La nuova campagna Nike con Elena Delle Donne

La nuova campagna Nike con Elena Delle Donne

Giulia Guido · 1 settimana fa · Art

Quella di Elena Delle Donne è una storia che inizia molto prima del suo esordio in WNBA, dei record, della vittoria con le Washington Mystics della scorsa stagione e del titolo di MVP. È la storia di una giocatrice, di una sportiva, ma anche di una persona e soprattutto di una sorella che non poteva passare inosservata agli occhi di Nike

Elena, infatti, è la sorella minore di Lizzie che, a causa di una paralisi cerebrale e di una forma di autismo, è sorda e cieca fin dalla nascita. A causa di questa situazione, il rapporto tra le due si è sempre basato sul tatto: i bisogni di Lizzie, ma anche le sue emozioni e i suoi sentimenti vengono comunicati alla sorella attraverso le mani. Questo, oltre a rendere Elena indispensabile per Lizzie, ha reso quest’ultima una parte imprescindibile della vita della campionessa WNBA, tanto da portarla a rinunciare alla sua passione per il basket. 

Elena Delle Donne ha 19 anni quando parte per il college e, una volta lontana dalla famiglia, capisce che non può farcela senza quel legame così concreto e palpabile con la sua big sis. Così cambia college scegliendone uno vicino a casa e dopo un lungo periodo di stop, quando grazie al rapporto con la sorella ritrova sé stessa e l’amore per il parquet, per la palla a spicchi, i falli, la fatica, le schiacciate, le vittorie e le sconfitte, torna a giocare. 

Oggi, quella ragazzina del Delaware che sognava di diventare campionessa WNBA è molto di più e non ha vinto solo in campo, ha vinto nella vita

Per tutto questo, Nike le ha scelte come volti dell’ultimo capitolo della campagna “Sports Changes Everything”, rendendole protagoniste del video “Carry Me” in cui, oltre alle immagini, le parole della stessa Elena arrivano dritte al cuore. 

“Everyone thinks I carry her. But she’s the one carrying me.”

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Artez, street art tra fotorealismo e illustrazione

Artez, street art tra fotorealismo e illustrazione

Claudia Fuggetti · 1 settimana fa · Art

Artez è un artista serbo caratterizzato da uno stile che si colloca a metà tra fotorealismo e illustrazione. La sua principale fonte d’ispirazione è propio la realtà che lo circonda: partendo da una fotografia, l’artista inizia a realizzare un disegno che alla fine si distacca totalmente dall’immagine scelta in partenza.

Dopo essersi laureato presso la Facoltà di Architettura di Belgrado nel 2013, Artez ha iniziato il suo percorso nel panorama street ed è partito proprio dalla scelta del nome:

“Ho iniziato a taggarmi ARTE, ma il nome non suonava troppo bene, c’erano troppe persone che utilizzavano la stessa combinazione di lettere. Dopo un po’ di tempo, ho deciso di aggiungere la Z alla fine, probabilmente sotto l’influenza del mio amico Bantu, colui che mi ha introdotto ai graffiti e che, a quel tempo, scriveva “Skillz”. Non conosco bene gli altri significati, ma spero che il mio lavoro aggiungerà un nuovo significato al soprannome che uso”.

Artez è stato influenzato da molti artisti diversi nel corso degli anni e il suo stile ha continuato a cambiare costantemente nel tempo, fino ad arrivare a quello che conosciamo.

Dai un’occhiata al suo profilo Instagram e non perderti il video qui sotto.

Artez, street art tra fotorealismo e illustrazione | Collater.al
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Artez, street art tra fotorealismo e illustrazione
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Artez, street art tra fotorealismo e illustrazione
Artez, street art tra fotorealismo e illustrazione
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L’Antica Grecia secondo l’illustratore Tiago Majuelos

L’Antica Grecia secondo l’illustratore Tiago Majuelos

Collater.al Contributors · 1 settimana fa · Art

Solitamente, quando pensiamo all’Antica Grecia, ci vengono in mente tante cose, dal Viaggio (interminabile) di Ulisse per tornare nella sua amata Itaca fino alle lezioni di storia senza fine dell’ultima ora del venerdì.
Nonostante ai più possa sembrare un argomento noioso, l’illustratore spagnolo Tiago Majuelos, classe 1983, è riuscito a renderlo interessante realizzando una serie di disegni inserendo al loro interno elementi della mitologia greca. Quest’ultimi vengono posti in contesti un po’ più contemporanei così da creare un forte impatto visivo. Grazie ai suoi studi di ingegneria e product design è stato in grado di sviluppare una visione particolare della vita, la capacità di affrontare un progetto e apprezzare gli oggetti ben realizzati.

Il suo percorso verso questo genere artistico nasce dalla realizzazione di graffiti in giro per la città di Barcellona. Grazie a questo l’artista ha imparato molto sui colori, sulle forme, sulla costanza e la qualità, ma soprattutto sulla libertà.

Tiago ha preso la decisione di realizzare delle illustrazioni quando ha iniziato ad approcciarsi per la prima volta a questo mondo rimanendone affascinato dall’arte, dalla filosofia, dai miti e dalle leggende. Nonostante nella sua carriera scolastica non abbia mai studiato la mitologia greca, la sua passione è nata successivamente, da autodidatta. Nelle sue illustrazioni cerca di unire le conoscenze che ha assimilato dandogli un tocco di modernità. Il risultato sono interpretazioni delle divinità dell’Antica Grecia disegnate tra i simboli culturali moderni, come una bottiglia di vino rosso raffigurante delle veneri o prodotti per la pulizia con all’interno gli antichi Dei. 

Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 2
Tiago Majuelos | Collater.al 1
Tiago Majuelos | Collater.al 12
Tiago Majuelos | Collater.al 12

Testo di Anna Cardaci

L’Antica Grecia secondo l’illustratore Tiago Majuelos
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L’Antica Grecia secondo l’illustratore Tiago Majuelos
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Interstellar, il film di Christopher Nolan diventa un ristorante

Interstellar, il film di Christopher Nolan diventa un ristorante

Collater.al Contributors · 1 settimana fa · Art

Per tutti gli amanti della cinematografia del regista britannico Christopher Nolan e, in particolare, di Interstellar, nel centro cittadino di Città del Messico, a Citibanamex, un centro congressi e fiere di livello mondiale, è stato realizzato un ristorante temporaneo a tema del film.
Progettato da Almazán y Arquitectos Asociados in collaborazione con Concepto Taller de Arquitectura e Pin Studio, il ristorante riprende il film di fantascienza uscito nelle sale cinematografiche nel 2014.

Facendo riferimento alla trama del lungometraggio, il ristorante di 200 metri quadrati propone un cielo stellato composto da 250.000 luci Led che sembrano farti entrare letteralmente dentro una galassia illuminata. Al di sotto di queste sono posti tutti i tavoli dove ci si può sedere e mangiare. All’ingresso è presente una libreria, la stessa che Murphy (Jessica Chastain) nella sua cameretta osserva notando un’anomala caduta dei suoi libri.

Ispirato da luoghi ultraterreni e dall’accattivante mistero dei pianeti lontani e sconosciuti, l’obiettivo principale dei team di progettazione era quello di “trasformare l’universo in contenuto, intrecciando tempo e spazio per creare un ambiente visivamente spettacolare”.

Gli ospiti possono sperimentare il tema ultraterreno immergendosi totalmente nel film. Alcuni dei libri sono sospesi al soffitto e danno l’impressione di antigravità. Arredato in modo elegante, il ristorante è nato nell’ambito di Millesime Mexico 2019, un evento interattivo di alta cucina che si svolge annualmente dal 2007 nel centro congressi.

Interstellar | Collater.al 1
Interstellar | Collater.al 1
Interstellar | Collater.al 1
Interstellar | Collater.al 1
Interstellar | Collater.al 1
Interstellar | Collater.al 1

Testo di Anna Cardaci

Interstellar, il film di Christopher Nolan diventa un ristorante
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Interstellar, il film di Christopher Nolan diventa un ristorante
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Simon Berger, l’artista che crea ritratti sul vetro

Simon Berger, l’artista che crea ritratti sul vetro

Collater.al Contributors · 1 settimana fa · Art

L’artista svizzero Simon Berger, dopo aver studiato falegnameria alle scuole superiori, ha deciso di dedicarsi alla realizzazione di opere d’arte inusuali. Oltre all’attività artigianale, Simon ha dimostrato un grande talento artistico ed è stato in grado di unirlo alle sue conoscenze di diversi materiali. Grazie alla sua dimestichezza ha iniziato a cimentarsi nella creazione e allo stesso tempo distruzione di oggetti al fine di farli diventare arte. Simon ha intrapreso il suo percorso creativo utilizzando unicamente il legno ma poi ha sperimentato altri prodotti.

Con una tecnica che lo distingue da tutti gli altri artisti del mondo, oggi riesce a realizzare dei ritratti incisi sul vetro. Seppur possa sembrare puro vandalismo, in realtà si tratta di opere vere e proprie. Il modus operandi dell’artista è abbastanza semplice in quanto parte da una foto di un soggetto che lo ispira o che lo affascina e inizia a disegnare i contorni su un pannello di vetro. Dopodiché Simon Berger inizia a segnare i punti che non vuole rompere e quelli che vuole modificare. La tipologia di vetro migliore per la realizzazione di questi lavori è uno abbastanza solido e che non si rompa subito dopo essere stato colpito come ad esempio la vetrina di un negozio, il parabrezza di un’automobile o più generalmente vetri di sicurezza.

L’artista sostiene che questo genere di opere d’arte non passa inosservato e che i volti incisi trasmettono un’immagine suggestiva.
Ciò che con i suoi ritratti vuole ottenere è il confronto diretto con l’osservatore e far suscitare un pensiero critico e introspettivo.

Simon Berger | Collater.al 1
Simon Berger | Collater.al 1
Simon Berger | Collater.al 1

Testo di Anna Cardaci

Simon Berger, l’artista che crea ritratti sul vetro
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