Un sound arcaico e lunare, scarno ma potente ed evocativo. Un universo creativo immerso in un’oscurità avvolgente, con lo sguardo volto alla Sardegna, quella più ancestrale e pura. Oggi siamo qui per parlarvi di NOTTE, il primo album in italiano di BLUEM, al secolo Chiara Floris, cantautrice e produttrice sarda con base a Londra.
“NOTTE” è un album magico che si muove in un arco temporale ben preciso, dal lunedì alla domenica, ma è anche un tributo alla notte, un momento mistico e prolifico in cui BLUEM si trova completamente a suo agio.
Un album pieno di seconde voci, testi personali capaci di raccontare sentimenti profondi e dolorosi, beat morbidi e intrecci di percussioni, produzioni tanto minimali quanto intense, voci registrate che si intrecciano alle parti melodiche amplificandone l’energia.

Noi abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei per approfondire ancor di più i suoi nuovi sette brani dal sound unico che affiancano e accompagnano parole intense e a tratti laceranti, che ripercorrono rapporti tossici e relazioni deterioriate.
Ciao Chiara! Giusto per conoscerti meglio, da dove arriva il tuo nome d’arte?
In realtà è un nome che ho scelto tantissimi anni fa, legato a un vecchio progetto di quando ancora cantavo in inglese e non l’ho mai cambiato. Viene da “Blue Moon”, la canzone cantata Billie Holiday di cui sono ossessionata, ho studiato jazz, amo questo genere e viene da quello.
Volevo chiamarmi proprio “Blue Moon” ma era già stato preso, anche se poi si è scoperto che già c’è qualcuno che si chiama Bluem, un casino insomma.
“Notte” è un progetto ben strutturato, con una logica ben precisa e capace di attirare fin da subito le attenzioni su di sé. Un album che va dal “lunedì” alla “domenica”, una settimana di musica che poi è racchiusa in una notte. Ci spieghi un po’ come l’hai pensato?
Sì, in realtà la risposta penso sia più banale di quella che vorrebbe sentire la gente, perché io quest’album l’ho scritto in una settimana, scrivendo un pezzo al giorno, per cui di fatto è nato così. A ogni titolo corrisponde un giorno della settimana, dovevano essere provvisori ma poi ho deciso di lasciare tutto così. Era un periodo un po’ complesso per cui ho preso una settimana di ferie dal lavoro e mi sono messa in testa che ogni giorno di quella settimana avrei fatto un brano. Poi si chiama “Notte” perché generalmente scrivo di notte, mi mette più tranquillità.
Un album che si intreccia e si fonde con la Sardegna, regione in cui sei nata e a cui sei molto legata. E si vede anche dalla cover che hai scelto, ci racconti di questo legame?
Musicalmente non avevo pensato di fare qualcosa legato alla mia isola, infatti se ci sono delle influenze sono cose che sono arrivate inconsciamente, non avevo quell’intenzione. Però era un periodo in cui ero molto nostalgica, e visto che il disco era in italiano e per me la Sardegna è tutto, ho deciso di inserire queste cartoline di signore sarde, che tutt’ora ho in camera, realizzate da un’amica di mia madre come cover di ogni pezzo. Mentre facevo il disco mi capitava di vederle, di osservarle per un po’ e da lì ho iniziato a pensare di costruire un immaginario incentrato sulla Sardegna, dedicato un po’ anche alla memoria delle mie nonne. Per cui le ho prima disegnate e poi ho fatto il lavoro di produzione, ricerca di costumi e le abbiamo scattate nuovamente.

Dai andiamo avanti e proviamo a metterti in difficoltà. Un/a artista che ti ha particolarmente ispirato o con cui fare un feat?
Ah be, aspetta, forse la gente con cui vorrei collaborare è irraggiungibile (ride). Allora è un po’ difficile, ti dico un’altra ossessione che è Frank Ocean, quindi lo cito sempre. Per me è stato fondamentale, il modo in cui scrive, in cui canta, in cui imposta le canzoni, il parlato, insomma è unico. Però collaborarci adesso, non penso, difficilino, mettiamola così. Chissà se succederà nella vita. In Italia uno di quelli che mi piace di più è Cosmo, l’ho ascolto tanto.
Adesso che è arrivato “Notte”, quali saranno i prossimi passi di BLUEM?
Guarda vorrei saperti rispondere, in realtà non lo so nemmeno io. Sicuramente continuerò qui la mia vita a Londra. Poi spero in futuro che i progetti italiani comincino ad essere ascoltati anche in Inghilterra, non dico il mio eh, in generale penso. Però mi piacerebbe avere questo tipo di apertura, poter collaborare con tutti, artisti nazionali e internazionali e fare un percorso aperto. Non mi voglio porre dei paletti per ora. Poi Londra è stata fondamentale nella mia crescita artistica, la prima canzone della mia vita l’ho scritta qui.
Chiudiamo così, un po’ simpaticamente, ma non possiamo non chiedertelo visto l’album. Giorno della settimana preferito?
Così a caso? Guarda penso sia proprio venerdì, inizia il weekend.
Allora dai non posso non chiederti il tuo ricordo legato alla traccia “Venerdì”.
Mi metti in difficoltà, perché è quella in cui c’è mia nonna che parla. A me infatti ha fatto un po’ piangere, tremenda un po’… forse meglio cambiare giorno (ride), forse meglio mercoledì, poi sono fissata con i giorni dispari.

Photo credits: Jasmine Färling
