La Nike Air Max Dn è una scarpa rivoluzionaria 

La Nike Air Max Dn è una scarpa rivoluzionaria 

Anna Frattini · 4 settimane fa · Style

La Nike Air Max Dn ripensa un’icona pronta a rivoluzionare l’ammortizzazione per la nuova generazione di scarpe dopo tre decenni. Presentiamo questa scarpa dove la camera d’aria – figlia della tecnologia Dynamic Air – si concretizza in una nuova unità divisa in due e quattro tubi, tutto questo per garantire un livello di comfort nettamente superiore grazie al nuovo assetto. La fluidità diventa quindi percepibile a ogni passo, grazie al passaggio dell’aria. Ma scopriamo insieme tutte le novità racchiuse in questa scarpa e la rivoluzione messa in atto da Nike Air Max Manufacturing Innovation e del Nike Sport Research Lab (NSRL).

Si apre un nuovo capitolo 

Nike riscrive un nuovo capitolo della rivoluzione iniziata ormai tre decenni fa quando è iniziata la ridefinizione dell’ammortizzazione nelle scarpe del brand. Non il solito restyling però, ma un vero e proprio cambiamento che trova le sue radice nell’espressione individuale e nella volontà di ricreare la sensazione di camminare sull’aria. Il team di Collater.al ha coinvolto il biker Caleb Djumpah per raccontare la scarpa in giro per Milano in una giornata come tante fra trick e skate park dove è possibile muoversi in libertà. I movimenti di Caleb sulla bici sono accompagnati dal supporto delle Nike Air Max Dn che lo seguono in tutte le acrobazie. Con riprese mirate, abbiamo sperimentato con aria e suono per mettere alla prova le performance della sneaker seguendo Caleb nell’esecuzione dei trick sulla bici. La tecnologia Dynamic Air viene messa in pratica grazie alle due camere d’aria e ai quattro tubi, visibili grazie al chiaro contrasto di nero e viola sulla scarpa, uno dei punti forti di questa sneaker. Nello specifico, le due camere pressurizzate – parte dell’unità Air – presentano un pressione pari a 15 psi, diversa da quella nei due tubi anteriori corrispondente a 5 psi. È proprio questa la configurazione che segue l’andatura di chi le indossa, dando spazio a movimenti fluidi e interattivi. 

Dietro alla tecnologia delle Nike Air Max Dn 

Il team di Nike Air Manufacturing Innovation, in collaborazione con il Nike Sports Research Lab, ha portato avanti questa rivoluzione implementando il livello di comfort e movimento. Ma non solo, anche la silhouette diventa innovativa grazie a un design molto diverso rispetto al passato. Dietro a questa sneaker ci sono anche metodi di produzione all’avanguardia come l’analisi degli elementi finiti grazie a funzionalità digitali che permettono round di testing più rapidi e accurati sulle performance. A completare queste analisi di laboratorio ci sono anche gli atleti che hanno indossato le scarpe tutte da provare, testare, perfezionare e ripetere. 

«A differenza di quanto ci si possa aspettare, questi metodi di test ci offrono maggiori opportunità di essere sorpresi» racconta Kathy Gomez, Nike VP di NXT Footwear. Il posizionamento dei tubi – a un occhio esterno – può sembrare contro intuitivo: «per esempio, nella DN si potrebbe pensare che il tubo più morbido in termini di psi vada in prossimità del tallone per l’appoggio del piede e una migliore transizione. Abbiamo scoperto invece che la transizione è migliore quando il tubo più rigido è posizionato sotto il tallone, e quello più morbido sotto l’area mediale». 

Non solo la tecnologia Dynamic Air ma anche la tomaia si è dovuta adattare alla sensazione di fluidità di cui abbiamo parlato sopra. Il tessuto segue la stessa logica, con uno strato secondario simile al silicone per creare stampe aptiche e testurizzate. Unito all’unità Air, il materiale della tomaia si sposa alla perfezione con tutti i componenti della sneaker raggiungendo un nuovo traguardo per Nike fra innovazione e ricerca

nike air max dn

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Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise

Collater.al Contributors · 2 giorni fa · Photography

Osserviamo i progetti di Lello Muzio già un pò. Prima in occasione dell’edizione di Liquida Photo Fest dell’anno scorso ma anche in occasione di S O S P E S A, un percorso composto da otto immagini di fotografia concettuale. Questa volta parliamo di lui in relazione a ‘Tintilia‘, un altro progetto fotografico che si ispira alla preghiera al vino, «con il quale eliminare gli affanni e cantare in una lingua che va al di là dell’umano». La protagonista è la ballerina Francesca Sara Spallone e questa serie di immagini e un vero e proprio omaggio alla sua terra, il Molise, e «alla sua remissiva e tribale saggezza» come ci dice Lello Muzio attraverso le parole di Antonio Mastrogiorgio.

Tintilia di Lello Muzio sarà in mostra anche nell’edizione di Liquida Photo Fest di quest’anno, dal 3 al 5 maggio a Torino.

Tintilia di Lello Muzio parla di tradizione e Molise
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La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Nata a San Pietroburgo, è da anni che Kira Gyngazova trascorre il suo tempo tra l’Asia e l’Europa, da Bangkok a Parigi. Questi continui trasferimenti hanno inciso non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua fotografia. Infatti, è proprio quando si è trasferita la prima volta che Kira Gyngazova ha sentito la necessità di comprare una macchina fotografica e iniziare a catturare ciò che la circondava, nuovi volti, nuove strade, nuovi luoghi. 

Con il tempo, Kira ha spostato la sua attenzione sulle persone che vivono le città, cercando di mostrare come a volte la vita in grandi metropoli iper-popolate possa essere solitaria. La stessa Kira Gyngazova, ad ogni nuovo trasferimento, notava come fosse facile vivere in mezzo a milioni di persone e sentirsi comunque soli e come le città si trasformavano in deserti. 

Proprio per questo motivo i suoi scatti raccontano di locali semi vuoti dove ognuno vive in solitaria la propria esistenza, di persone sedute su un autobus o un traghetto con gli sguardi persi nel vuoto, circondati da altrettanti sguardi vuoti e indifferenti. 

Inoltre, la solitudine delle persone sembra avvolgere i luoghi, le stanze spoglie e monocolore, le fermate della metropolitana deserte.

Qui sotto puoi trovare alcuni scatti di Kira Gyngazova, ma per scoprirne di più visitate il suo sito e il suo profilo Instagram

La solitudine negli scatti di Kira Gyngazova
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Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Gli autoritratti introspettivi di Handra Rocha

Federica Cimorelli · 16 ore fa · Photography

Handra Rocha, in arte fotolucida, è una fotografa autodidatta messicana, di Tampico in Tamaulipas. La sua arte si concentra sull’autoritratto come mezzo di analisi, catarsi ed esplorazione interiore.

Disconnect to create from source.

Le sue fotografie, a colori o in bianco e nero, la vedono immersa in paesaggi naturali desolati dove è possibile entrare in profonda connessione con il circostante. Handra Rocha mescola fotografia, make-up, styling e set design e dà vita a immagini creative, equilibrate e sospese nel tempo.

– Leggi anche: I progetti fotografici di nudo artistico di Dawid Imach

Guarda qui una selezione delle sue opere, seguila su Instagram e visita il suo sito personale

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Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Il surrealismo storico di Phillip Toledano

Anna Frattini · 12 ore fa · Photography

Di intersezioni fra il mondo dell’Intelligenza Artificiale e quello della fotografia ne abbiamo parlato tantissimo nel corso degli ultimi mesi, sopratutto in occasione di Photo Vogue e del contributo di Andrea Baioni nei visual di questo articolo di Laura Tota. Torniamo a riparlarne oggi con l’uscita del libro di Phillip Toledano, Another America – pubblicato da L’Artiere. L’artista parla di surrealismo storico commentando l’uscita di questo progetto, tutto da scoprire in questo progetto, in vendita dal 25 aprile.

Another America di Phillip Toledano è una storia inventata ambientata a New York. Un viaggio negli anni ’40 e re-immaginati attraverso l’AI e i brevissimi racconti di John Kenney – penna che avrete letto sul New Yorker. Questo libro nasce da una riflessione sulla verità e sulla situazione politica americana, il tutto in un paese consumato dalle teorie del complotto. Segue a ruota l’arrivo dell’AI che corrobora questo sentimento ed ecco Toledano, pronto a mettere in discussione anche la fotografia grazie all’aiuto del primo mezzo in grande di rendere tutto vero e niente vero.

«Per me, la cosa affascinante dell’IA è la possibilità di ciò che chiamo surrealismo storico. L’arrivo dell’intelligenza artificiale significa che ogni bugia può ora avere una prova visiva convincente. Possiamo ricreare il mondo come non è mai stato. Per ogni teoria del complotto, può esserci una prova visiva» racconta Phillip Toledano.

Credit Phillip Toledano – Another America courtesy of L’Artiere

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