Le 5 Nike Air Max 1 più belle di tutti i tempi

Le 5 Nike Air Max 1 più belle di tutti i tempi

Andrea Tuzio · 8 mesi fa · Style

Oggi è festa. Una festa un po’ sommessa per via della situazione che siamo costretti ad affrontare, ma pur sempre festa e quindi degna di essere celebrata.
Oggi è l’Air Max Day, e si celebra il giorno in cui, nel 1987, Nike mise in commercio la scarpa che rivoluzionerà per sempre il mondo del footwear, l’Air Max 1.

Per festeggiare l’Air Max Day 2020, abbiamo deciso di mettere insieme le 5 Nike Air Max 1 più belle di tutti i tempi. Considerando che la bellezza è un concetto del tutto soggettivo, questa piccolissima classifica è personale, speriamo vi piaccia.

5. Nike Air Max 1 BRS Powerwall

Un vero e proprio grail per i fan della silhouette. Prodotta in sole 144 paia, le Air Max 1 BRS Powerwall celebrano l’inizio di tutto e il nome originale dell’azienda, Blue Ribbon Sport (BRS). La scarpa rende omaggio ai colori originali dei primi modelli targati Blue Ribbon, il verde metallizzato intenso, il marrone scamosciato e il rosa. Se siete tra i pochi fortunati a possederla, tenetevela stretta e coccolatela. 

4. Nike Air Max 1 (Original Mesh) “USA”

Rilasciata nel 2002 e caratterizzata dai colori della bandiera americana, resta tutt’ora uno dei modelli più ricercati e meglio riusciti in tutta la storia di Nike. Le Air Max (Original Mesh) “USA” rispecchiano il patriottismo che contraddistingue gli Stati Uniti d’America e quindi hanno assunto nel tempo, un valore e un’importanza che va oltre quella che può scaturire dal semplice collezionismo.

3. Nike Air Max 1 AMS Parra Amsterdam

Bellissima. La Nike Air Max “Amsterdam” 2005 di Parra, è una sneaker storica, realizzata con pelle di altissima qualità e una palette di colori unica che la rendono una delle migliori sneaker mai messe sul mercato. Parra resta fedele a stessa utilizzando il marrone, il rosa e il turchese. 
Pare che ne esistano soltanto 250 paia in tutto il mondo, se volete acquistarla e il vostro numero è 9.5US, preparate un assegno da 25.000 euro.

2. Nike Air Max 1 “Cherrywood” by Patta x Parra

258 paia prodotte per una sneaker splendida. Rilasciata nel 2009, combina le due anime delle aziende olandesi coinvolte nella collaborazione: la classica combinazione di colori, marrone e turchese, di Parra e la reinterpretazione dei classici tipica di Patta.
Il risultato è la Nike Air Max “Cherrywood” by Patta x Parra, un capolavoro.

1. Nike Air Max 1 OG

Non potevamo concludere questo nostro piccolo viaggio lungo i 33 anni di storia delle Air Max 1, se non con la sneaker più iconica e bella di tutte, la Nike Air Max 1 OG.
Ad ispirare la silhouette fu il Centre Pompidou di Parigi, Hatfield rimase affascinato dalla struttura progettata da Renzo Piano, Gianfranco Franchini e Richard Rogers inaugurato nel 1977. 
Questa fu la prima scarpa in cui era visibile l’unità Air, caratterizzata dal rosso, dal bianco e dal grigio e composta da materiali scamosciati. All’inizio il progetto di Hatfield fu accolto con un certo scetticismo, ma l’architetto riuscì a convincere tutti che quella scarpa sarebbe stata un successo, dimostrando la sua visione unica e impareggiabile. A distanza di più di 30 anni resta forse il miglior prodotto mai realizzato dall’azienda di Beaverton.

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Le fotografie pittoriche di Langston Bowen

Le fotografie pittoriche di Langston Bowen

Collater.al Contributors · 21 ore fa · Photography

Ti sei mai chiesto come sarebbe la realtà se vivessimo tutti in un dipinto Rococò?
Le fotografie di Langston Bowen riescono a far viaggiare la nostra fantasia e sembrano portarci proprio nelle atmosfere eleganti e sognanti di quel periodo.

Guardare i suoi scatti è come entrare in un altro mondo dove si vive a contatto con la natura, se ne rispettano le leggi e si indagano i miti, i segreti e le meraviglie. 

Le fotografie pittoriche di Langston Bowen | Collater.al

I suoi soggetti sono specialmente donne, queste sono ritratte in paesaggi naturali e sembrano delle divinità celestiali. Ogni sua fotografia è un’opera d’arte e ogni luogo racconta una storia diversa.
Langston riesce a rivelare i dettagli più intimi dei suoi soggetti, il suo è a tutti gli effetti un affresco fotografico, un idillio della figura femminile.

Caratterizzate da una palette colori calda e splendente e da luci morbide e delicate, le fotografie di Langston Bowen sembrano ispirarsi ai dipinti di Jean-Honore Fragonard e ai suoi mondi intimi e graziati.
Il suo lavoro artistico è pura narrazione emotiva.

Guarda qui una selezione dei suoi lavori, seguilo su Instagram e visita il suo sito personale.

Le fotografie pittoriche di Langston Bowen | Collater.al
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Articolo di Federica Cimorelli

Le fotografie pittoriche di Langston Bowen
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Roeg Cohen, un fotografo intimo e seducente

Roeg Cohen, un fotografo intimo e seducente

Collater.al Contributors · 4 giorni fa · Photography

Le fotografie di Roeg Cohen sono intime e seducenti, parlano di vita, memoria ed eternità. I suoi scatti raccontano gli aspetti più personali dei suoi soggetti, sono immagini ricche ed enigmatiche.

Roeg ha iniziato a fotografare all’età di trent’anni ma il suo livello artistico è tutt’altro che immaturo. La fotografia è lo strumento che usa per esprimersi, racconta tanto di sé quanto di chi si trova dall’altra parte dell’obiettivo, comunica indipendenza, coraggio e audacia.

Ciò che Roeg Cohen sembra avere con i propri soggetti è una connessione intensa e sincera. I protagonisti delle sue fotografie comunicano attraverso il corpo e gli sguardi. Sono immortalati in situazioni diverse ed esprimono sentimenti opposti e complementari: quiete, pace, silenzio ma anche tumulto, tensione e rivolta.

Le sue fotografie evocano sensazioni difficili da esprimere a parole per questo lasciamo parlare le sue immagini.
Guardatene qui una selezione, seguitelo su Instagram e sul suo sito personale.

Articolo di Federica Cimorelli

Roeg Cohen, un fotografo intimo e seducente
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InstHunt Special Edition – Hope

InstHunt Special Edition – Hope

Giordana Bonanno · 4 giorni fa · Photography

InstHunt Special Edition è la raccolta fotografica delle vostre migliori foto, ideata per la prima volta seguendo un tema. Ogni mese avrà un titolo dedicato e sarete voi a darle vita attraverso i vostri scatti. 

Il tema di questo mese era “Hope”: durante questo strano periodo che stiamo vivendo, cos’è che ti dà speranza? Tra sorrisi e ricordi abbiamo creato la nostra galleria. Scopri qui sotto le foto migliori e non perderti i prossimi appuntamenti!

Restate connessi e continuate a seguire la nostra pagina Instagram @collateral.photo per scoprire il tema del prossimo numero InstHunt Special Edition. 

Be creative Be part of @collater.al

InstHunt Special Edition – Hope
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“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni

“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Quanti giorni dobbiamo restare chiusi in casa mamma? Questa è la domanda che Monia Marchionni si è sentita fare decine e decine di volte da sua figlia di 5 anni durante il lockdown. È la domanda che ci siamo fatti tutti noi, scrutando il mondo silenzioso dalle nostre finestre. È la domanda a cui all’inizio non sapevamo rispondere e che poi, col tempo, è diventata quella a cui non volevamo rispondere. 

I giorni necessari. Questa la risposta di Monia, certamente più sensata di molte altre che abbiamo sentito. 

Monia Marchionni, classe 1981, è una fotografa marchigiana, di Fermo per la precisione. Dopo un diploma all’Accademia di Belle Arti, una laurea in Filosofia, una specializzazione di Storia dell’Arte Contemporanea e un’esperienza lavorativa nell’ambito dell’installazione decide di dedicarsi esclusivamente alla fotografia. 

Fin dai suoi primi lavori, dalla serie fotografica “Never Again the Fog in the Desert” realizzata in Cile e “Fermo Visioni Extra Ordinarie”, Monia ottiene diversi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. 

Oggi, però, vogliamo focalizzarci sul suo ultimo progetto, nato proprio durante la quarantena e che prende il titolo proprio dalla risposta data alla figlia, “I Giorni Necessari”.

Attraverso scatti delicati, presentati volutamente come dittici, Monia Marchionni ci apre le porte di casa sua proprio durante quei 56 giorni che ci sono voluti per far rientrare la situazione

Come quella di tutti noi, anche la vita della fotografa è stata bruscamente cambiata e il mondo esterno è diventato qualcosa da poter solo vedere, mentre l’interno della sua abitazione si è trasformato nel nuovo oggetto di analisi della sua arte. L’occhio, e con esso l’obiettivo, si posano sui familiari, sulle mani e sui visi, cercando di raccontare un lungo periodo di attesa, di noia, di paura, di sacrificio, di morte, ma anche di amore. 

È proprio quest’ultimo infatti, l’amore per le persone care, un amore ritrovato, che traspare più di ogni altra cosa, reso ancora più essenziale dalle privazioni e dal tempo sospeso.

“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni
Photography
“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni
“I Giorni Necessari”, il lockdown attraverso gli scatti di Monia Marchionni
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