Photography Micros è un festival piccolissimo
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Micros è un festival piccolissimo

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Tommaso Berra
Micros | Collater.al

Lo spazio in cui le mostre vengono presentate influiscono molto sulle sensazioni che le opere riescono a suscitare nello spettatore. Gli allestimenti ricoprono un ruolo importante nell’esperienza delle visite ed è per questo che le istituizioni puntano molto sulla capacità di saper accompagnare i visitatori lungo il percorso. Ci sono esperienze artistiche però che annullano tutto ciò, o quantomeno lo riducono a un unico nucleo emotivo e temporale, come nel caso di Micros.
Micros è una mostra piccolissima, composta da una sola fotografia, che nell’ultima edizione è stata realizzata dall’artista, architetto e fotografo Martino Pietropoli. L’unicità del progetto sta proprio nel considerare la mostra come un’esperienza singolare, che si realizza nel momento in cui ciascuno apre la propria foto, inviata in una lettera dopo una richiesta e distribuita in edizione limitata di 100 copie.
Il luogo in cui viene aperta la lettera può cambiare, così come lo stato d’animo del momento, tutto ciò determina la forma di Micros e le emozioni che riesce a suscitare in un singolo attimo irripetibile.

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Il direttore e ideatore del progetto Rocco Rossitto ha spiegato così il concept della mostra 1:100 Una mostra personale:  “ho voluto ridurre tutto ai minimi termini. Una mostra fotografica fatta da una sola foto, senza un luogo in cui ci possa essere un pubblico. La mostra ti arriva a casa per posta ed è lì che ha luogo micros. Non è in realtà la foto in sé, ma la reazione che ognuno avrà vedendola, da solo e leggendo la piccola nota curatoriale dietro. È quella reazione ad essere il centro di questa edizione. Quindi anche il tempo è stato ridotto: se – dico in maniera molto generica – per vedere una mostra fotografica impieghiamo 1 ora, qui il tutto quanto durerà? Qualche secondo? Un minuto? Però è questo il punto di interesse: concentrarsi per un piccolo lasso di tempo, su una foto e vedere che effetto ci fa. Soprattutto: che domande ci innesca? 

La foto scelta è una foto che ha una funzione detonatrice: può piacerti o non piacerti, non importa. Ma non ti lascerà indifferente, ti farà scattare delle domande. E se nessuna domanda ti verrà in mente vorrà dire che potrai dire che questa è stata una “brutta” mostra. Martino è un creativo molto prolifico, non solo in ambito fotografico. Come fotografo ha poi una capacità per me primaria: le sue foto riescono a porti qualche domanda. Non è stato facile sceglierne una, ma è stato molto bello.”

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Scritto da Tommaso Berra
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