C’è un filo che attraversa paesi, storie familiari, gesti quotidiani e memorie sedimentate nel tempo. In Mestizo, il nuovo libro fotografico in edizione limitata pubblicato da Eyeshot, quel filo diventa immagine, corpo, identità. Michael Robinson Chávez, fotografo californiano con origini peruviane e vincitore del Premio Pulitzer, costruisce un racconto che è insieme reportage e autoritratto, un ritorno a casa che usa il bianco e nero come linguaggio emotivo più che estetico.

Il progetto nasce da oltre venticinque anni di lavoro e dalla necessità di interrogare ciò che significa appartenere a più mondi. Non sorprende che Mestizo abbia conquistato il primo posto nella Series Category dell’Eyeshot Open Call 2025, selezionato tra più di 20.000 progetti arrivati da ogni parte del globo. È un lavoro che non si limita a documentare il Perù: lo abita. Lo guarda da dentro, dalla prospettiva di chi riconosce nello sguardo degli altri un frammento della propria storia.



Le fotografie attraversano villaggi, mercati, autobus affollati, processioni, angoli di strada e quei momenti sospesi che definiscono la vita quotidiana. Sono immagini che contengono dignità, contraddizione, nostalgia, humor, e quella malinconica vitalità che appartiene ai luoghi in cui passato e presente convivono senza tregua. Chávez racconta il Perù come una mappa emotiva, dove la ricerca delle proprie origini diventa una forma di conoscenza del mondo.




Nel suo mestiere di fotoreporter, che l’ha portato a documentare conflitti, migrazioni, trasformazioni climatiche e fragilità sociali in più di settanta paesi, Michael Robinson Chávez ha sempre privilegiato l’umanità del momento. In Mestizo, questa attenzione si fa ancora più intima: ogni ritratto è un incontro, ogni scena una confessione condivisa tra fotografo e soggetto. È il potere del mestizaje, la fusione di identità e tradizioni che ha scolpito il carattere peruviano e che qui diventa materia narrativa.



La pubblicazione, disponibile solo fino al 31 dicembre in tiratura limitata, è interamente realizzata in Italia: 128 pagine, copertina rigida, stampa su carta certificata, ogni copia numerata a mano e firmata digitalmente. Un oggetto pensato per collezionisti e appassionati di fotografia, ma soprattutto per chi cerca libri capaci di lasciare un segno.

Nelle parole dell’editor Marco Savarese, Mestizo è «un ritorno alle origini, un dialogo segreto tra culture e identità che continuano a interrogarci». È questo il cuore del progetto: un viaggio personale che diventa universale, un racconto visivo in cui memoria e presente si sfiorano continuamente, senza mai smettere di domandare chi siamo.

