo, e già a partire dagli anni ’70 portando questo fenomeno controculturale nei circuiti tradizionali dell’arte.
Ci sono nazioni in cui la street art non è mai entrata nelle gallerie nel modo in cui altri grandi musei del mondo hanno fatto, per esempio la Cina, che da poco ha annunciato che ospiterà la sua prima storica mostra retrospettiva dedicata alla street art e ai graffiti, in occasione di Art Basel Hong Kong.

Il titolo della mostra è “City as Studio”, rappresentativo di quel meccanismo che ha stravolto la concezione dell’artista e la valutazione di questo tipo di arte da parte delle gallerie. Un processo iniziato da artisti come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, entrambi presenti alla mostra.
Le oltre 100 opere, realizzate da 30 artisti, verranno presentate alla K11 Art Foundation e sono state selezionate dal curatore Jeffrey Deitch, personaggio che grazie alle oltre 50 mostre curate in tutto il mondo ha contribuito a far si che la street art venga accettata nei programmi di importanti musei mondiali.
“City as Studio” entra nei percorsi del genere trasmettendo ai visitatori l’ampiezza di stili e aree geografiche attraverso il quale si sono mosse le diverse generazioni. Da New York a San Francisco, fino al Brasile, Tokyo e Parigi, la mostra sarà prima di tutto una riflessione storica sulla graffiti art, grazie al talento di nomi come Fab 5 Freddy , FUTURA, Barry McGee , Mister Cartoon , KAWS e AIKO.

Street Art | Collater.al
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