Believe in something. Even if it means sacrificing everything.
Questo lo slogan che campeggia sul ritratto in bianco e nero di uno degli sportivi più controversi degli ultimi anni.
Si tratta dell’ex quarterback della NFL Colin Kaepernick, scelto da Nike come volto per la campagna per il 30ennale dello slogan “Just Do it”.
Un messaggio semplice che, se recitato dall’ex prodigio della National Football League, diventa molto più potente ma, soprattutto, realtà.
Kaepernick, infatti, non è noto solo per la sua carriera sportiva che, fra le tante, gli ha regalato anche un’apparizione al Super Bowl XLVII del 2012, ma anche per il suo impegno sociale e politico.
Iconico è diventato il suo gesto del 2016 quando, durante ogni inno nazionale, si inginocchiava in segno di protesta contro la violenza nei confronti delle persone di colore negli Stati Uniti.
Gesto che, se da un lato ha provocato molte reazioni positive quali il dialogo e l’emulazione di altri compagni, dall’altro gli ha rovinato la carriera sportiva e lo ha reso nemico di Donald Trump e dei proprietari della NFL con cui ora è in causa.
Chiuso il contratto con i San Francisco 49ers, infatti, nessuna delle 32 squadre della League ha dimostrato interesse nella sua persona, costringendolo ad uno stop forzato che va avanti da due anni.
Una scelta non leggera quella di Nike che, nonostante sia riuscito a trovare il volto più influente ed adeguato per veicolare una compagna di questo peso, è sponsor tecnico di tutte le franchigie NFL.
Al momento non sono state registrate grandi reazioni se non quelle dei politici più conservatori, come il governatore Mike Huckabee che ha voluto dire la sua sul futuro del brand: “Penso che ora si focalizzerà sulla produzione di ginocchiere per la NFL”.
