Our Legacy Work Shop e C.P. Company si incontrano in una collaborazione che sembra quasi inevitabile, un dialogo tra due marchi che hanno costruito il proprio linguaggio sull’ossessione per i materiali, sulle forme funzionali e su un’estetica che riconosceremmo dovunque. È una capsule che nasce dall’archivio ma guarda avanti, che parla agli appassionati di menswear con la stessa cura con cui un collezionista sfoglia un libro raro.


Il punto di contatto è Bologna, dove si trova l’archivio monumentale di C.P. Company, un luogo che per Our Legacy Work Shop ha rappresentato più di un riferimento: un terreno fertile dove storie, tessuti e prototipi si intrecciano. Da lì arrivano le suggestioni che definiscono la capsule, tra field jacket e parka in Mais B tinti a pigmento, un anorak in pelle, un abito sartoriale in gabardine lana/nylon e t-shirt pesanti decorate con grafiche che sembrano scivolate fuori dalle pagine di un magazine anni ’70.

Non mancano pezzi inattesi come il cappello originariamente creato da Massimo Osti per Lucio Dalla, reimmaginato con lo sguardo tipico dello Work Shop, e capi che riportano alla tattilità dei materiali, dai pantaloni in velluto a coste alle camicie button-down.
La collaborazione vive nella tensione tra funzionalità e ricerca: i capi prendono forma da modelli pensati per il workwear, l’abbigliamento militare e quello sportivo, reinterpretati attraverso un’estetica contemporanea e volutamente lived-in. La tintura a pigmento, tratto distintivo di Our Legacy, amplifica questa dimensione: i tessuti — provenienti da esuberi e deadstock di entrambi i marchi — sono trattati per assumere una patina naturale che evolve nel tempo, quasi come se la storia del capo continuasse a scriversi a ogni utilizzo.
«Massimo Osti possedeva un archivio incredibile», racconta Jockum Hallin, fondatore e direttore creativo di Our Legacy Work Shop. «Era profondamente dedito al prodotto: perfezionarlo, valorizzarlo, rendere gli indumenti di uso quotidiano belli e interessanti, ma sempre indossabili e funzionali». Ed è esattamente questa dedizione che si percepisce in ogni fibra della capsule.



L’aspetto forse più interessante è che, pur essendo una collaborazione non ritroviamo nessun logo urlato, nessuna silhouette forzata. Lo sottolinea anche Enrico Grigoletti, VP of Brands di C.P. Company: «In un’epoca in cui molte collaborazioni sembrano guidate dalla necessità di fare rumore, è un sollievo incontrare partner che condividono un impegno autentico per la qualità del prodotto». Questa è una capsule che mette al centro un patrimonio comune fatto di ricerca, precisione e materiali eccellenti.

A completare il progetto, Our Legacy Work Shop ha realizzato una rivista in edizione limitata, un omaggio ai magazine originali di C.P. Company degli anni ’70. Dentro, quattro storie fotografiche, firmate da Kingsley Ifill & David Bradshaw, Jenny Källman, Lo Vahlström e Giovanni Benvenuto, esplorano quel terreno condiviso di estetiche subculturali e sensibilità visive che fanno da filo rosso alla collaborazione. E il magazine sarà disponibile solo in store, per chi acquisterà un capo della capsule.



La collezione Our Legacy Work Shop x C.P. Company arriverà il 21 novembre 2025 in store selezionati e online, confermando l’incontro tra due visioni inconfondibili e iconiche. Una collaborazione che non cerca di reinventare la ruota, ma di raccontarla meglio; con la calma, la cura e la coerenza che oggi sembrano quasi un lusso.

