A Vienna, sulle pareti della città, il duo svizzero NEVERCREW torna a riflettere sul rapporto tra esseri umani e ambiente con Souvenir, il nuovo mural realizzato per la Klima Biennale Wien 2026, promosso da KunstHausWien e curato da Calle Libre nell’ambito del programma (No) Funny Games.

Come spesso accade nella pratica di NEVERCREW, Souvenir si presenta con un’estetica immediatamente accessibile, quasi leggera e infantile, ma costruita per innescare una riflessione più profonda sulle implicazioni ambientali e sociali della crisi climatica. L’immagine ci ricorda una dimensione giocosa prima di rivelare la sua tensione interna: la natura appare filtrata, trasformata, quasi simulata. Non più vissuta attraverso una relazione diretta, ma osservata come qualcosa di distante, ordinato e controllato.



È proprio in questo scarto che si inserisce la forza del lavoro. Il legame tra esseri umani ed ecosistemi si affievolisce, lasciando spazio a una visione utilitaristica in cui l’ambiente diventa scenario, oggetto, superficie. Un paesaggio che sembra familiare ma che, allo stesso tempo, appare artificiale, sospeso tra realtà e costruzione.

In Souvenir emerge anche una dimensione ludica, ma privata della sua innocenza. Il gioco diventa semplificazione, riduzione della complessità a immagine superficiale, riflettendo la facilità con cui vengono affrontati processi profondi e irreversibili. Elementi come la plastica rafforzano questa condizione, mettendo in evidenza il legame diretto tra produzione umana e trasformazione degli ecosistemi, tra gesto quotidiano e conseguenze globali.
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Il titolo stesso suggerisce un frammento di memoria, qualcosa da portare via, ma anche un residuo di ciò che rischia di scomparire. Souvenir diventa così un punto di intersezione tra percezione, responsabilità e consapevolezza. L’osservazione si trasforma in presa di coscienza, mentre lo spettatore è chiamato a riconoscere il proprio ruolo all’interno di un equilibrio fragile e interconnesso, dove ogni intervento lascia tracce e ogni distanza diventa, inevitabilmente, illusoria.
