Le spiazzanti copertine di libri NSFW di Bob Staake

Le spiazzanti copertine di libri NSFW di Bob Staake

Claudia Fuggetti · 5 mesi fa · Design

Quando inventarono l’espressione “politicamente corretto”, Bob Staake stava già iniziando a progettare le sue dissacranti copertine NSFW di libri, che di quella espressione non sanno assolutamente cosa farsene!

La critica pungente alla repressione e al perbenismo, tipicamente di stampo borghese, viene accentuata dal fatto che le grafiche sono ambientate tra gli anni ’40 e i ’60. La satira, l’umorismo sfacciato e la parodia visiva delle cover dei classici per bambini, diventano il suo messaggio di ribellione, il volantino di propaganda di un artista che gioca con gli stereotipi e li converte in spiazzanti mine destabilizzanti.

Ogni copertina è unica nel suo genere, quasi disturbante, alcune immagini ricordano molto la copertina dell’ album Houdini dei Melvins, che potrebbe essere una valida colonna sonora mentre si scorrono le opere di Bob Staake.

Mentre i cani vanno a caccia di ossa molto particolari, scopriamo che Bukowski può essere un’ottima lettura di formazione infantile e ancora, che le sole scimmie possono rinnegare l’olocausto (col dovuto rispetto verso gli animali), del resto: come dargli torto?

Le spiazzanti copertine di libri NSFW di Bob Staake | Collater.al
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L’Hotel Løvtag formato da cabine perse nella foresta

L’Hotel Løvtag formato da cabine perse nella foresta

Giulia Guido · 5 mesi fa · Design

Immaginatevi il fiordo danese di Mariager, l’acqua del mare blu ghiaccio appiattita dal vento freddo, le montagne che salgono all’interno coperte da un manto verde scuro di pini e godersi il cielo stellato che si intravede tra un ramo e l’altro. É forse questo immaginario che ha ispirato l’architetto berlinese Sigurd Larsen quando ha progettato il Løvtag. 

L’intero Hotel Løvtag si compone di 9 cabine – per adesso ne è stata completata una – che possono ospitare un massimo di quattro persone l’una. 

La suite è pensata come una vera e propria casa sull’albero, posizionata a 8 metri dal suolo,  la cui struttura si sviluppa principalmente a un albero robusto e centrale. 

L’abitazione si compone di tutti i comfort e gli spazi necessari, una camera da letto, un bagno, una cucina e una zona giorno. Ultima, ma no per importanza, è la terrazza raggiungibile grazie a una scala interna e dalla superficie uguale all’intera pianta. 

Le cabine dell’Hotel Løvtag si nascondo perfettamente tra gli alberi, merito del rivestimento esterno in metallo scuro e in legno e, infine, le grandi vetrate permettono di sfruttare al meglio la luce naturale e, soprattutto, di vivere realmente a contatto con la natura. 

Hotel Lovtag formato da cabine perse nella foresta | Collater.al
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Demanio Marittimo Km-278. Ecco come è stata la nona edizione

Demanio Marittimo Km-278. Ecco come è stata la nona edizione

Collater.al Contributors · 5 mesi fa · Design

Siamo a Marzocca, vicino Senigallia, sulla costa marchigiana: qui da 9 anni si svolge il Demanio Marittimo Km-278, un evento unico nel suo genere curato da Cristiana Colli e Pippo Ciorra, promosso dalla rivista MAPPE in collaborazione col Museo delle Arti del XXI secolo, il comune di Senigallia e la regione Marche. 12 ore di talk in riva al mare dalle 6 di sera alle 6 del mattino, ogni anno con un tema e un allestimento diverso progettato dagli studenti di una scuola di architettura internazionale. Quest’anno è stata la volta della Facoltà di Architettura di Zagabria, con il progetto “Don’t stare at my window” di Ivana Marić, Rea Mihelko, Zrinka Perić, Nika Vojvoda, un allestimento dalle forme concave e convesse, in legno e rete gialla. Il tema, invece, è stato Eurotopia, intesa sia come ultima “utopia realizzabile” che come spazio di rappresentazione e sviluppo sociale, culturale, professionale.

Eurotopie era anche il titolo scelto per il Padiglione Belga all’edizione 2018 della Biennale Architettura dal collettivo Traumnovelle, un collettivo di architetti super giovane presente ai talk con i curatori del Padiglione Tedesco nel 2018 e con Lars Krückeberg, del gruppo GRAFT di Berlino. Inoltre i Traumnovelle insieme ai ragazzi di Radioarchitettura hanno parlato della condizione dei giovani architetti in Europa assieme ad un gruppo di laureati marchigiani che lavorano all’estero e Carlotta Franco di Eterotopia.

Lo studio berlinese Sauerbruch Hutton ha presentato il recentissimo museo M9 a Mestre, poi l’architetto croata Mia Roth Čerina, Andrea Zamboni e Massimo Magnani, il gallerista Franco Nero e i rappresentanti dei Padiglioni Nazionali più celebrati della Biennale di Venezia 2019, ovvero Lituania e Ghana, poi ancora arte con Enrico David e Rita Selvaggio e tanti altri. 

Ogni anno è prevista una performance, quest’anno di un’ora: allo scoccare della mezzanotte è iniziata  “Apollo 11 Reloaded” con Maurizio Martusciello e Giulio Maresca, realizzata in collaborazione con il MAXXI. Il progetto parte dalla celebrazione della missione spaziale per un concerto audiovisivo composto da musica e immagini di repertorio, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana.

Come ogni anno, il Demanio Marittimo Km-278 porta un’energia unica sul mare Adriatico, è un momento di riflessione che coinvolge tutti, da chi è del settore agli appassionati e curiosi, dai residenti a Senigallia a chi si fa chilometri su chilometri per partecipare a questa notte speciale. Non ci resta che aspettare l’edizione numero 10 sperando in nuove sorprese. 

Demanio Marittimo | Collater.al
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Testo di Bianca Felicori

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Rinomina quel file, il rapporto tra designer e cliente raccontato in grafiche esilaranti

Rinomina quel file, il rapporto tra designer e cliente raccontato in grafiche esilaranti

Giulia Guido · 5 mesi fa · Design

Loro si fanno chiamare Pirati Grafici e sono un gruppo di professionisti della progettazione grafica che, tra le altre cose, cercano di rendere comprensibile il lavoro che fanno i designer e tutti gli ostacoli che incontrano con delle divertenti grafiche. Nasce così il progetto dal titolo Rinomina quel file, in cui vediamo come la frustrazione nata dalle incomprensioni tra cliente e designer ricade sui nomi dei file di lavoro. 

Vi avverto, fanno morir dal ridere, ma se volete prendere ispirazione ricordatevi di rinominarli prima di mandarli al vostro capo! 

Rinomina quel file, il rapporto tra designer e cliente raccontato in grafiche esilaranti
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L’India incontra gli Emirati Arabi nel ristorante Masti di Dubai

L’India incontra gli Emirati Arabi nel ristorante Masti di Dubai

Giulia Guido · 5 mesi fa · Design

Ogni singolo dettaglio, dall’arredamento al cibo, senza dimenticare il nome, del ristorante Masti firmato dallo Studio Lotus urlano “India”, però dalla terrazza si ammira lo Skyline di Dubai. 

Il Masti, nome che in hindi significa malizia e divertimento, sorge nel nuovissimo quartiere La Mer della città degli Emirati Arabi e presenta una struttura a due piani che ha permesso di realizzare una netta divisione tra zona bar, caotica e libera, e zona ristornate, più intima e silenziosa. In entrambe, però, si possono assaggiare alcune delle specialità tipiche della cucina indiana. 

Così, i designer dello Studio Lotus si sono dovuti affiancare alla scelta gastronomica, optando per un arredamento che unisse due culture e due paesi, con l’obiettivo di riuscire a creare un luogo autentico, un posto nuovo per la popolazione autoctona, ma dove qualsiasi indiano potesse sentirsi a casa. 

Il piano terra presenta dei mobili bassi e una palette di colori luminosa, creando degli spazi perfetti per trascorrere un pomeriggio e bere un drink appena uscito dal maestoso bar caratterizzato da un mosaico di marmo, ottone e legno. 

Al piano superiore si può cenare sia in comode salette private, sia sulle terrazze e ammirare il panorama. Anche qui ritroviamo alcuni pezzi d’arredamento peculiari della cultura indiana, sempre con sedute e tavoli a mezza altezza, una tavolozza di colori che si fa più scura ma anche più vivace e suppellettili tipici con un abbondante uso dell’ottone. 

Masti Studio Lotus | Collater.al
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L’India incontra gli Emirati Arabi nel ristorante Masti di Dubai
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