Francesco Giorgino aka Millo è uno street artist italiano i cui lavori raccontano il rapporto tra l’uomo e la città.
Il tratto semplice e naif, nessuna ombra, qualche colore a mettere l’accento sui dettagli. Personaggi dall’aspetto ingenuo, enormi, tra città giocattolo che sembrano sempre più piccole, viste più come un parco giochi o come mondi frutto di una fantasia infantile.
La street art di Millo trasforma i muri in enormi pagine di un fumetto, di un libro per bambini disegnato a matita e poi ripassato con un pennino. Le linee essenziali e scarne e immediate che tratteggiano personaggi nostalgici e candidi immersi in agglomerati di micro palazzi cubici e aggrovigliati, dove un lago diventa una piscinetta, una strada si trasforma in una pista per macchinine, le nuvole piccoli fiocchi di cotone tra aeroplanini e mongolfiere. Tutto sembra modellato dall’immaginazione, dal desiderio di vivere la città come un gioco tra bambini.
Una critica alla spersonalizzazione urbana che diventa poesia ingenua e surreale.
Un po’ Miguel Ángel Martín, un po’ Frédérik Peeters, un po’ fumetto underground americano, un po’ Os Gêmeos.



















