È questione di pochi giorni e anche la seconda parte della serie spagnola la Casa de Papel (la Casa di Carta) arriverà su Netflix.
Questa fin da subito ha riscosso un notevole successo sia di critica che di riscontro del pubblico diventando uno dei prodotti seriali meglio riusciti dell’ultimo anno.
Certo la serie non è priva di difetti, ma questi sono veramente pochi e vengono compensati magistralmente da una narrazione che lascia lo spettatore incollato allo schermo per ore.
La storia è molto semplice, forse al limite del banale: 8 rapinatori entrano con la forza nella zecca di Madrid, guidati dalla raffinata mente del “Professore”, per stampare e portarsi a casa milioni di euro non registrati. Questa trama per quanto lineare è condita da numerosi colpi di scena in cui viene inscenata una vera e propria partita a scacchi tra rapinatori e polizia, non priva di intrighi.
Tutto ciò è segnato da una forte connotazione politica nel quale i rapinatori si raccontano come la resistenza: vestiti con tute rosse e maschere di Dalì intonano in più di un’occasione la italianissima “Bella Ciao” .
Questa tinta etico/politica è dovuta soprattutto al fatto che rapinando la zecca, non stanno rubando niente a nessuno, si stanno semplicemente, a detta loro, stampando del denaro.
Questo però non rende la presa di posizione dello spettatore più facile.
Infatti capire chi è il buono e chi è il cattivo risulterà sempre più difficile, tra continui scambi di ruolo e colpi di scena, la scelta della propria fazione sarà una scelta ardua, forse impossibile.
Quest’ultimo elemento è sicuramente uno dei motivi per il quale La casa de Papel è una serie tutt’altro che scontata, ma di ragioni per guardarla ce ne sono tante altre. Partendo dal cast, vedremo volti a noi poco noti ma a dir poco perfetti per i loro ruoli, con le loro diversità e le lore storie, la serie iberica si colora di diversi spaccati di vita, c’è il tonto rissaiolo da discoteca, c’è la sanguinaria ribelle, c’è il viscido ma eloquente leader, il grosso e omosessuale ribelle serbo e tanti altri.
Un altro aspetto degno di menzione è senz’ombra di dubbio la colonna sonora, tra una shazamata e l’altra lo spettatore riconoscerà sicuramente canzoni note e ne scoprirà tante altre: non a caso le scene emblematiche della serie sono sempre accompagnate da un sottofondo musicale proprio delle migliori produzioni sulla piazza.
La Casa de Papel è distribuita in Italia da Netflix, che ha deciso di dividerla in due parti accorciando anche gli episodi che da 15 (9+6) da settanta minuti della messa in onda spagnola (antenna 3) sono più di una ventina da 50 minuti ciascuno.
La seconda parte della serie dovrebbe arrivare in Italia il 6 Aprile quindi per chi non avesse visto la prima parte ha ancora qualche giorno per recuperarla e sono convinto che non se ne pentirà.


