Sono passati 85 anni da quando George Henry Bass, calzolaio di Wilton, nel Maine, decise di realizzare un nuovo modello da uomo, con una fascia di pelle cucita sulla sella della scarpa. Il disegno prendeva ispirazione dai modelli di calzature in pelle utilizzati da pescatori e operai norvegesi, da qui il nome Weejuns, nomignolo dato dagli americani agli abitanti dello stato scandinavo.
A partire dagli anni ’30 il mocassino diventa una scarpa simbolo dello stile americano, rappresentando negli anni ’50 e ’60 l’ideale estetico dei giovani della Ivy League e di uno stile Preppy che ben descriveva il boom economico di quegli anni.
Audrey Hepburn, Paul Newman, J.F. Kennedy, Steve McQueen e Michael Jackson hanno arricchito la storia di questi mocassini. Le culture giovanili (come i Mods) ne hanno definito lo stile e i dettagli, tra i quali l’abitudine a incastrare una moneta nel taglio sulla fascia di pelle della scarpa, rendendole conosciute come Penny Loafer.
Ma come nasce l’idea di questo dettaglio, che ha portato il brand B.H.Bass, in occasione dell’85esimo anniversario della Penny Loafer, a coniare una moneta celebrativa?

Difficile ricordare quell’era geologica in cui non esistevano promozioni da 50giga e minuti illimitati da utilizzare su telefoni ultra efficienti. Intorno agli anni ’50 i ragazzi dei college americani avevano a disposizione solamente le cabine telefoniche per le telefonate di emergenza e da qui la necessità di avere sempre a portata di mano due centesimi di dollaro, il costo per una chiamata appunto.
Con il rischio di perdere le monete nelle tasche, il posto più sicuro era la fessura dei Weejuns, che iniziarono ad essere chiamati Penny Loafer.
Alla praticità si sostituì negli anni il vezzo, e la moneta brillante nella scarpa di pelle nera divenne un modo di personalizzare il proprio stile. Con la moda alla continua ricerca di storie da raccontare, il penny nei Penny continua ad essere un dettaglio dalla grande forza narrativa, che ha ispirato brand come Berluti, Sebago e 1017 ALYX 9SM.
